Famiglia salutare

28 novembre 2007

Famiglia salutare



I cambiamenti della struttura familiare e i suoi effetti sono in genere materia per demografi, sociologi, economisti, politici. Ma ci potrebbe essere una relazione anche con il benessere psicofisico e in effetti ci sono indagini e studi del genere, soprattutto relativi alla relazione genitori-figli, meno, invece, alle famiglie a composizione multigenerazionale. E ci sono ricerche che hanno indicato associazioni tra ampiezza familiare e comportamenti più sani, tra nuclei multipli e maggiore sostegno per i componenti. Appurare se questo può avere un impatto su parametri di benessere psicofisico è stato l'obiettivo di ricercatori di Tokio, che hanno voluto indagare questo tema tra il sociologico e il clinico con i criteri dello studio scientifico.

Meno ipertensione, più salute psicologica
La struttura delle famiglie è in piena evoluzione, con una tendenza alla miniaturizzazione in atto nei paesi industrializzati e perfino in quelli in via di sviluppo, ed è comprensibile preoccuparsi se questo possa influire sulla salute dei singoli e delle popolazioni. Diminuiscono infatti le famiglie multigenerazionali e aumentano, specie in Occidente, coppie senza figli, nuclei monoparentali o monocomponenti, o convivenze non tradizionali: nel 1991 per esempio il 51% delle famiglie nordamericane non aveva membri sotto i 18 anni, nel 1993 era senza figli il 65% di quelle giapponesi e andamenti simili ci sono in Europa e Australia. I ricercatori giapponesi sono partiti da un campione di 600 persone, uomini e donne dai 20 ai 60 anni, dei quali 386 hanno risposto a interviste e questionari; si sono misurati parametri come percezione di stress, preoccupazioni per la salute, stato mentale, pressione arteriosa, massa corporea; poi regolarità dei pasti, consumo di alcol, fumo, "sostegno" dalla socialità cioè da familiari, amici, colleghi; infine composizione del nucleo.
Come prevedibile, le famiglie più piccole sono risultate quelle con il maggior numero di ultra 50enni, inoltre le più percettive per affaticamento, stress, preoccupazione per la salute, quelle con minore benessere psichico (34,5%) e con più ipertensione severa (20,5%); i nuclei tradizionali (padre, madre e figli) mostravano la maggiore proporzione di soggetti non ipertesi. Per l'ipertensione la probabilità valeva per esempio 8,25 nel caso dei single e 4,9 nelle coppie (coniugi senza figli), la sistolica e la diastolica erano più alte di 12,5 e di 7 mmHg nelle coppie e nei nuclei monocomponenti, rispetto alle famiglie multigenerazionali (almeno tre: nonni, genitori, figli). Guardando agli stili di vita, le coppie mostravano la proporzione maggiore di regolarità dei pasti, alimentazione sana ed esercizio fisico; le famiglie multigenerazionali avevano stili di vita più salubri delle monocomponenti, nelle quali c'era invece la quota più alta di consumo abituale di alcol e più bassa di esercizio fisico regolare.

Abitudini di vita più salutari
L'associazione tra struttura familiare e parametri di salute psicofisica non cambiava anche dopo la correzione per gli effetti dello stile di vita. Tenendo conto di quest'ultimo la probabilità di scarso benessere psichico era più che doppia tra i single e d'ipertensione severa più elevata tra le famiglie piccole rispetto a quelle multigenerazionali. Anche il fumo era significativamente maggiore nei single e nelle coppie, così come il consumo usuale di alcol. La pressione sistolica nelle coppie restava 12 mmHg più alta che nelle famiglie multigenerazionali, quella diastolica più elevata nei single. Quanto al sostegno da socialità, nelle famiglie a più componenti la proporzione ovviamente maggiore di chi consumava pasti in compagnia e la presenza di persone che si preoccupavano del benessere dei conviventi e li confortavano in situazioni stressanti aveva ripercussioni positive per lo stato mentale. Infine gli effetti della struttura familiare su parametri di salute e comportamenti persistevano dopo la correzione per età e sesso. La conclusione è che il meccanismo di supporto della famiglia, che agirebbe come un tampone contro effetti negativi del vivere da soli o in nuclei ridotti, è benefico per la salute psicofisica. Certo generalizzare è difficile, per esempio studi tra gli Afroamericani hanno portato a conclusioni opposte per le donne in famiglie a struttura complessa. Che una famiglia, ancor più se multigenerazionale, sia un sostegno, e che questo possa aiutare a stare meglio, è però verosimile, sempre che ovviamente non ci siano situazioni negative.

Elettra Vecchia

Fonti
Amelia R Turagabeci e coll. Family structure and health, how companionship acts as a buffer against ill health. Health and Quality of Life Outcomes 2007,5:61.



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