Il punto sullo screening

06 dicembre 2006

Il punto sullo screening



Mezza età tempo di bilanci e, dice la medicina, di screening: come quello per il tumore del colon che è consigliato eseguire annualmente dai 50 con ricerca del sangue occulto nelle feci (FOBT) e se positivo con altre analisi (colonscopia, rettosigmoidoscopia), dal momento che oltre questa soglia ha un'incidenza crescente con gli anni. Il sanguinamento rettale è un sintomo che di frequente può associarsi, oltre a diarrea, stipsi, dolore intestinale, astenia, ma il rischio di tumore per perdita ematica in questa sede è ritenuto relativamente basso e anche altre patologie possono causare sanguinamento accompagnato da diarrea o da stipsi. Un recente studio britannico nell'ambito della medicina generale aveva suggerito di avviare urgentemente ad accertamenti tutti i soggetti oltre i 45 anni con emorragia rettale di nuova insorgenza anche senza sintomi associati, estendendo le linee guida nazionali.

Aspettativa di vita ridotta
Uno studio americano della Yale University School di New Haven sottolinea ora che nella decisione di sottoporre a screening per cancro colorettale bisogna tenere conto non solo dell'età ma anche della comorbilità con patologie croniche, in quanto quest'ultimo fattore in caso di diagnosi del tumore in stadio precoce può già ridurre non poco l'aspettativa di vita. La ricerca ha analizzato i dati di oltre 35 mila persone di almeno 67 anni con diagnosi per la neoplasia, ricavati da un Registro oncologico di popolazione. Negli uomini di 67 anni con diagnosi di tumore al I stadio l'aspettativa di vita era diminuita dai 19 anni per quelli senza malattie croniche ai 12,4 per quelli con una o due co-patologie, ai 7,6 per quelli con tre o più; analogo l'andamento per le donne, con riduzioni di 23, 16 e 7, rispettivamente. Il beneficio dello screening per la sopravvivenza è minore in caso di pazienti anziani già con altre patologie e quindi l'opportunità di eseguirlo andrebbe valutata dal medico, tenendo conto anche della volontà del paziente, concludono gli autori.

In causa (forse) Streptococcus bovis
Oltre che sul sanguinamento rettale e sui sintomi associati lo screening si basa su altri elementi, come la presenza di marker della neoplasia. In aggiunta ai già noti CEA, CA19.9 e TPA, ricercatori statunitensi del National Cancer Institute di Bethesda hanno individuato il marker C3a (relativo al sistema del complemento) che potrebbe essere tumore-specifico e permettere la diagnosi del cancro del colon-retto in fasi più precoci di quanto spesso avvenga. Identificate nove proteine sieriche associate al tumore è stata selezionata come maggiormente discriminante la C3a-desArg, forma stabile della C3a: esaminando 58 malati e 32 controlli sani gli autori hanno rilevato che, mentre nei secondi il marker era sempre al di sotto di 11.842 ng/ml, nei primi valori uguali o superiori a 17.637 erano predittivi del cancro. Analogamente, in soggetti con presenza di polipi si sono riscontrati livelli più alti che in individui sani, cioè 22.928,2 ng/ml contro 5139,3 e in pazienti con carcinomi invasivi valori in media pari a 43.646,6. Resta da appurare, notano cautamente i ricercatori, se l'attivazione del sistema del complemento, della quale è espressione l'incremento del marker C3a-desArg, sia il riflesso di una reazione generale a un processo tumorale piuttosto che specificamente al cancro del colon-retto. Un altro spunto di ricerca è la scoperta da parte di autori olandesi del Centro medico universitario di Nimega di una risposta immunitaria umorale allo Streptococcus bovis che potrebbe aiutare nella diagnosi precoce del cancro del colon-retto. L'associazione ipotizzata da tempo tra questo batterio Gram-positivo e il tumore ha trovato conferma dal confronto tra dodici pazienti e otto soggetti controllo: il profilo degli antigeni di S. bovis è stato sufficiente per distinguere undici dei casi di malattia. I ricercatori ritengono che l'individuazione delle risposte sieriche ad alcuni antigeni batterici possa contribuire alla diagnosi precoce dei polipi e dei tumori del colon.

Viviana Zanardi

Fonti
Gross CP et al.Yale University School of Medicine, Nw Haven, Connecticut. Ann. Intern. Med. 2006;146: 646-653.

Ried T et al. National Cancer Institution, Bethesda, Maryland. Gastroenterology 2006; 131: 1.020-1.029.

Tjalsma H et al. Radboud University Nijmegen Medical Center. Int. J. Cancer 2006; 119: 2.127-2.135.





 



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