Stile di vita in erba

23 settembre 2005

Stile di vita in erba



Gli studenti italiani sono tornati tra i banchi in tutte le regioni, nuovi programmi, riforme scolastiche, offerte formative, i compiti a casa e tante altre situazioni da affrontare. Senza dimenticare il cambio di stagione, l'inverno è alle porte, e che i ritmi estivi sono solo un ricordo. La nuova stagione richiama un'organizzazione più rigida in quanto finalizzata a non disperdere le energie, visto che ne servono molte. In aiuto alle famiglie arriva il MOIGE, Movimento Italiano Genitori, con indicazioni molto precise su come indirizzare e riordinare la vita dei figli. Gli aspetti principali sono quattro: orari, riposo, impegni e alimentazione.

L'ora giusta
Una vita regolare è la base di uno stile di vita sano, ed è indispensabile per una crescita corretta. Vanno quindi stabiliti e rispettati gli orari di sonno, dei pasti, di svago e di impegno.
Per i piccoli sono necessarie 10 ore di sonno per recuperare le energie della giornata, per i ragazzi più grandi anche otto sono sufficienti. Per i bambini più piccoli che frequentano il nido, il riposino pomeridiano può essere necessario per evitare nervosismo dovuto alla stanchezza.
E' vantaggioso puntare la sveglia abbastanza presto, per non dover fare tutto di corsa e concedersi il tempo di fare colazione. Gli orari dei pasti dovrebbero essere il più possibile regolari, bilanciare bene anche la quantità di tempo dedicata ai compiti a casa, allo svago, allo sport e alle attività ricreative in genere. Per esempio dedicando a computer, videogiochi e televisione non più di due ore al giorno, con almeno 5 pause. Il video stanca molto gli occhi e la testa e riduce la capacità di concentrazione su altre attività, nonché comporta sedentarietà e quindi rischio di sovrappeso e obesità. E' naturale che se i figli hanno la possibilità di fare altro, per esempio studiare, fare sport, uscire con gli amici o semplicemente giocare in casa, dedicheranno meno tempo al monitor (di qualsiasi genere). Un'astuzia per favorire queste attività potrebbe essere quella di lasciar studiare i figli con un amico: diventa stimolante, arricchente (magari più divertente) e permette di coltivare amicizie.

La merenda è pronta!
I pasti quotidiani "ufficiali" sono cinque: colazione, pranzo, cena, i principali e due minipasti, le cosiddette merende, non meno importanti. Il pranzo e la cena devono essere equilibrati e complementari, val la pena quindi pianificare minimamente la settimana tenendo in considerazione anche ciò che si mangia in mensa. Alternare proteine carboidrati e andare incontro al gusto e alle preferenze assicura un'alimentazione varia e bilanciata. La merenda deve essere un interruzione del digiuno tra i pasti principali e va consumata a non più di quattro o cinque ore né a meno di tre da questi. Il contenuto calorico deve essere proporzionato al tipo di attività svolte quotidianamente, se il tipo di vita è piuttosto sedentario è sufficiente un apporto di 120-150 calorie; se cresce l'impegno in attività fisiche, corsi, partite di calcio, si può arrivare a 200 calorie. Anche con la merenda non deve mancare l'acqua, meglio se semplice, perché bevande gassate o succhi di frutta contengono zuccheri e non migliorano il senso di sazietà. Chiaramente anche in questo caso giocano un ruolo importante il gusto e la varietà. Per chi preferisce il dolce, frutta, biscotti secchi, dolci fatti in casa e confezionati, vanno bene; per il salato piccoli panini, magari di pane integrale, farciti. L'importante è mantenere basso il contenuto di grassi, poco utili all'attività scolastica; in questo le etichette trasparenti dei prodotti confezionati aiutano perché indicano le calorie e i nutrienti anche per la singola porzione.
Più che regole ferree, è importante trasmettere ai figli l'importanza di uno stile di vita sano, insistono gli specialisti interpellati dal MOIGE. Genitori sovrappeso (oversize, cioè fuori misura) sono il primo fattore di rischio di aumento di peso; l'altro, che di solito è una conseguenza di abitudini familiari, è la sedentarietà. Per ogni unità di indice di massa corporea in più il rischio di obesità del bambino in età scolare aumenta del 14% se interessa il padre, del 16-17% se interessa la madre. E' bene quindi mettere i propri figli in condizione di poter giocare all'aperto o in casa, andare a scuola a piedi e usare meno l'ascensore; mangiare in modo equilibrato evitando di spizzicare tra i cinque pasti previsti. Il resto viene da sè...

Simona Zazzetta




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