Raffreddore: guida ai farmaci

18 ottobre 2002

Raffreddore: guida ai farmaci



Ai primi sintomi di raffreddamento, starnuti, naso chiuso, naso che cola, il naso diventa istantaneamente l'organo al centro di ogni nostro pensiero. In questi casi, di solito, si corre in farmacia per acquistare un farmaco capace di un sollievo immediato. I prodotti disponibili sono moltissimi, alcuni acquistabili senza ricetta altri no, e moltissime anche le forme farmaceutiche proposte, per soddisfare le preferenze di ciascuno. Indipendentemente dal tipo di formulazione, i principi attivi capaci di ridarci il respiro si possono classificare in quattro grandi famiglie, ognuna con il suo bagaglio di vantaggi ed effetti secondari indesiderati. Ecco allora una piccola mappa per orientarsi nella scelta: è importante considerare le caratteristiche dei medicinali in base ai propri sintomi, per sfruttare al meglio l'efficacia del prodotto.

Decongestionanti o vasocostrittori
agiscono sul circolo sanguigno periferico, cioè sulle arteriole (piccole arterie) della mucosa nasale, facendole contrarre, in questo modo si blocca la fuoriuscita di liquido dal compartimento vascolare, la mucosa si decongestiona (sgonfia) e il naso non cola più. L'effetto è immediato, ma di breve durata, quando si utilizza uno spray, mentre insorge, e scompare, poco più lentamente assumendo un farmaco in compresse. Due i principali inconvenienti di questi principi attivi: non sono selettivi, cioè non agiscono solo sul naso ma in tutto l'organismo, e l'effetto rimbalzo, cioè opposto a quello desiderato. La selettività d'azione si può controllare con i prodotti per uso topico (gli spray) e, soprattutto, attenendosi alle dosi indicate e limitando la cura a pochi giorni. In caso di uso prolungato, invece, il farmaco può innalzare i valori della pressione arteriosa; chi soffre di ipertensione non dovrebbe scegliere questo tipo di farmaci. L'effetto rimbalzo (il naso cola di più) è insito nel meccanismo d'azione di questi principi attivi e si manifesta quando si supera la dose consigliata; è un importante segnale di pericolo perché ci avverte che il farmaco si è distribuito in tutto l'organismo e potrebbe, quindi, alzare la pressione.

Antistaminici
sono quei farmaci che bloccano la liberazione dell'istamina, uno dei principali mediatori di tutte le reazioni infiammatorie e allergiche. L'effetto non è immediato, ma dura anche molte ore, e consiste in un sollievo generalizzato da molti sintomi quali: starnuti, occhi che lacrimano, cerchio alla testa, naso chiuso o che cola. Principale effetto collaterale la sonnolenza, con ricadute sullo stato di attenzione e la prontezza di riflessi, che ne sconsiglia l'utilizzo per i disturbi di lieve entità. Ottimi, infatti, per chi soffre di forme allergiche ma poco indicati per chi deve guidare o svolgere lavori potenzialmente pericolosi. In commercio si trovano spray, colliri, compresse che spesso contengono, in associazione all'antistaminico, un vasocostrittore.

Cortisonici
sono tra gli antinfiammatori e analgesici più potenti, acquistabili solo su prescrizione medica, ma utilizzati, a causa dei loro effetti collaterali, solo nelle patologie complesse, o quando altre cure si sono dimostrate insufficienti. La loro azione si esplica attraverso l'inibizione di sintesi e secrezione dei mediatori chimici dell'infiammazione (istamina, leucotrieni, prostaglandine, citochine), e tramite blocco dell'eccessiva proliferazione di cellule del sistema immunitario (mastociti, macrofagi, linfociti); meccanismo, quest'ultimo, coinvolto nello scatenarsi delle reazioni allergiche. I glucocorticoidi, però, quando somministrati per via sistemica (orale o parenterale) e per lunghi periodi, causano ritenzione idrica (gonfiore) e aumento di peso, inoltre abbassano le difese immunitarie, esponendo il paziente al rischio di contrarre altre malattie.
Per i disturbi del sistema respiratorio quali: infezioni broncopolmonari croniche, sinusiti e asma, si utilizzano preparazioni aerosol, disponibili anche in spray pre-dosati. Le formulazioni topiche inducono minori effetti secondari a livello sistemico; non sono, però, efficaci nelle fasi acute e raramente possono causare fenomeni di sensibilizzazione locale o facilitare infezioni da miceti (candida).

Mucolitici
questi principi attivi servono a fluidificare le secrezioni catarrali, così da facilitarne l'eliminazione. Sono utili nelle bronchiti e sinusiti, dove una prolungata stasi del muco può portare a complicazioni di natura infettiva. Sono i classici prodotti in sciroppo o buste orali, ma anche per aerosol e via parenterale, non presentano effetti collaterali importanti, salvo essere controindicati nei pazienti asmatici. La loro efficacia si manifesta solo dopo 10-15 giorni di terapia, mentre all'inizio sembrano aggravare i sintomi perché, sciogliendo il catarro, aumentano la secrezione dal naso. Conviene usarli, almeno i primi giorni, in associazione ad un farmaco sintomatico, antistaminico o antinfiammatorio.

Elisa Lucchesini


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