Epidemie artificiali

20 giugno 2008

Epidemie artificiali



Le armi chimiche e batteriologiche sono una minaccia, d'accordo, ma sapere anche quali stati ne dispongono può essere utile per soppesare realisticamente i rischi. Se ne sono occupate così diffusamente istituzioni americane come i CDC, il centro per l'informazione sulla difesa dell'esercito americano e il centro sugli studi per la non proliferazione dell'Istituto di studi internazionale di Monterey. Ecco i risultati.

USA
Sono in questo momento nell'occhio del ciclone come bersaglio terroristico, ma sono anche i principali depositari delle armi chimiche e biologiche. Più precisamente dispongono della seconda scorta al mondo di armi chimiche, che si sono impegnati a distruggere entro il 2004, mentre non sembrerebbero disporre di armi biologiche, pur compiendo ricerche in questo campo a scopo di difesa.

IRAQ
Aleggia un misterioso velo sulla disponibilità di armi irachena. Si sa per certo che nel 1991, durante la Guerra del Golfo, l'Iraq disponeva di missili caricati con armi biologiche. Successivamente l'Onu ha istituito una commissione, ribattezzata Unscom, con il preciso scopo di controllare la distruzione di armi chimiche e biologiche irachene. La commissione ha però cessato di esistere e si ignora così il destino delle armi chimiche e biologiche.

RUSSIA
La Russia, ex grande potenza, si è impegnata a dismettere i programmi per la realizzazione di armi chimiche e biologiche e a distruggerne le scorte, pare molto ricche. Il timore resta che, caduta in disgrazia l'Unione Sovietica, gli scienziati che hanno lavorato al programma possano vendere le scorte ad altri stati

ISRAELE
Mancano i dettagli sui presunti programmi sulle armi chimiche e biologiche, ma i programmi sembrano esistere, a quale scopo?

LIBIA
Per motivi misteriosi, forse solo per non rimanere indietro, anche la Libia possiede armi chimiche e fa ricerca sulle armi biologiche.

SIRIA
Vale il discorso fatto per la Libia e anche in questo caso l'entità delle armi a disposizione è sconosciuta.

IRAN
Sono nell'area più delicata, così si spiegherebbe l'ampia disponibilità di armi chimiche e biologiche. 

CINA
Ha ammesso l'esistenza di una produzione di armi chimiche, ma dichiara di non disporre di una vera e propria scorta. Mancherebbero invece le armi biologiche, anche se i servizi segreti internazionali non sono d'accordo.

COREA DEL NORD
Disporrebbe di una delle scorte principali di armi chimiche e biologiche, esiste, fra l'altro un Dipartimento specifico che si occupa del programma per queste risorse.

COREA DEL SUD
Dispone di una scorta di armi chimiche che si è peraltro impegnata a smantellare. Si ignora a che punto sia con le armi biologiche.

TAIWAN
Siamo sul piano dei sospetti ma pare che Taiwan stia cercando di costruire armi chimiche e stia sviluppando anche la tecnologia delle armi biologiche.

Marco Malagutti


Fonti
CNNitalia.it



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