Ai tropici niente congestione

08 luglio 2005

Ai tropici niente congestione



"Aspetta a fare il bagno. Hai appena mangiato. Devi digerire. Ti verrà una congestione". Chi non ha mai sentito una frase del genere, d'estate in spiaggia? Il rischio evocato dalle mamme italiche è quello della famigerata congestione, un blocco della digestione provocato da una brusca esposizione del corpo a temperature più basse di quelle ambientali. Il caso classico è quello di chi si tuffa in acqua dopo aver abbondantemente mangiato. In questo caso il maggior afflusso di sangue che normalmente si verifica nell'addome durante la digestione, viene "bloccato" a livello intestinale, causando una improvvisa diminuzione della pressione arteriosa che spesso porta alla perdita di coscienza. E se questo fenomeno si verifica in acqua, come succede il più delle volte, si possono correre seri pericoli di annegamento. Ora, però, uno studio condotto alla New York University School of Medicine smentirebbe questa atavica convinzione. Nuotare subito dopo mangiato, dicono i ricercatori americani, non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.

Bagno sì ma con cautela
Bagno si, bagno no? Non è mai esistita una curva di sicurezza valida in tutte le circostanze, fino a oggi, infatti, seguendo semplici regole di buon senso si è sempre considerato che l'intervallo di tempo che deve trascorrere tra il bagno e il pasto dipenda dalla quantità e dal tipo di cibo che è stato consumato e dalla temperatura dell'acqua. Questo perché, secondo la spiegazione scientifica, il sangue si distribuisce nel corpo umano in modo diverso secondo le esigenze. Il sangue necessario agli organi addominali durante la digestione, perciò, se si nuota viene dirottato ai muscoli in movimento e al tessuto sottocutaneo. La digestione verrebbe messa, così, in crisi. La smentita viene dai ricercatori newyorkesi , secondo i quali è fondamentale l'intensità della nuotata. Come dire che per il nuotatore della domenica non esiste tutta questa necessità di afflusso di sangue ai muscoli per nuotare, un altro conto è se si parla di Rosolino, naturalmente. A supporto la ricerca porta uno studio condotto sugli annegamenti negli Stati Uniti, secondo il quale meno dell'1% si sono verificati dopo un pasto. Le cose cambiano, aggiungono, se il pasto contempla un drink alcolico o due. Qui le percentuali, secondo uno studio di Pediatrics, salgono fino al 25%. Affidandosi sempre al buon senso una certa cautela sarebbe, comunque, da mantenere. Meglio evitare, perciò, pasti copiosi ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche quattro o cinque ore di digestione e sconsigliano il bagno. Se invece si mangia uno snack leggero o un panino le inevitabili piccole ridistribuzioni del volume sanguigno sono asintomatiche e non richiedono particolari cautele. E se proprio si vuole mangiare un po' di più a pranzo esiste una soluzione: il mare tropicale. In questo caso la temperatura elevata dell'acqua dovrebbe evitare ogni pericolo.

Marco Malagutti

Fonte
New York Times



Cerca nel sito


Cerca in


Ricette  |  Farmaci  |  Esperto risponde  |
Cerca il farmaco
Potrebbe interessarti
L'esperto risponde