Aria che toglie il fiato

04 luglio 2008

Aria che toglie il fiato



Se i polmoni e tutto l'apparato respiratorio sono una zona di frontiera tra ciò che c'è dentro e ciò che c'è fuori dal corpo umano, ogni alterazione esterna facilmente si ripercuote sull'ambiente interno se questo è vagamente compromesso o sono compromesse le sue difese. E anche l'alternarsi delle stagioni diventa motivo e causa di esacerbazione o insorgenza di disturbi diretti a colpire tutta l'area respiratoria, dal naso ai bronchioli. Durante l'inverno si scatenano virus e batteri provocando le tipiche infezioni con raffreddore, tosse e sindromi influenzali; in primavera compaiono allergie ai pollini silenti in altri periodi dell'anno, in estate peggiora l'asma e altre patologie che di base rendono difficoltosa la respirazione come la broncopneumopatia ostruttiva. Complice di quest'ultimi disturbi il caldo eccessivo, l'afa e l'inquinamento atmosferico peggiorato dalle condizioni meteorologiche.

Italiani con il fiatone
E non è certo un problema raro: in Italia circa tre milioni di persone soffrono di asma e circa 300 mila sono casi gravi, vale a dire con sintomi, quali oppressione, respiro sibilante, costrizione del torace e tosse, che si manifestano quotidianamente con una certa intensità. L'asma grave è caratterizzata anche da crisi respiratorie che insorgono improvvisamente, diventando sempre più gravi. Nel periodo estivo se particolarmente caldo e trascorso in aree urbane tutte queste persone vanno incontro a un peggioramento della qualità della vita nonché a rischi per la salute tutt'altro che trascurabili, motivo per cui le autorità sanitarie da diversi anni si preoccupano di informare su tali pericoli e su come limitare i danni e i rischi.

Aria calda e pericolosa
Ciò che accade, quando fa molto caldo, è un aumento della temperatura dell'aria e il suo contenuto massimo di vapore acqueo, vale a dire la quantità di umidità che genera la sensazione di afa, cioè di aria soffocante che anche nei soggetti normali provoca difficoltà di respirazione. A temperature e condizioni ambientali normali, la regolazione del calore del corpo avviene soprattutto tramite traspirazione della pelle: l'evaporazione di acqua raffredda la superficie corporea. Ma quando la quantità di acqua nell'ambiente aumenta, ogni processo fisico di evaporazione (come la sudorazione) viene ostacolato, rendendo così più difficile il processo automatico di controllo della temperatura. Per bilanciare questo scompenso aumenta il livello di espulsione di vapore con la respirazione, e ciò rende il respiro stesso più gravoso peggiorando quello dei soggetti asmatici già di per sé compromesso. A peggiorare la situazione, per lo meno nelle grandi città, è l'accumulo di inquinanti, come diversi ossidi di azoto (N2O3, NO2, ecc.) e di zolfo (SO2 e SO3), prodotti dalle combustioni dei motori degli autoveicoli. A elevate temperature, queste molecole reagiscono con l'acqua presente nell'aria e producono acidi: acido nitroso, nitrico, solforoso e solforico, che entrano poi nelle vie respiratorie e nei casi gravi scatenare crisi di asma o peggiorare gravemente una crisi respiratoria di origine cardiaca.

Per non respirare peggio
Oltre a informare sui rischi, il Ministero della salute offre anche suggerimenti per le misure da adottare, utili per tutti ma vitali per chi soffre di asma. Nelle ore più calde (dalle 11:00 alle 18:00) queste persone oltre a non fare attività fisica dovrebbero evitare di uscire e soggiornare in un ambiente rinfrescato da un ventilatore o da climatizzatore che sia anche deumidificatore, con particolare attenzione alla pulizia dei filtri e mantenendo il termostato almeno a 25° C. serve cautela anche nel passaggio tra ambienti con temperature molto diverse, andare dal freddo al caldo e viceversa, può scatenare una crisi respiratoria con forte affanno o attacco acuto di asma. Gli esperti, infatti consigliano, prima di uscire da un locale fortemente condizionato per entrare in ambiente caldo e afoso, di non farlo mai di colpo, ma di trovare il modo di farlo gradualmente per consentire all'organismo un adattamento. Gli asmatici già in terapia devono seguire le raccomandazioni e prescrizioni del medico curante pur sapendo che i farmaci normalmente prescritti per le malattie respiratorie ostruttive (broncodilatatori e cortisonici per via inalatoria) possono essere assunti tranquillamente. Nei periodi di forte caldo afoso, queste problematiche si attenuano nelle zone vicine al mare, o comunque lontano dalle aree metropolitane, e non solo per chi soffre di asma.

Simona Zazzetta

Fonti
Congresso nazionale di Federasma. Firenze. 26-28 giugno 2008

Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali



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