Per un morbido rientro

02 settembre 2005

Per un morbido rientro



"Al mare mi rigenero. Cosi in città ho l'energia per ricominciare a stressarmi". Si tratta di una battuta che riassume significativamente come la maggior parte delle persone vive il ritorno al lavoro. Non si tratta di una novità assoluta, tutti gli anni di questi tempi viene evocato lo spettro della sindrome da rientro, una condizione che inizia a manifestarsi già sul finire delle vacanze, quando la sola idea di tornare in città e riprendere i ritmi lavorativi di tutti i giorni fa stare male. Ma bisogna davvero preoccuparsi?

Un fenomeno diffuso
Il problema è più diffuso di quanto si possa pensare. Secondo l'Istat, un lavoratore su dieci si sente male appena rimette piede in ufficio. Un fenomeno che riguarda soprattutto i lavoratori dipendenti, donne e giovani su tutti. Quello che succede in realtà è semplice, nel passare dalla spiaggia all'ufficio le abitudini cambiano in modo repentino. Questo cambiamento, come qualsiasi altro del resto, produce una perturbazione nell'equilibrio del nostro organismo che va a colpire la sfera psichica in modo particolare. Un problema che non riguarda solo le ferie, anzi per molte persone qualcosa di analogo si verifica anche quando iniziano le vacanze, quando, cioè, l'ufficio deve essere lasciato. C'è di più. Secondo Giorgio Bert, presidente della Società italiana di counseling inmedicina, chi è gratificato dal proprio lavoro può stressarsi di più in vacanza e non ha problemi a tornare. Soffrirebbe al rientro, perciò, chi in qualche modo parte già stressato e può cadere così facilmente vittima di quei disturbi psichici, fisici ed emotivi attribuiti allo stress. 

Un problema stagionale
Un aspetto da non trascurare riguarda anche la stagionalità del fenomeno. La depressione stagionaleè, infatti, una patologia universalmente riconosciuta e l'arrivo dell'autunno, in particolare, esercita su un'ampia fascia di pazienti un'azione potenzialmente patologica. Non mancano studi che mostrano un particolare tono del sistema nervoso vegetativo; aumentata attività ortosimpatica e ridotta attività parasimpatica. Non solo. In autunno si riducono in modo significativo anche i valori degli ormoni tiroidei,la produzione di melatonina, cortisolo ed anche, negli uomini, di testosterone.

Come combattere la sindrome
Secondo gli esperti chi ne viene colpito manifesta senso di stordimento, calo dell'attenzione, mal di testa, digestione difficile, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari. Ma come si fa per rientrare nel pieno del ritmo cittadino, senza perdere in un lampo i benefici delle vacanze? Tra gli accorgimenti più consigliati il primo è quello di prepararsi al cambiamento. Se, infatti, la prima ragione dello stress sta nella difficoltà ad adattarsi al cambiamento, prepararsi per tempo quando ancora si è in vacanza può essere di grande aiuto. È preferibile, perciò, evitare di fare le ore piccole in discoteca o dedicarsi a grandi abbuffate prima della partenza ma anche, appena tornati, cercare di non perdere le abitudini riscoperte durante le vacanze. Quanto al ritorno al lavoro l'ideale è essere il più possibile graduali. Perciò nella prima settimana darsi piccoli obiettivi e una volta superato lo shock da rientro impegnarsi in progetti di lavoro più ambiziosi. Se le difficoltà persistono, però, forse è il caso di dare maggiore importanza alla crisi da rientro e valutare se non sia il caso di cercare un nuovo impiego.

Marco Malagutti

Fonti
"Stressati e contenti", Panorama 3/9/1999

"Stress da ferie: ansia, panico e depressione", PsicoOnWeb



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