Servizi per chi va

01 agosto 2002

Servizi per chi va



Anche limitando il proprio raggio d'azione all'Italia, qualche avvertenza su come usufruire dell'assistenza medica può essere utile. Partendo dall'aspetto istituzionale, va tenuto presente che in quasi tutte le località di villeggiatura è istituito il servizio di Guardia Turistica. In pratica si tratta di una versione estiva, per così dire, del medico di famiglia o della Guardia medica, tanto è vero che spesso sono gli stessi medici di famiglia convenzionati del territorio a offrire questo tipo di assistenza. In quest'ultimo caso gli orari ricalcano quelli del medico di famiglia, quindi l'assistenza ambulatoriale non si estende alle ore notturne; in altri casi può invece estendersi sulle 24 ore. La scelta dipende dalle ASL o dalla Regione, cui spetta l'organizzazione del servizio. La guardia turistica offre diverse prestazioni: dalla semplice ripetizione della ricetta alla visita in ambulatorio e alla visita domiciliare; queste prestazioni si pagano, ci sono tariffe fisse che variano da regione a regione ma che oscillano attorno ai 25 euro per una visita domiciliare, 15 per una visita ambulatoriale e la metà (sempre più o meno) per la semplice ripetizione della prescrizione. Alcune categorie di assistiti possono però richiedere il rimborso di quanto versato alla propria USL. Il rimborso è quindi riservato a:

  • minori di 12 anni 

  • persone oltre i sessanta anni

  • cittadini portatori di handicap di grado superiore al 80%

  • lavoratori e studenti dimoranti in altra sede per ragioni di lavoro o di studio

I documenti necessari sono la ricevuta del versamento, la fotocopia del codice fiscale e una breve richiesta scritta.

Guardia Medica e pronto soccorso
Ovviamente può anche capitare di avere necessità di un medico in una città non necessariamente meta turistica. In questo caso, nelle ore notturne e nei giorni festivi e prefestivi, ci si può rivolgere alla Guardia Medica oppure al Pronto soccorso ospedaliero più vicini. A questo proposito, però, è bene ricordare che il pronto soccorso va riservato alle cose gravi: un conto è cadere dalla bicicletta e picchiare la testa o lussarsi una spalla, un altro è un eritema solare. Assolutamente disdicevole, poi, rivolgersi al pronto soccorso per certificati, lastre di controllo e altro. In altre parole, non è il caso, volendo iscriversi a un corso di nuoto subacqueo, o anche di deltaplano, di andare a intasare un pronto soccorso allo scopo di ottenere il certificato di idoneità sportiva.
Anche se si tratta di prestazioni a pagamento, o soggette a ticket nel caso del Pronto soccorso, è sempre buona norma portare con sé il libretto sanitario. Le persone che soffrono di patologie di una certa gravità (cardiopatie, per esempio) è meglio che sappiano dove è presente un centro specialistico nella zona di villeggiatura o almeno quale sia il più vicino. In questo caso è utilissimo il motore di ricerca presente sul sito del Ministero della Salute. Per il resto, valgono le raccomandazioni più volte ripetute: partire con una scorta adeguata dei farmaci che si devono assumere abitualmente e portare con sé una piccola farmacia da viaggio.

Comunicare bene col medico
Il discorso è decisamente più ampio, ma vale la pena di affrontarlo anche in questa sede. Infatti, è in queste occasioni che si ha a che fare con medici che non si conoscono e soprattutto che non conoscono la storia e le abitudini del paziente. Ragion per cui è sempre meglio raccontare con precisione di che cosa si soffre, descrivendo con accuratezza i sintomi. Come riassume il dottor Enrico Delfini dell'ASL di Bologna Nord: "Al medico interessa sapere, di un dolore, molte cose: la localizzazione, il modo in cui è cominciato, l'intensità, a cosa assomiglia (ad un fuoco, ad un peso, ad una morsa, ad un prurito, ecc.), da quali movimenti è esacerbato o diminuito, se s'irradia e in quale parte del corpo, se è continuo o intermittente, se ha dei ritmi legati ai vari momenti della giornata, se compare molto intenso e poi tende a diminuire, o se al contrario tende ad aumentare; ancora, è utile sapere se al dolore si associano altri sintomi, ecc. ecc. E' chiaro che, il medico, tutte queste notizie può ottenerle anche interrogando il malato, ma non è proprio lo stesso: si è visto, infatti, che, a seconda dei modi e dei toni con cui sono poste le domande, spesso le risposte del paziente possono variare per un tentativo inconscio di compiacere il dottore che interroga". Insomma, chiarezza e semplicità.

Maurizio Lucchinelli


Approfondimenti

  • L'articolo di Enrico Delfini

  • Il motore di ricerca di strutture e servizi del Ministero





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