Salute materna: un bene prezioso

09 marzo 2007

Salute materna: un bene prezioso



Un vecchio rompicapo chiedeva di risolvere l'enigma nel decidere come salvare capra e cavoli evitando di far mangiare la capra dal lupo. Ma se al loro posto si sostituiscono la mamma e il bambino non ci sono alternative: vanno salvati entrambi con strategie efficaci e non improvvisate. Per questo motivo spesso sono nati progetti di varia natura, ma di respiro internazionale, che hanno come obiettivo la buona salute di due soggetti, considerati particolarmente vulnerabili. Il bambino è per sua natura indifeso, la mamma lo è in determinate circostanze.

Prima dopo e durante
Nel 1985, alcuni esperti si interrogavano sul ruolo della parola maternità negli acronimi che la riportavano in associazione con la parola bambino (MCH, maternal and child health, salute materna e del bambino). Ampio spazio alla questione viene ancora una volta dedicato dal settimanale The Lancet che in vari contributi riflette sul fatto che negli anni '80 la maggior parte dei programmi di MCH era focalizzata sul bambino. La presa in carico della salute materna si traduceva in una pianificazione familiare che permetteva di gestire al meglio la crescita dei figli. Recentemente è stata aggiunta una lettera agli acronimi: MNCH, cioè maternal, newborn and child health, dove il neonato diventa la fase di vita che crea una connessione profonda tra le due figure di madre e figlio. E' stata cioè riconosciuta l'importanza anche della fase di gravidanza, del parto e del periodo post-natale come momenti delicati in cui anche la madre diventa un soggetto vulnerabile e necessita di attenzioni per la sua salute e per la salute del neonato e del futuro bambino. La morte o una salute precaria della madre aumenta le probabilità di morte o di crescita e sviluppo compromessi nei suoi figli. Migliorare l'accesso, territoriale e finanziario, alle cure perinatali (cioè prima e dopo il parto) in centri sanitari, è fondamentale in ogni strategia dell'eradicazione della povertà.

Non basta sopravvivere
Il quinto obiettivo del programma Millennium Development Goal (MDG-5) dell'Organizzazione mondiale della sanità per la salute materna, è la riduzione della mortalità materna. Ma i progressi sono molto lenti e molto difficili da misurare. Tra il 1990 e il 2005, per esempio, i decessi sono passati da 428 a 400 ogni 100 mila nascite, ben lontani dagli obiettivi fissati per il 2015 di scendere a 141 casi. Tuttavia, la riduzione della mortalità non può essere l'unico parametro per stabilire un miglioramento. Sopravvivere alle complicanze di un parto può significare diverse cose, il recupero spesso è lento e non privo di conseguenze, sono tra i 10 e il 20 milioni le donne che ogni anno sviluppano disabilità fisiche o mentali in seguito a complicanze o gestione carente. La strategia centrale dei programmi è l'implementazione o il miglioramento dell'assistenza al parto in centri dedicati alla salute. Al loro interno opera una figura che è stata riconosciuta come fondamentale, un assistente di sala parto adeguatamente preparato, che non sostituisce (o non dovrebbe sostituire) l'ostetrica ma che è il principale dispensatore di cure durante il parto, soprattutto dove la mortalità è più alta. L'orientamento generale è proiettato verso il miglioramento dei servizi e della preparazione del personale sanitario (in particolare assistente di sala parto), quali strategie più probabili per prevenire la mortalità materna. Generale, ma non universalmente condiviso, in quanto viene sollevata la riflessione che si tratta di un disegno a lungo termine, mentre in alcune comunità in cui la mortalità materna è alta non ci sono nemmeno le risorse e le infrastrutture per raggiungere questi obiettivi. Sono molti i Paesi che hanno aderito ai programmi MDG e in alcuni si è osservato un miglioramento nell'ambito del quinto obiettivo, ma è anche vero che, viste le condizioni demografiche, economiche e politiche, la maggior parte dei paesi africani e asiatici, molto probabilmente non ci riuscirà nemmeno nel 2015.

Simona Zazzetta


Fonte
Filippi V et al. Maternal health in poor countries: the broader context and a call for action. Lancet. 2006 Oct 28;368(9546):1535-41

Lawn JE et al Where is maternal and child health now? Lancet. 2006 Oct 28;368(9546):1474-7.

Costello A et al. An alternative strategy to reduce maternal mortality. Lancet. 2006 Oct 28;368(9546):1477-9.




 



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