Troppa TV rende iperattivi

16 aprile 2000

Troppa TV rende iperattivi



Non stanno mai fermi, non riescono a concentrarsi e a mantenere l'attenzione a scuola, nei compiti a casa o nel gioco, non controllano la loro impulsività nel parlare o nel muoversi. Sono i bambini colpiti dal disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) una malattia di recente definizione, che secondo l'Associazione Psichiatrica Americana (APA) colpisce quasi 5 milioni di bambini americani. E forse una delle cause potrebbe essere l'intossicazione da programmi televisivi. In Italia la patologia colpirebbe fino a 8 bambini su 100 in età scolare, con il conseguente mercato di psicofarmaci che in base alle ricette di quattro regioni (Veneto, Liguria, Toscana e Piemonte) sarebbero prescritti all'1,7 per mille dei giovanissimi, in particolare nella fascia d'età tra i 14 e i 18 anni. Le cause della malattia non sono note. Nessuna causa biologica finora è stata rintracciata, ma i ricercatori stanno lavorando sulla possibilità che si tratti di un fattore genetico. Altre ricerche stanno indagando sulla correlazione tra lo sviluppo del disturbo e il fumo in gravidanza. Alcuni studi hanno messo in evidenza che certe aree del cervello sono più piccole nei bambini con ADHD. Altri studi ancora hanno evidenziato un deficit nella trasmissione dopaminergica. Mancano però le conferme. Gli scettici pensano, perciò, che non esistendo nessuna prova scientifica oggettiva della malattia, la malattia non esista e i sintomi, che vanno dai problemi di apprendimento ai disturbi della condotta, dagli atteggiamenti provocatori ai disturbi dell'umore, non sarebbero che semplici segnali di vivacità del bambino. Quale che sia la realtà le ricerche in materia proseguono e una appena pubblicata sulla rivista Pediatrics mette appunto in relazione l'ADHD alla troppa Tv.

Parcheggiati davanti alla Tv
Secondo la ricerca condotta su 2500 bambini, per ogni ora in più trascorsa quotidianamente davanti alla televisione cresce di quasi il 10% il rischio di sviluppare disordini dell'attenzione e iperattività all'età di sette anni. La ricerca ha calcolato il tempo che i bambini americani passano davanti alla televisione: in media 2,2 ore al giorno al primo anno di età (ci si potrebbe domandare a guardare cosa!) che salgono a 3,6 ore al giorno compiuti i tre anni. Alcuni bambini tuttavia sono parcheggiati davanti al piccolo schermo per almeno mezza giornata e tre su dieci hanno la Tv in camera. Il grado di teledipendenza è stato successivamente messo in relazione al comportamento dei bambini all'età di sette anni, quando comincerebbero a manifestarsi i sintomi della sindrome. Evidenziando una relazione tra fenomeni come ridotta capacità di concentrazione e reazioni impulsive e quantità di televisione vista precocemente. Secondo i ricercatori statunitensi non sarebbero, però, i contenuti a essere sul banco degli imputati. Un editoriale di supporto allo studio, infatti, sostiene che sarebbero le immagini irreali e veloci di molti programmi ad alterare lo sviluppo del cervello. Le conclusioni sono evidenti: una prima buona regola preventiva è quella di limitare l'esposizione alla Tv dei bambini molto piccoli. Quindi sarebbe buona norma aiutare i bambini di più di due anni a guardare in modo critico la televisione. Sempre che sia proprio necessario vederla...

Marco Malagutti


Fonte
Christakis DA et al. Early Television Exposure and Subsequent Attentional Problems in Children. Pediatrics 2004; 113: 708-713



 



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