Lo screening paga

14 giugno 2006

Lo screening paga



Lo screening del carcinoma del colon-retto, terzo tumore big killer in Occidente dopo quelli del polmone per l'uomo e della mammella per la donna, è raccomandato dai 50 anni circa in quanto la precocità della diagnosi consente la tempestività del trattamento ed è salvavita; solo in Italia ogni anno sono quasi 30 mila i nuovi casi, circa due terzi per il colon e un terzo per il retto. Spie di accompagnamento della neoplasia possono essere sanguinamento rettale, turbe dell'alvo cioè diarrea o stipsi, dolore intestinale, astenia; più frequente soprattutto il primo sintomo, a volte evidenziabile solo con la ricerca del sangue occulto nelle feci. Il rischio di tumore associato alla presenza di una perdita ematica in questa sede è però ritenuto relativamente basso, e va ricordato che altre patologie possono causare sanguinamento con diarrea oppure stipsi, come diverticoli, emorroidi, ragadi, rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn. Una ricerca britannica sul rischio di ca colo-rettale valutato nell'ambito della medicina generale lo indica però come presente dalla mezza età anche se c'è solo sanguinamento senza altri sintomi in misura tale da suggerire comunque lo screening, mentre le linee guida nazionali raccomandano di esaminare con urgenza individui oltre i 40 anni con perdita di sangue rettale di nuova insorgenza se associata ad altri sintomi come la diarrea, o dai 60 anni in su cioè quando il tumore è più frequente se presentano sanguinamento persistente da sei settimane anche in assenza di altri sintomi.

Uno su dieci può avere il tumore
Lo studio retrospettivo sull'individuazione del tumore in primary care è stato condotto in un'area rurale della Gran Bretagna e ha coinvolto persone oltre i 45 anni di età giunte all'osservazione per sanguinamento rettale di nuova comparsa, con o senza diarrea associata, che sono state tutte sottoposte a indagine con rettosigmoidoscopia rigida o flessibile o con colonscopia. Nei dieci anni di durata della ricerca si sono accertati nella pratica clinica 38 casi di ca colo-rettali e 33 di adenoma (la forma benigna del tumore, che può degenerare in quella maligna), corrispondenti a un'incidenza annuale calcolata in 84 casi per 100 mila; solo due dei pazienti con la neoplasia e quattro con adenoma avevano avuto sanguinamento accompagnato da diarrea. Su 265 pazienti con nuovo episodio di emorragia, in 15 sono stati diagnosticati ca del colon-retto e in 13 adenomi, il valore predittivo del riscontro quindi è risultato rispettivamente del 5,7% e del 4,9%: questo significa che una persona su dieci con sanguinamento rettale potrebbe avere la forma tumorale, e ciò indipendentemente dalla compresenza di altri sintomi. Quest'ultimo aspetto è in contrasto con quanto emerso da altri studi e importante perché come detto la perdita ematica senza diarrea non costituiva un'indicazione all'urgenza del controllo, tranne che in soggetti oltre i 60 anni con sanguinamento da più di sei settimane pur in assenza di altri sintomi.

Tra i fattori di rischio la dieta
Da altri analoghi studi retrospettivi erano emersi valori predittivi di ca colo-rettale estremamente variabili per il sanguinamento rettale, dal 2,2% all'11%, e questo rendeva anche più difficile per i medici informare e convincere i pazienti dell'opportunità di sottoporsi ad accertamenti diagnostici. La conclusione degli autori della ricerca è che almeno dai 45 anni di età, tutti gli individui con l'emorragia di nuova insorgenza andrebbero urgentemente esaminati sia in presenza sia in assenza di altri sintomi associati, estendendo le linee guida nazionali. Le raccomandazioni attuali per la popolazione generale ribadite anche nelle nostre Giornate della prevenzione sono di sottoporsi alla ricerca del sangue occulto nelle feci (FOBT) annualmente dai 50 anni, ricorrendo a periodiche colonscopie (ora anche virtuali) se il FOBT è positivo e a rettosigmoidoscopia dopo i 55 se indicato, accertamenti che consentono anche di intervenire in contemporanea su eventuali polipi adenomatosi. Le indicazioni sui controlli variano però in presenza di sintomi e in funzione del rischio individuale legato a diversi fattori, sia genetici sia non genetici: tra questi ultimi il più importante è la dieta ricca di grassi e proteine animali e invece povera di vegetali e fibre.

Elettra Vecchia


Fonte
Barraclough K et al. Risk in primary care of colorectal cancer from new onset rectal bleeding: 10 year prospective study. Bmj 2006; 333:69-70




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