L'esercizio è online

23 maggio 2007

L'esercizio è online



Man mano che aumenta la familiarità con Internet se ne apprezzano le potenzialità e se ne scoprono alcune prima impensate, ma con il buono aumenta anche il cattivo. Nel capitolo del positivo può entrare sempre più la valenza educativo-preventiva, nel senso che la Rete può non solo contribuire a promuovere stili di vita più salutari, ma anche essere un mezzo per la diffusione di programmi specifici d'intervento calibrati a livello individuale. Un'opportunità, come ritengono gli autori di uno studio americano, per far pervenire per esempio in modo più agevole e meno costoso interventi personalizzati di svolgimento di esercizi a soggetti sovrappeso e sedentari, in alternativa alle istruzioni fornite via carta stampata.

Interventi in base a questionari online
Negli Stati Uniti, come e forse più che negli altri paesi occidentali, l'attività fisica è sempre meno praticata, al punto che solo il 45% degli abitanti svolge regolarmente un esercizio di moderata intensità, definito come almeno mezz'ora quotidiana di camminata a passo spedito per la maggior parte o tutti i giorni della settimana. Nell'intento d'invertire la tendenza, recependo le raccomandazioni dei medici a muoversi di più per guadagnare anni liberi da malattia, programmi individualizzati d'intervento, mirati al cambiamento dello stile di vita, con spedizione di materiale stampato, sono apparsi produttivi e più efficaci di quelli non individualizzati. Ci sono però limiti quali la mancanza d'interattività e la necessità di raccogliere il materiale: a questi può ovviare un mezzo come Internet, che ha una penetrazione sempre maggiore nella popolazione (negli USA il 73% ha accesso). Lo studio ora pubblicato ha voluto superare le limitazioni di due precedenti che non avevano mostrato benefici con l'uso di Internet; confrontando tre tipi d'intervento pro-esercizio: su misura via Internet (con accesso per visionare materiale educazionale, invio via e-mail sia di questionari online compilati che ricevevano risposte mirate immediate sia di documentazioni sull'attività svolta); su misura via carta stampata, inviata per posta; informazioni standard via Internet, con accesso alle raccomandazioni ufficiali delle Società scientifiche, ma senza il feedback di risposte tagliate su misura.

Importante il potenziale di diffusione
I partecipanti sono stati 249 uomini e donne adulti sovrappeso, con indice di massa corporea in media pari a 29,4 e marcatamente sedentari, con meno di 90 minuti di attività fisica settimanale. Alla prima valutazione, dopo sei mesi, nel gruppo esercizi su misura via carta stampata si sono registrati in media 112 minuti di attività alla settimana (anche con tapis roulant), in quello esercizi su misura via Internet 120 minuti, mentre in quello informazioni standard via Internet si è rimasti a 90 minuti. A dodici mesi c'è stata comunque una flessione, i minuti sono risultati infatti 90, 90 e 80, rispettivamente. Quindi un effetto c'è stato, almeno inizialmente (la caduta d'interesse è un problema frequente, come tra chi si iscrive ai corsi in palestra), anche se non con differenze significative tra i tre approcci ed è da verificare se questo sia dipeso da aspetti procedurali (per esempio dai questionari) o da altre variabili e fattori ambientali. Comunque l'aspetto più importante è il potenziale di diffusione di Internet attraverso il quale si potrebbe arrivare a gran parte, in questo caso, dei sedentari: se questi usassero la Rete almeno quanto i soggetti attivi, il calcolo è che gli interventi potrebbero raggiungere 80 milioni di americani "pigri".

Viviana Zanardi


Fonti
Bess H. Marcus et al. A Comparison of Internet and Print-Based Physical Activity Interventions. Arch Intern Med. 2007;167:944-9.




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