Punti caldi

09 luglio 2004

Punti caldi



L'ustione è un processo patologico provocato dall'azione della temperatura molto elevata o dal contatto con particolari sostanze chimiche. Sono incidenti frequentissimi e nella maggior parte dei casi avvengono nell'ambiente domestico.
In base alla gravità, le ustioni vengono dette di primo grado, quando sono lievi, poiché interessano solo lo strato più superficiale della cute, provocando una vasodilatazione dei capillari in superficie. L'unico sintomo evidente è un arrossamento (eritema) della zona ustionata. E' di secondo grado, se l'ustione distrugge gli strati superficiali della cute e dei capillari colpiti. La conseguenza è una fuoriuscita di plasma (componente del sangue), che genera la formazione di bolle (edemi). I danni sono più evidenti: la superficie cutanea non appare più di aspetto integro e si crea una tumefazione cutanea.
L'ustione di terzo grado è un'ustione di elevatissima gravità, immediatamente prima della completa carbonizzazione: viene danneggiato anche lo strato sottocutaneo. I danni provocano la necrosi dei tessuti cutanei e la formazione di macchie nere fumanti (escare).
L'ustione che porta alla morte è la carbonizzazione, oltre alla profondità cutanea raggiunta dall'azione ustionante, anche l'estensione è di notevole importanza nella misurazione della gravità del problema.

Gradi di ustione
Se la superficie ustionata è inferiore al 20% nell'adulto e al 12-15% nei bambini si parla di ustioni localizzate; se l'ustione ricopre una maggiore percentuale corporea, invece, si parla di ustioni diffuse, dove gli effetti generali si ripercuotono in tutto l'organismo (compresi gli organi interni). In particolare, sono considerate ustioni "importanti" da trattare in regime di ricovero ospedaliero le ustioni di 3° grado con estensione superiore al 2% o le ustioni di 1°-2° grado che interessano più del 15% della superficie corporea nell'adulto e 10% nel bambino. Senza invece tenere conto della loro estensione, sono considerate ustioni "importanti" tutte le lesioni da caustici e da folgorazione.

Stanze pericolose
Secondo recenti statistiche, il rischio di andare incontro a un incidente domestico è, in media, del 7% circa. La stanza più rischiosa resta la cucina (29%), poi il soggiorno o la sala da pranzo (14%), il bagno (11%), la camera dei bambini (8%), scale e balcone (6%), corridoio e ingresso (5%), giardino (4%), scale esterne (3%), portico del cortile (2,5%), camera da letto (2%), garage pianerottolo e cantina il rischio (1%). Negli altri luoghi della casa il rischio è stimato al 5% circa. In molti di questi ambienti nel rischio rientra anche l'ustione.
Esiste tuttavia la possibilità di evitare tali incidenti osservando piccoli ma fondamentali accorgimenti. 
E' importante, per esempio, insegnare ai bambini a non avvicinarsi ai fornelli in funzione e a non toccare il vetro del forno, che potrebbe essere caldo, cercando di installare fornelli più vicini alla parete poiché meno accessibili ai bambini piccoli. Dopo aver utilizzato degli elettrodomestici, è importante non lasciarli collegati alla presa e riporli al sicuro in appositi armadietti. In cassetti alti e armadi sicuri vanno invece riposti tutti gli utensili più pericolosi, come: fiammiferi, disinfettanti, insetticidi, detersivi, ecc.
In tutti gli ambienti domestici le prese elettriche vanno sempre coperte con appositi copripresa, senza lasciare cavi elettrici esposti. E' importante, inoltre, non sovraccaricarle mai.

Il flacone killer
Diserbanti, insetticidi e vernice, che solitamente si lasciano usano all'aperto sono nocivi e, spesso, anche infiammabili. E' importante, quindi, conservarli con cura, chiudendoli bene e tenendoli fuori dalla portata di tutti. Anche in giardino, infine, è consigliabile evitare di fumare, gettando mozziconi di sigaretta che, grazie a fiori e piante, potrebbero generare un incendio in brevissimo tempo.
Fonte di rischio di ustioni sono soprattutto i prodotti per la pulizia della casa, detersivi, disincrostanti, deodoranti, ecc. altamente nocivi se a contatto con la cute o con gli occhi. Hanno tossicità alta gli antitarme (naftalina, canfora), candeggianti (perborato di sodio o ipoclorito di sodio), detergenti per wc (benzalconiocloruro, acido fosforico e tensioattivi), detersivi per lavastoviglie (soda caustica, sali di cloro e tensioattivi), anticalcare (acido cloridrico o solforico o fosforico o formico), disgorganti per lavandini e wc (soda caustica o acido fosforico), prodotti per pulire il forno (soda caustica e butilglicole), smacchiatori (trielina, percloroetilene, acquaragia, acetone). Per maneggiare questi prodotti è sempre opportuno indossare guanti di gomma ed evitare schizzi su pelle occhi e mucose e di aspirarne i vapori durante l'uso.

Anna Paola Medina



 



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