Qualità dell'acqua minerale

20 giugno 2008

Qualità dell'acqua minerale



"L'acqua del rubinetto non è diversa dall'acqua venduta in bottiglia"; "L'acqua minerale non è così sicura come si crede": queste sono alcune delle affermazioni pubblicate di recente su alcuni giornali a seguito di uno studio commissionato dal WWF e pubblicato sul sito internet dell'associazione
Secondo lo studio, il mercato delle acque minerali è generato da scorrette informazioni circa l'inquinamento delle acque municipali e riguardo all'incolumità delle sorgenti alpine da cui provengono le acque imbottigliate. Alle già numerose incertezze e paure degli italiani, quindi, si è aggiunta anche quella dell'acqua, in bottiglia e no!
A fare chiarezza sulla questione è il professor Gaetano Maria Fara, direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università La Sapienza di Roma.
"L'acqua, essendo considerata bisogno primario della persona e alimento, è sempre soggetta a stretti controlli, sia che venga destinata all'uso domestico, sia che venga etichettata come acqua minerale" sottolinea il professore. "I controlli delle acque attualmente disponibili sono completi e minuziosi, tanto da garantire, in molte città italiane, la possibilità di bere tranquillamente anche l'acqua di casa". Se è errato affermare che l'acqua municipale è inquinata, però, è altrettanto errato affermare che l'acqua minerale è identica, se non peggiore, a quella del rubinetto. Quest'ultima, infatti, è di certo soggetta a maggiori controlli (a causa, soprattutto, del fatto che viene prelevata principalmente da acquedotti posti a valle, cioè in zone più inquinate), ma ciò non presuppone necessariamente un'uniformità e regolarità pari a quella delle acque minerali. "L'acqua imbottigliata resta, senza dubbio, l'acqua migliore" continua Fara "perché anche le aziende produttrici dell'acqua in bottiglia, infatti, devono necessariamente attenersi alle norme stabilite dall'Unione Europea. Ciò significa che le minerali non presentano sostanze pericolose per la salute in quantità superiori o inferiori ai livelli stabiliti dalle regolamentazioni vigenti in Europa. Naturalmente, a seconda del tipo di consumatore a cui intende rivolgersi l'azienda, si potrà trovare un'acqua con un ridotto contenuto di sodio (iposodiche), con un alto contenuto di calcio o un'elevata percentuale di potassio, ... In particolare, ritengo che le acque migliori siano quelle proveniente dalle fonti effervescenti naturali, poiché contengono buone quantità di sali minerali e sono imbottigliate senza l'aggiunta di anidride carbonica".

In tutti i casi, comunque, sono sempre previsti dei controlli prima di portare l'acqua nei negozi o nelle case dei cittadini; ma in che cosa consistono, realmente, questi controlli?
"Essi prevedono una serie di test, ispezioni e sorveglianze continue. Di notevole importanza è sicuramente l'esame fisico dell'acqua (colore, torpidità, ...), poi si effettua la quantificazione dei principali elementi minerali e inquinanti batterici e, in alcuni casi, si effettua anche l'analisi degli oligoelementi meno importanti e solitamente più stabili (questo, specialmente in occasione dell'apertura di un nuovo pozzo prima della sua immissione in rete). Infine, ma non certo per importanza, esiste il controllo visivo, al fine di verificare che il pozzo o la sorgente si trovi in una zona cosiddetta di rispetto, cioè a debita distanza da fabbriche, fogne e scariche industriali. Oggi questi controlli avvengono soprattutto per mezzo di impianti innovativi molto grandi, chiamati impianti a carbone attivo, molto più sofisticati e sicuri di quelli di un tempo".
Anche i controlli, però, non bastano: "prima di arrivare ai nostri rubinetti di casa" precisa Fara "l'acqua viene sempre trattata con cloro per potabilizzarla; questo, se effettuato nel rispetto del livello medio stabilito dall'UE (0,2 mg/l per acque clorate), non comporta un rischio per la salute del consumatore. I livelli massimi di sostanze chimiche presenti nell'acqua da dover rispettare, però, sono molti. Per semplificarne la lettura, si allega qui sotto uno specchietto sui principali parametri chimici che le acque italiane devono rispettare:

 

Schema acque potabili (D.P.R.236/88)
Principali parametri chimici
ParametroUnità di misuraValore Guida (VG)*Concentrazione Massima ammissibile (CMA)**Ph \\da 6,5 a 8,5>6 <9Residuo a 180 °Cmg/l\\1.500Ammoniacamg/l NH4 0,005 5Nitriti mg/l NO2\\0,1Nitrati mg/l NO35 50Cloruri mg/l CI25200Alcalinità Ca CO3mg/l HCO3\\ \\Durezza TotaleGr. FrancesiDa 15 a 50\\Ossidabilità O2mg/l O20,5 5Conducibilità elettricamicro s cm-1400\\Fosforo tot. P2O5microg/l P2O54005.000Ferromicrog/l Fe50 200Solfatimg/l SO425 250Cloro Attivomg/l0,2 per acque clorate\\* VG = Valore Guida, cioè il livello che determina una buona qualità dell'acqua;** CMA = Concentrazione Massima Ammissibile, cioè la dose che, per legge, non deve essere superata.

Alla luce di queste considerazioni, quindi, Gaetano Maria Fara assicura che "l'acqua delle città italiane (soprattutto al nord) è buona e può essere consumata da tutti; ma può stare tranquillo anche chi ha deciso di continuare ad acquistare l'acqua imbottigliata!". Nel decidere quale acqua sia più "inquinata" sulla bilancia va posto anche il peso delle bottiglie di plastica o di vetro. Anche questo fattore, però, è sotto controllo grazie alle operazioni di riciclo oggi disponibili. Inoltre, la grande diffusione delle bottiglie di plastica in alternativa alle bottiglie di vetro ha ridotto notevolmente l'incidenza dei costi di trasporto. I recipienti in vetro, infatti, pesano molto di più di quelli in plastica; questo fa sì che, per trasportare la stessa quantità d'acqua, siano necessari un maggior numero di viaggi e una maggior quantità di automezzi. E più smog!!

Annapaola Medina




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