Un nido che lascia il respiro

03 ottobre 2008

Un nido che lascia il respiro



Secondo l'International Study of Asthma and Allergies in Childhood esistono ampie variazioni sul territorio nella prevalenza del sibilo dovuto a disturbi respiratori nei bambini, con differenze che si evidenziano tra nazioni, ma anche nello stesso Paese. Per esempio, è stato notato verso la metà degli anni '90, che la prevalenza aumentava nei centri di studio dove era rimasta, tutto sommato, bassa e invece diminuiva, o restava invariata, nella maggior parte dei centri in cui era elevata. Nel Regno Unito, per esempio, c'è una tendenza alla diminuzione dei casi di asma o quanto meno un rallentamento nel tasso di incremento.

Ipotesi di protezione
Le possibili spiegazioni di queste oscillazioni poco coerenti tra loro si possono ritrovare nell'ipotesi dell'eccessiva igiene che caratterizza i paesi sviluppati: la minore esposizione ad agenti infettivi e a microbi nella primissima infanzia, può alterare la maturazione del sistema immunitario in via di formazione. Per contro, il contatto con altri bambini negli asili nido, o con i propri fratelli e sorelle maggiori si può considerare come una misura indiretta dell'esposizione ai germi e quindi anche di un effetto protettivo con conseguente calo del rischio di sviluppare asma e sibilo, che manca in bambini senza fratelli e non iscritti al nido. Tuttavia gli studi che hanno indagato l'associazione tra la frequentazione di asili, il numero di fratelli e la presenza di sibilo hanno dato risultati discordanti, anche se è indubbio che questi aspetti siano connessi tra loro. Un ulteriore esame del fenomeno è stato realizzato sulla base di una coorte di circa 900 bambini dei quali erano disponibili i dati familiari e clinici dei primi cinque anni di vita, con distinzione tra i diversi tipi di disturbi respiratori (sibilo, rinocongiuntiviti, eczemi, funzione polmonare e sensibilità atopica).

Polmoni a minor rischio
L'elaborazione statistica dei dati suggerisce e conferma l'ipotesi di correlazione: i bambini che nella primissima infanzia hanno frequentato l'asilo nido hanno meno probabilità di sviluppare il sibilo negli anni successivi, in particolare quello persistente, rispetto a bambini tenuti a casa o gestiti da una baby-sitter. Per contro, aumentava il rischio di sibilo transitorio e la presenza di fratelli, indipendentemente dalla loro età, riduceva solo il rischio di rinocongiuntiviti, non quello di altri problemi respiratori. L'effetto protettivo dell'asilo, inoltre, per quanto riconoscibile in ogni caso, era particolarmente marcato se la frequentazione era avvenuta tra i sei e i 12 mesi: in questa fase di crescita si verifica una graduale perdita della protezione da parte degli anticorpi materni e l'inizio della produzione di anticorpi da parte del proprio sistema immunitario. Una differente esposizione in questa finestra di tempo può promuovere una maturazione corretta della risposta immunitaria dando maggiore protezione nel tempo. In bilancio a lungo termine, si direbbe che un bimbo al nido con qualche disturbo in più (respiratorio, gastrointestinale, infettivo in genere) promette di avere, più avanti nel tempo meno problemi almeno dal punto di vista respiratorio.

Simona Zazzetta

Fonti 
Nicolaou NC et al. Day-care attendance, position in sibship, and early childhood wheezing: a population-based birth cohort study. J Allergy Clin Immunol. 2008 Sep;122(3):500-6.e5


 



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