Pedofilia

20 giugno 2008

Pedofilia



Già proposta anche per i colpevoli di violenza sessuale sulle donne, la terapia farmacologica viene oggi prospettata come una soluzione anche per chi si macchia di atti di pedofilia. Ovviamente l'attenzione si accentra sulle soluzioni più estreme, come la castrazione chirurgica o l'uso dei farmaci, ma in realtà affrontare queste situazioni comporta più spesso un un insieme di interventi. Ce lo spiega il sessuologo professor Maurizio Bossi.

Quali sono gli interventi che si possono attuare?
Partirei dalla definizione di pedofilia, in base alla quale il pedofilo è la persona che ha come principale o esclusiva fonte di eccitamento l'avere fantasie, o rapporti veri e propri, con ragazzi in età prepuberale. Detto questo, le terapie proposte vanno dalla storica "castrazione chirurgica" alla neurochirurgia, che ha anch'essa la possibilità di eliminare il desiderio sessuale, all'impiego di farmaci, alla psicoterapia.

Restando ai farmaci quali si impiegano?
Sostanzialmente di due tipi: gli antiandrogeni (come il ciproterone acetato e il medrossiprogesterone acetato) e alcuni antidepressivi (fluoxetina, nefazodone e altri). Anche il ricorso al farmaco ha lo scopo di attenuare il desiderio sessuale, sia riducendo la produzione degli ormoni sessuali maschili (androgeni) sia agendo sui meccanismi cerebrali coinvolti, come nel caso degli antidepressivi citati.

Quali sono invece i mezzi e gli scopi della psicoterapia?
Lo scopo, ovviamente, è sempre far rientrare i comportamenti devianti, ma le metodiche cambiano a seconda del tipo di approccio: cognitivo comportamentale o psicodimanico, per esempio (si vedano le tabelle riportate qui sotto). Quello che l'esperienza condotta finora ci insegna, comunque, è che i risultati migliori si ottengono con un approccio integrato in cui si combinano l'intervento sociale e quello psicologico e che prevedano una supervisione a lungo termine. In base agli studi, tra soggetti pedofili trattati le recidive, cioè il ritorno ai comportamenti devianti, oscilla tra il 10 e il 30%.

Scopi della psicoterapia cognitivo comportamentale
  • Individuare e cambiare gli schemi ideativi distorti che consentono di razionalizzare il comportamento pedofilo e negare il problema
  • Apprendere le tecniche di controllo degli impulsi devianti
  • Diminuire l'eccitazione sessuale per i comportamenti devianti
  • Evitare le situazioni ad alto rischio che incoraggiano i comportamenti devianti
  • Aumentare le interazioni sociali sane con adulti
  • Controllare la rabbia con modalità mature
  • Provare e mostrare empatia per la vittima di molestie sessuali

Scopi della psicoterapia psicodinamica

  • Elaborare vissuti infantili traumatici, quali perdite, traumi, passate vittimizzazioni
  • Elaborare conflitti profondi
  • Costruire una relazione positiva e profonda col terapeuta
  • Aumentare il livello dell'autostima
  • Rendere consapevoli dei meccanismi di difesa disfunzionali adottati (quali la rimozione e il diniego)
  • Promuove meccanismi di difesa maturi che consentano di gestire gli eccessi di ansia, frustrazione e paura
  • Favorire lo sviluppo di modalità più mature di gratificazione sessuale

Fonte
Tratto da Orlando Todarello. "Pedofilia: problematiche cliniche e terapeutiche" relazione al convegno Riproduzione e sessualità tra scienza e rivoluzione culturale. Taranto 24-26 maggio 2001. Si ringrazia il Prof. Todarello per la concessione delle sue diapositive.


 




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