Abbronzatura tenace

03 settembre 2004

Abbronzatura tenace



I ricordi dell'estate sbiadiscono lentamente e con essi anche l'abbronzatura, e gli amanti della tintarella cercano il rimedio più efficace per farla durare più a lungo possibile. Sforzi praticamente inutili poiché nell'arco di 28 giorni tutto il colorito è destinato a svanire: le cellule cutanee che contengono la melanina, prodotta per l'esposizione al sole muoiono, affinché la pelle si rigeneri. Ciò non toglie che la cura della pelle sia indispensabile per limitare gli inevitabili danni delle radiazioni solari e quantomeno per non accelerare il processo di ricambio cellulare.

Per non perdere lo smalto
L'azione meccanica di cerette depilatorie, strofinamenti con asciugamani ruvidi, scrub con prodotti esfolianti o guanto di crine facilitano la rimozione delle cellule più superficiali, operazione utile per stimolare il rinnovamento ma che rimuove anche la melanina e quindi il colore.
Esistono comunque piccoli accorgimenti per non rinunciare a sane abitudini senza perdere troppo rapidamente la tintarella.
Lo strappo della cera depilatoria, per esempio, oltre ai peli superflui rimuove lo strato più superficiale di cellule generalmente più colorate, ma può essere sostituita con depilatori elettrici che asportano dalla pelle solo i peli superflui.
Asciugarsi la pelle con teli di spugna ruvidi massaggiando energicamente sortisce lo stesso effetto: rimuove le cellule superficiali. La soluzione è tamponare anziché strofinare e magari usare teli morbidi o di lino. Medesimo risultato anche con il guanto di crine. In realtà però si ottiene il vantaggio che, eliminando le cellule morte la pelle appare più luminosa e quindi il colorito residuo risalta maggiormente.
Lo "scolorimento" si accentua anche usando certi prodotti, come creme e bagno schiuma e con la permanenza in acqua. In alcune creme, magari quelle che si usano abitualmente, possono essere presenti tra gli ingredienti, retinolo, alfaidrossiacidi (AHA) e acido glicolico, utili per stimolare il rinnovamento cellulare. E' consigliabile invece usare prodotti specifici dopo-sole che non li contengono e che contemporaneamente assicurano l'idratazione della pelle. In alternativa alle creme ci sono molti oli vegetali, come quello di cocco, di mandorle dolci, di germe di grano, di jojoba, di karitè che assicurano un'azione emolliente, nutrono la pelle e hanno proprietà antiossidanti. Al classico bagno schiuma, che per quanto profumato e delicato aggredisce la cute, si può sostituire l'olio detergente che anche senza schiuma deterge la pelle e lascia uno strato di sostanze emollienti che non scivolano via con l'acqua.
Infine, altro accorgimento è fare la doccia anziché il bagno in vasca. Il contatto prolungato con l'acqua ammorbidisce gli strati più superficiali favorendo la desquamazione, processo maggiormente accelerato dall'idromassaggio.

Il colore va i segni restano
In ogni caso è bene curare la pelle al rientro, con le suddette accortezze, quanto meno per minimizzare gli inevitabili danni provocati dall'esposizione prolungata al sole. Infatti per quanto piacevole sia il colorito estivo nasconde molto bene lo stress ossidativo e l'invecchiamento cutaneo che emerge una volta che l'abbronzatura sparisce del tutto. Ed ecco quindi all'inizio dell'autunno che si accentua la tramatura cutanea dando origine a sottili rughe diffuse (attiniche) e in certi casi restano le macchie provocate dal sole (melasma).
Per prevenire questi effetti negativi, a una buona protezione della pelle durante l'esposizione al sole deve seguire un'altrettanto idonea cura al rientro dalle vacanze e se il risultato è anche un bel colorito persistente tanto meglio.

Simona Zazzetta





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