Scosse elettriche

20 giugno 2008

Scosse elettriche



Mentre diventa più difficile scottarsi con le molle del camino (almeno in città) certamente gli incidenti dovuti alla corrente elettrica sono stabili se non in aumento, dato che ormai è ben difficile trovare una casa senza apparecchi elettrici. Intanto un paio di termini tecnici:

Folgorazione è il termine tecnico per indicare la scossa, cioè gli effetti generali dell'attraversamento del corpo da parte della corrente.

Elettrocuzione è, invece, il termine tecnico per indicare le ustioni locali provocate dalla corrente.

Introducendo questi due termini abbiamo in pratica anche spiegato quali sono i due effetti principali della corrente, cioè quello su organi e apparati, più pericoloso, e quello sulla cute, meno pericoloso perché di solito si tratta di lesioni limitate e che, salvo casi rarissimi, non raggiungono il terzo grado (si veda l'articolo sulle ustioni).

Gli effetti della folgorazione
Gli esseri viventi, anche se non sembra, sono macchine elettriche anch'essi: basti pensare ai segnali nervosi, o ai meccanismi della contrazione muscolare. Il passaggio di una corrente elettrica di una certa intensità, quindi, può senz'altro scompaginare le funzioni fisiologiche:
  • I muscoli cominciano a contrarsi intensamente con veri e propri spasmi, come accade con il tetano. Sono proprio queste contrazioni che impediscono di staccarsi al cavo, dall'apparecchio o dalla presa all'origine della folgorazione.
  • Si può produrre una perdita di coscienza (la vittima sviene) più o meno lunga.
  • Si può verificare un arresto cardiaco e la paralisi dei muscoli della respirazione

Ovviamente l'intensità degli effetti dipende da una serie di circostanze, per così dire oggettive e soggettive. Innanzitutto c'è la corrente stessa: più è elevata la tensione, maggiore è l'effetto; a parità di tensione, tanto maggiore è l'amperaggio (cioè la "quantità" di corrente) maggiori sono gli effetti. Le condizioni soggettive riguardano invece la persona. E' noto che essere a piedi nudi, magari sul pavimento bagnato, facilita il passaggio della corrente attraverso il corpo, in quanto si è praticamente "messi a terra". Allo stesso modo, la medesima scarica di corrente ha effetti diversi a seconda della corporatura e della composizione corporea:

Effetto maggiore

  • Nelle donne
  • Nelle persone magre
  • Negli anziani
  • Nei bambini
  • Nei cardiopatici

Effetto minore

  •  Negli uomini
  • Nelle persone grasse

Inoltre, a parità di tensione è più pericolosa la corrente alternata (quella della rete, per intendersi) che non quella continua (come quella delle batterie).
Un altro fattore che influenza la pericolosità della folgorazione è il percorso che la corrente fa all'interno del corpo. Infatti, la corrente tende a seguire il percorso più breve verso il punto a minore potenziale, ragion per cui infilando le classiche due dita nella spina, la scarica transiterà all'interno della mano o, al massimo, interesserà il braccio. Se però si infilano nella spina un dito della mano destra e uno della sinistra ecco che la corrente attraverserà il torace con conseguenze ben più pesanti. In definitiva, le situazioni più pericolose sono quelle in cui la corrente compie un percorso che va da un braccio all'altro, oppure dal braccio sinistro al cranio o ai piedi. In tutti i questi casi, infatti, la scarica interesserà il cuore e i centri nervosi, posti alla base del cervello, che regolano la respirazione, con le conseguenze descritte prima.

Il primo soccorso in caso di folgorazione
Se non è scattato il salvavita, e la vittima è ancora sotto tensione, interrompere la corrente agendo sull'interruttore centrale.
Sembra una sciocchezza, ma non sempre si ha presente che questo intervento è fondamentale: più a lungo dura la "scossa" maggiori sono le conseguenze. Se non si riesce a interrompere la corrente, si può provare a staccare la vittima, meglio se usando un bastone di legno asciutto, mai un oggetto metallico. Se proprio si deve agire con le mani, cercare di dare un colpo secco sulla spalla, usando una mano sola e mantenendo un minimo di isolamento (non a piedi nudi, non con le mani bagnate, meglio se indossando scarpe con suola di gomma o zoccoli di legno).

La vittima in stato di incoscienza va fatta sdraiare supina (sulla schiena) e si deve controllare subito se respira e se il cuore pulsa.
Se il polso e il respiro sono presenti, è sufficiente cercare di far rinvenire la vittima spruzzandogli dell'acqua sul viso.

Se c'è un arresto cardiaco e il blocco della respirazione si deve procedere alla cosiddetta resuscitazione cardiopolmonare.
Vale a dire la respirazione artificiale bocca a bocca, accompagnata dal massaggio cardiaco. Queste manovre vanno però eseguite correttamente.

Chiamare al più presto l'ambulanza o un medico o, se le condizioni della vittima lo permettono, portare il paziente al pronto soccorso.

Che cosa non fare
Toccare con le mani la vittima se questa è ancora sotto tensione.

Far rialzare a forza la vittima. Si deve lasciare che riprenda le forze lasciandola sdraiata, meglio se coperta e isolata dal terreno.

Cercare di somministrare alla vittima alcol o farmaci di qualsiasi genere.

Non rivolgersi al medico se c'è stata una perdita di conoscenza

La prevenzione
In questo caso la prevenzione ha poco a che fare con l'opera del medico e molto con quella dell'elettricista e dell'impiantista. Non è questa la sede per entrare nei dettagli, ma è bene ricordare alcune norme elementari.

Installate un interruttore salvavita, il cui vero nome è "interruttore differenziale". Si tratta di un dispositivo che interrompe il passaggio della corrente se sul circuito ci sono dispersioni, cioè se la corrente va dove non dovrebbe, che è appunto quanto avviene quando si prende una scossa o , comunque, si verifica un corto-circuito. Per legge oggi tutte le abitazioni dovrebbero esserne dotate; se così non fosse, è meglio farlo installare.

Per la manutenzione, la messa a norme e le modificazioni dell'impianto elettrico domestico rivolgetevi a elettricisti abilitati, in grado rilasciarvi il certificato di conformità. Evitate il fai da te, anche su suggerimento di riviste e pubblicazioni varie. Ecco, per esempio, che cosa pubblica a questo proposito la rivista I Vigili del fuoco d'Italia

Anche se l'impianto è a norme, comunque, evitate di usare troppe spine doppie, adattatori, eccetera. Ogni presa, infatti ha un limite alla corrente che può trasportare e collegare troppi apparecchi espone a rischi.

Non effettuate riparazioni di fortuna sugli elettrodomestici, anche i più banali: cambiare il cavo di un ferro da stiro si può, a patto di saperlo fare; incerottare un cavo scoperto è invece una sciocchezza.

Grande attenzione agli elettrodomestici che si usano in bagno, per esempio l'asciugacapelli: mai impugnarli con le mani bagnate, mai usarli mentre si è nella vasca. Esistono asciugacapelli con dispositivi di sicurezza: sono un'ottima idea, ma questo non esenta dall'essere prudenti.

Bambini: l'ideale è che non abbiano a che fare con l'elettricità, ma siccome sono per natura imprevedibili è utile installare, almeno nei punti alla loro portata, le cosiddette prese di sicurezza, che impediscono l'inserimento di oggetti estranei, dita comprese. Oggi i bambini usano radio, giradischi e quant'altro. Meglio se i "loro" apparecchi sono a batterie.

Maurizio Imperiali



 



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