On line ma specifica

14 settembre 2005

On line ma specifica



La psicoterapia per telefono offre potenzialmente grandi vantaggi, e non soltanto dal punto di vista dei costi. A volte è la sola soluzione possibile per chi risiede in aree in cui non abbondano gli psicologi ma anche, e forse soprattutto, per chi ha difficoltà di movimento in ragione di particolari malattie o altri impedimenti. In effetti sono già anni che, a partire dagli Stati Uniti, questa modalità di trattamento ha trovato un'applicazione sempre maggiore, complice il fatto che Oltreatlantico le compagnie di assicurazione hanno cominciato a ribassarne i costi.

Approcci a confronto
In effetti il sistema funziona, o almeno così provano gli studi finora condotti. Tuttavia, come spesso accade quando si pensa con superficialità alla psicoterapia, non è che qualsiasi telefono amico possa ottenere gli stessi risultati. In altre parole, anche la psicoterapia telefonica va condotta da psicoterapeuti preparati. E' questa una delle conclusioni che si possono trarre da uno studio statunitense che ha preso in considerazione una popolazione particolare, le persone affette da sclerosi multipla invalidante, colpite da depressione. Non solo, i ricercatori hanno messo a confronto due tipi differenti di terapia: quella cognitivo-comportamentale e la SEFT o supportive emotion-focused therapy. Quest'ultima è una tecnica che non mira a insegnare al paziente tecniche per il controllo del disagio né a riconoscere e analizzare le sue ideazioni negative, mira semmai a rafforzare il rapporto tra terapeuta e paziente, cercando di agevolare l'espressione di emozioni e sentimenti da parte di quest'ultimo. Insomma di tratta di un supporto aspecifico che, con un pizzico di cattiveria, si potrebbe definire non lontanissimo dal telefono amico, anche se ad attuarlo sono psicoterapeuti ed esiste ovviamente un insieme di regole e concetti.

Effetti della distanza
Nello studio i pazienti sono stati suddivisi in un campione seguito con la terapia cognitivo comportamentale e un altro seguito con la SEFT, la valutazione è stata condotta sia attraverso scale di valutazione oggettive sia attraverso questionari di autovalutazione. In più, oltre ai sintomi depressivi, veniva tenuta in considerazione anche "la positività" provata dal paziente. Il trattamento, in entrambi i casi, durava 16 settimane, ma il campione è stato seguito fino a 12 mesi dal termine della terapia. Il primo risultato è che la psicoterapia al telefono funziona, e funziona meglio quella cognitivo comportamentale. Anzi per un certo aspetto un trattamento cognitivo-comportamentale attuato al telefono ha l'ulteriore vantaggio di diminuire gli attriti tra paziente e terapeuta, probabilmente perché la conversazione a distanza rende più semplice aprirsi. Il fatto che la SEFT funzioni meno bene è probabilmente dovuta al fatto che puntando molto sul legame terapeutico, sul rapporto tra medico e paziente, la distanza in questo caso gioca a sfavore. Lo studio dimostra anche un altro aspetto, e cioè che la terapia cognitiva-comportamentale è efficace proprio per le sue specificità, cioè per le tecniche di controllo delle crisi che insegna. Se così non fosse, se tutto si basasse sul rapporto interpersonale non ci sarebbero state differenze tra i due gruppi. Nel tempo, però, le differenze tra i due trattamenti si assottigliano, probabilmente perché con il passare del tempo viene meno la spinta a utilizzare quanto appreso in terapia. Di qui la necessità, sottolineata dai ricercatori, di prevedere ulteriori contatti, nel corso del tempo, per rinforzare i comportamenti positivi acquisiti. Una sorta di "vaccinazione di richiamo".

Maurizio Imperiali

Fonte
Mohr DC et al. Telephone-administered psychotherapy for depression. Arch Gen Psychiatry. 2005 Sep;62(9):1007-14.



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