Parlare col naso

20 giugno 2008

Parlare col naso



E' vero che tutto serve a qualcosa e quindi se nel corpo umano esistono diversi organi è perché una loro funzione ce l'hanno. Vero è che, almeno in certi casi, di alcuni di questi se ne può fare a meno, soprattutto se in determinate circostanze possono addirittura arrecare danni alla salute. E' il caso delle adenoidi, piccole ghiandole di tessuto linfoide localizzate dietro le fosse nasali, dove la faringe e il naso entrano in comunicazione. Insieme alle tonsille (in realtà anche le adenoidi sono tonsille, le cosiddette faringee) rappresentano il primo baluardo difensivo delle vie aeree; la loro attività è tipica dei primi anni di vita: fino a tre, quattro anni le adenoidi, a undici, dodici le tonsille.

Arma a doppio taglio
E' un sistema di difesa che intrappola i virus e gli agenti patogeni inalati e produce anticorpi per distruggerli, situazioni in cui il soggetto va incontro a infezioni della gola non gravi che però assicurano la protezione da altre patologie più invasive. Tuttavia è possibile che questa sorta di equilibrio tra invasore e invaso venga meno con il conseguente aumento delle infezioni. E le adenoidi, come anche le tonsille, da arma di difesa diventano serbatoio di germi, in particolare di streptococchi, hemophilus e moraxella, perdono le proprietà di avanguardia del sistema immunitario e possono dare origine a diversi tipi di disturbi.
A carico della adenoidi, infatti, si possono osservare adenoiditi o ipertrofia. Nel primo caso il tessuto linfoide viene invaso dalle infezioni che perdurano anche per settimane o mesi, con sintomi che vanno dal naso chiuso o gocciolante a tosse e mal di testa. L'infezione, inoltre, può estendersi all'orecchio, dal momento che l'orifizio della tromba di Eustachio dell'orecchio medio si apre in prossimità delle adenoidi, provocando otite sierosa, catarro tubarico, otite acuta, perforazione del timpano.
L'ipertrofia, d'altro canto, è un vero e proprio ingrossamento delle adenoidi o congenito, che ha inizio in fase di sviluppo embrionale, o provocato da infiammazioni di lunga durata. Generalmente, le adeonidi ipertrofiche (o vegetazione adenoidea) tendono a regredire con l'età e a scomparire durante la pubertà, tuttavia in alcuni bambini il continuo ingrossamento può ostruire parzialmente il passaggio al di là del naso. L'ostruzione provoca, oltre ai possibili danni all'orecchio, gravi disturbi del sonno che vanno dal russamento fino alle apnee notturne, e poi respirazione forzata attraverso la bocca e voce nasale.

Come e quando intervenire
Generalmente le adenoiditi si risolvono con la somministrazione di antibiotici orali, ma se il soggetto non risponde alla terapia oppure l'ipertrofia è molto pronunciata è necessario rimuovere le adenoidi. Tuttavia la mano del chirurgo non deve essere proprio la prima opzione terapeutica da scegliere, in quanto i singoli casi devono essere valutati secondo delle linee guida che indicano quando la soluzione chirurgica deve essere intrapresa. Si procede con l'adenoidectomia qualora l'infezione si cronicizzi nonostante l'uso di farmaci adeguati, quando le otiti o il "mal d'orecchi" compaiono frequentemente (nei bambini dopo il terzo episodio si esegue l'intervento) e quando le conseguenze dell'ostruzione disturbano le normali attività funzionali.
Come per tutti gli interventi chirurgici, sono tante le variabili da prendere in considerazione, a cominciare dai rischi associati all'intervento stesso, ma certamente non bisogna dimenticare che delle adenoidi superati i tre anni si può fare tranquillamente a meno.

Simona Zazzetta

Approfondimenti

  • MedlinePlus - National Library of Medicine
  • Pediatric Otolaryngology



 



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