Il rischio c'è e si vede

10 novembre 2004

Il rischio c'è e si vede



Che il mondo non fosse un luogo accogliente lo si capisce dallo strillo che lanciano i bambini appena nati. Anche crescendo le cose non sono certo destinate a migliorare, soprattutto in questi ultimi tempi. E se il progresso porta benessere, ha il suo prezzo da pagare in termini di rischi per la salute umana e del pianeta. Di questo rischio hanno discusso i circa mille biologi riuniti al Congresso internazionale dell’ordine svoltosi in Slovenia, analizzando i vari aspetti sanitari della questione: malattie professionali, infertilità, inquinamento, tossicità, allergie, radiazioni e campi magnetici, tumori, alimenti. Il monitoraggio sul rischio biologico ha interessato anche le regioni italiane e i risultati sono stati riassunti in un decalogo presentato durante il convegno.

La casa degli spettri
Non sono stati risparmiati nemmeno gli elementi di arredo delle abitazioni, che potrebbero essere costruiti con materiali inadeguati perché contenenti amianto o trattati con sostanze o collanti tossici. Negli uffici devono essere rispettate le norme su apparecchi come fotocopiatrici e dispositivi laser che sprigionano agenti chimici, solventi, polveri di toner. Ma il monitoraggio in Italia interessa per lo più gli ambienti lavorativi, quando invece dovrebbe estendersi a tutti gli edifici pubblici in particolare a luoghi frequentati dai giovani come scuole o palestre. Infatti, anche in questi stabili è molto probabile rintracciare residui di polonio, un gas derivato dal radon 222, derivato a sua volta dall’uranio, che normalmente si trova in natura nelle rocce, nei pozzi e nelle acque termali. Ma si trova anche nelle cantine e nelle abitazione e vi penetra attraverso le condotte dei fili elettrici. Il radon 222, spiegano i biologi, contribuisce, dopo il fumo, ad aumentare il rischio di tumore ai polmoni.
Anche gli impianti di condizionamento sono veicolo di contaminazione ambientale perché possono diffondere virus, batteri, muffe, acari e pollini, e per questo devono avere una continua manutenzione dei filtri. Infine elettrodomestici (e a maggior ragione gli elettrodotti) sono sorgenti di campi elettromagnetici. Non ci sono prove scientifiche e/o cliniche che ne dimostrano la pericolosità, ma è anche vero che non si conoscono gli effetti sul lungo termine.

Alimentarsi sano
Il rischio non si ferma a tavola dove possono arrivare pesticidi e agenti patogeni. Ecco perché è importante lavare molto bene ortaggi e frutta e se possibile sbucciarli. In Italia sono 3000 i casi di intossicazione acuta provocata da pesticidi. Mentre la presenza di microrganismi patogeni provoca tossinfezioni alimentari, a livello intestinale e non, come il botulismo e la brucellosi. Con la cottura si riescono a uccidere i germi anche se alcune tossine non si disattivano nemmeno con l’elevata temperatura. Chiaramente i cibi consumati crudi come il carpaccio di carne o di pesce sono considerati ad alto rischio. Anche l’acqua come alimento può veicolare microrganismi e sostanze tossiche anche quando appare limpida. Gli esperti consigliano di fare attenzione con l’acqua proveniente da pozzi anche quando sono molto profondi.

Il pericolo è nell'aria
E’ indubbio che un contributo importante alla diffusione delle malattie cardio-polmonari arriva dall’aria che si respira inquinata dallo smog, dagli scarichi industriali, dal fumo di sigaretta e dalle polveri domestiche. Non potendo sottrarsi più di tanto a questo tipo di inquinamento se si vive in città molto grandi, tuttavia si sconsiglia per esempio di fare sport all’aria aperta in quanto i polmoni sotto sforzo assorbono 40 litri di aria al minuto, mentre a riposo solo sei. Queste fonti di inquinamento possono diffondere, tra le altre cose, anche metalli pesanti che incidono sulla salute di feti, neonati e bambini che, essendo in crescita, li assorbono più facilmente. Queste sostanze, inoltre,rientrano tra le possibili cause dell’infertilità maschile.
A sentire gli esperti si direbbe che non ci sia via di scampo, il che può essere anche vero, ma ciò non toglie che la promozione di campagne di monitoraggio che facciano emergere dove e quanto rischio c’è, fornirebbe al cittadino maggiori strumenti di tutela.

Simona Zazzetta

Fonti
AdnKronos Salute 19/10/04





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