Insostituibili rapporti tra specie

31 marzo 2006

Insostituibili rapporti tra specie



Degli animali ormai si parla soltanto quando rappresentano un pericolo, si tratti dell'influenza aviaria o dell'aggressione di qualche pit-bull, pericoloso tanto quanto il suo padrone. Però è un dato di fatto che fanno parte della vita di tutti, anche in ambito super-urbanizzato. Certamente i rapporti sono cambiati e il vincolo di sussistenza, come nella civiltà contadina, non sussiste più per la quasi totalità dei possessori di animali (da compagnia). Però, un bisogno c'è, comunque, anche se di tipo di differente da quello legato al sostentamento: d'altra parte qualche tempo fa era stato stimato che per garantire la sopravvivenza della specie umana, basterebbero soltanto cinque specie animali ma, obiettavano gli autori della dimostrazione, sarebbe stata una sopravvivenza a dire il meno triste. Quindi oggi l'animale, produzione alimentare a parte, soddisfa bisogni psicologici piuttosto forti, e presenti a tutte le età. Se ne è parlato, nel corso della presentazione del Trofeo Frontline Combo, competizione di cani addestrati in esercizi di abilità (non invasivi per la natura e la personalità del quattrozampe), organizzata dall'Istituto Frontline. Secondo Fernando Ferrauti, psicoterapeuta, direttore del Dipartimento disagio, devianza, dipendenze dell'ASL di Frosinone, il rapporto con l'animale è un elemento importante a tutte le età: "Infatti, poiché l'animale domestico è un essere vivente e non un oggetto, assume ruoli diversi a seconda che il suo interlocutore principale sia un bambino o un anziano, o che si relazioni con la famiglia come complesso. In tutte le tre macro-aree, tuttavia, possiamo ritrovare come fil rouge la sensazione di benessere e pienezza di esperienza che il rapporto con l'animale domestico porta con sé".

Un buon test per lo sviluppo dei bambini
Per quanto riguarda i bambini, il rapporto con un cane, o un gatto, costituisce un'esperienza formativa per molti aspetti. "La brevità del ciclo di vita del cane rispetto a quello dell'uomo rappresenta nella vita di quest'ultimo tutte le fasi dell'esistenza, dalla nascita alla morte. Il bambino che cresce con un cane assumerà nella relazione ruoli diversi via via che il cane cresce con lui: si cimenterà ad essere genitore quando il cane sarà piccolo e bisognoso di cure, coetaneo nell'infanzia di entrambi, figlio nell'esperienza della procreazione dell'animale, e nelle cure che gli rivolgerà quando purtroppo, inesorabilmente, invecchierà. Infine, la separazione dovuta alla morte del cane, evento dolorosamente luttuoso nell'esperienza vitale del bambino e preludio di altri distacchi e separazioni, rappresenta un importante banco di prova. Nella realtà triste di questo evento il bambino imparerà ad affrontare nel suo piccolo immenso dolore le prove grandi che la vita gli presenterà. Imparerà ad accettare la ricchezza emozionale della gioia quanto quella formativa del dolore, inevitabilmente legato all'essenza della vita stessa, quando è vissuta pienamente".

Un esercizio per il fisico e la mente
Discorso diverso per gli anziani, ma uguale valore del rapporto. Infatti, anche soltanto dover portare il cane a passeggiare, oltre a garantire una certa quota di attività fisica, consente spesso di allacciare relazioni sociali con gli altri proprietari, cosa che contribuisce ad allontanare l'emarginazione dell'anziano, soprattutto quello che vive solo, che sembra diventata uno dei segni caratteristici della vita nelle città. Ma non è solo questo: "La cura di un animale domestico comporta un notevole beneficio anche a livello intellettivo, delle capacità mnemoniche e organizzative" dice Ferrauti. "Avere un cane o un gatto significa infatti ricordarsi di acquistare il cibo anche per lui, di dargli da mangiare, di portarlo dal veterinario... Occuparsi delle necessità quotidiane dell'animale aiuta la persona anziana a mantenersi attiva, crea una serie di piccoli ma importanti appuntamenti che da un lato servono per stimolare la memoria e quindi come "esercizio intellettivo", dall'altro aiutano a far passare delle giornate purtroppo spesso vuote e prive di stimoli".Insomma, vale la pena di fare quel piccolo sforzo necessario ad accogliere in casa un ospite a quattrozampe. Sforzo che risulta poi alleviato se si osservano le poche regole necessarie a garantire la salute dell'animale: vaccinazioni, controlli periodici e lotta ai parassiti. Piccoli gesti resi oggi più semplici dai presidi veterinari disponibili.

Sveva Prati

Fonte
Conferenza stampa "Non so perché ti voglio bene, ma te ne voglio tanto". Milano 29 marzo 2006.




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