Culle per la vita

10 ottobre 2008

Culle per la vita



Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, che risalgono al 2005, in Italia sono circa 3000 ogni anno i neonati abbandonati e ritrovati (a volte anche morti). E non si tratta, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, di figli di stranieri o di minorenni. Il 73% risultano essere figli di italiani, il 27% di immigrati, mentre le madri avrebbero un'età compresa tra i 20 e i 40 anni, con solo il 6% di minorenni. Ancora stando ai dati dei Tribunali minorili sulle dichiarazioni di adottabilità, dei circa 550 mila bambini nati vivi in Italia, dai 300 ai 400 non vengono riconosciuti dalla madre. Sono proprio questi dati che hanno dato origine a un progetto, ribattezzato "ninna ho", patrocinato dalla Società Italiana di Neonatologia, rivolto a tutte quelle madri che per difficoltà psicologica, sociale o economica non sono in grado di prendersi cura del neonato. L'idea è quella di riproporre le storiche "Ruote degli Esposti", riadattate ai tempi attuali. Un modo per garantire alle madri il diritto al parto in anonimato presso strutture ospedaliere e di tutelare i neonati a rischio di abbandono e di infanticidio. L'iniziativa sostenuta dalla Fondazione Francesca Rava e da KPMG Italia è stata presentata in conferenza stampa.

Le moderne ruote
Forse non tutti lo sanno ma la legge italiana, come puntualizzato da Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione, consente il diritto a partorire in anonimato e, se la madre è in grave disagio, di lasciare in ospedale il neonato che verrà affidato a una nuova famiglia. Ma a prescindere da questa possibilità, di cui sarebbe bene che le madri si avvalessero, il nuovo progetto prevede la distribuzione a una rete di ospedali distribuiti sul territorio italiano, di culle termiche. Le moderne culle-incubatrici posizionate negli ospedali, possono essere aperte sia dall'interno che dall'esterno. Le madri pongono il bambino all'interno della culla riscaldata e possono lasciarlo al sicuro mentre dei sensori di calore avviseranno un medico della presenza del neonato. Una certezza che qualcuno si prenda immediatamente cura dei bimbi. L'equivalente in chiave moderna, come si accennava, delle antiche ruote, collocate vicino agli ingressi delle chiese, che risalgono in Italia addirittura al 1178.

Ospedali attivi
Il 6 dicembre 2006 presso l'ospedale Policlinico Casilino di Roma è stata inaugurata la prima moderna ruota degli esposti, per tutte quelle donne che per le più svariate ragioni non volessero avvalersi dell'iter che la legge italiana consente. A seguire la Clinica Mangiagalli di Milano ha provveduto a un'analoga dotazione. I primi ospedali che hanno aderito al progetto sono l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, in cui la culla sarà installata entro fine ottobre e l'Ospedale del Ponte di Varese, dove invece l'installazione è prevista entro fine anno. A seguire nel corso del 2009 Padova, Torino e Firenze. In contemporanea considerata la necessità di informare e di sensibilizzare partirà una campagna in cinque lingue, capillare e prolungata nel tempo, rivolta in particolare alle donne, ma non solo. La campagna vuole sottolineare come l'ospedale sia garanzia di sicurezza, gratuità e tutela. A completare il quadro un numero verde 800 320 023 attivo 24 ore su 24 e un sito www.ninnaho.org.

Marco Malagutti

Fonti
Conferenza stampa "Progetto ninna ho". Milano 8 ottobre

 



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