Souvenir febbrili

02 settembre 2005

Souvenir febbrili



Soprattutto se la preparazione al viaggio è stata garibaldina, non si può escludere che al rientro, se si presentano sintomi poco specifici, il pensiero corra alla possibilità di essersi portati un ricordino dalle vacanze.
Non è sempre così, è ovvio: febbricola, stanchezza e altri malesseri possono essere anche la normale conseguenza del ritorno all'ambiente cittadino. Tuttavia alcuni segni non vanno sottovalutati

Manifestazioni intestinali
La giustamente temuta diarrea del viaggiatore dura oltre la settimana soltanto nell'1-2% dei pazienti. Di solito, l'uso degli antibiotici specifici per questo disturbo, che agisconoquasi esclusivamente nell'intestino, hanno ragione delle forma acute. Se però il disturbo dura più di due settimane,se si sia rientrati o meno, è il caso di procedere a indagini diagnostichemirate a rintracciare la causa della diarrea. Può trattarsi di batteri, e quindi si tratta di cambiare antibiotico, ma anche di parassiti (e in questo caso la cura va mirata ulteriormente) ma anche di diarrea idiopatica autolimitante (la diarrea di Brainerd). Il test fondamentale èl'esame delle feci, ma in alcuni casi può essere necessario eseguire anche un'endoscopia digestiva (del sigma, ma anche dello stomaco). L'importante è non sottovalutare la questione e noncercate di arrangiarsi con i prodotti da banco. Si tenga presente che in alcuni casi, per quanto rari, le infezioni trascurate, in particolare quelle da ceppi virulenti di Campylobacter, possono anche dare origine a disturbi cronici (intestino irritabile).

Febbri misteriose
La febbre è un sintomo inequivocabile ma, purtroppo molto poco specifico. Rialzi della temperatura accompagnano moltissime situazioni differenti. Altri segni devono quindi essere presi in considerazione per giungere alla diagnosi. Per esempio l'ittero deve far pensare a un'epatite, difficoltà respiratorie a infezioni polmonari e via di questo passo. Diverso e più complesso è il caso in cui non vi siano questi elementi, chiamati reperti focali. In questo caso il medico deve procedere partendo dalle malattie che,in base alla destinazione, il paziente avrebbe potuto incontrare.Siccome anche il tempo trascorso tra ipotetico contatto e comparsa dei sintomi è un elemento molto importante (le malattie differiscono anche per il periodo di incubazione) è fondamentale poter fornire dati esatti: quando si è andati in questa o quella località, quando sono comparsi i sintomi, quali contatti si sono avuti con l'ambiente (cibo e bevande, ma anche bagni in mare, al fiume o in piscina eccetera). I test diagnostici utili in questi casi si basano sulle colture del sangue (per scoprire microbi e parassiti), test sierologici (per i virus) ma anche l'esame del liquido cerebrospinale. 

Quanto alla malaria...
La malaria merita un discorso a sé. Non sempre è presente la febbre, nonsempre sono presenti nel sangue i parassiti. I punti cardine della diagnosi sono il fatto che il paziente ha soggiornato in un'area in cui la malattia è presente almeno 6 giorni prima della comparsa dei sintomi e la presenza del plasmodio nel sangue (rilevabile con l'analisi al microscopio) di uno striscio. Ovviamente se sono presenti i sintomi, magari compresa la febbre, ma il sangue non presenta tracce del parassita, l'esame microscopico va ripetuto dopo 12-24 ore.
La malaria può presentarsi in forma grave, cioè con grave prostrazione, anemia, insufficienza renale e danni a carico di altri organi come edema polmonare o collasso cardiocircolatorio. In questi casi la cura richiede ovviamente il ricovero in strutture specializzate. La malaria non complicata, a meno che non sia dovuta a Plasmodium falciparum, non richiedenecessariamente l'ospedalizzazione. La scelta del trattamento dipende dal particolare plasmodio implicato: i farmaci comunque sono ben noti e collaudati e vanno dal chinino e dalla clorochina alla meflochina e al proguanile, più altri ancora. In sostanza si tratta degli stessi che vengono impiegati per la profilassi. Comunque, niente panico: la malaria, a casa, è ben curabile. Diverso il caso di chi, nelle località esotiche, ci deve vivere.

Maurizio Imperiali

Fonte
Steffen R et al. Manuale di Medicina dei viaggi e salute del viaggiatore . I edizione italiana CIC Edizioni Internazionali. Roma 2004





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