Il viaggio nel piatto

02 agosto 2007

Il viaggio nel piatto



Le vacanze sono sinonimo di libertà e anche a tavola si tende a uscire dagli schemi, qualche precauzione però è sempre opportuna: se poi si opta per un viaggio l'attenzione dev'essere ancora maggiore, per non trasformare l'avventura in disavventura. Questo non significa che occorrono rinunce o misure particolari, bastano poche regole di buon senso, che tengano conto sia delle destinazioni, sia delle caratteristiche del viaggio, sia del profilo del viaggiatore. Sì, perché oggi tutto il mondo è meta di visitatori e girano un po' tutti, adulti e bambini, anziani e persone con patologie: perciò quando si programma un viaggio, specie in paesi molto diversi per clima, alimentazione e condizioni di vita, bisogna tenere conto di vari fattori. Li ha ricordati la SIMVIM (Società Italiana per la Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni), in un incontro a Milano in cui si è parlato anche di profilassi contro i rischi infettivi, alimentari e non solo. Consigli che si possono ricevere anche nei numerosi Centri predisposti dalla Società in tutt'Italia o attraverso il suo sito www.simvim.it.

Dalla disidratazione ai cibi pericolosi
Con la voglia di conoscere il mondo, e per alcuni la necessità di spostarsi per lavoro, i viaggi in paesi con possibili rischi per la salute legati all'alimentazione aumentano. "Il primo fattore da considerare è il clima: zone calde secche o umide, ma oggi si va anche in quelle fredde" distingue Emanuela Zamparo, presidente SIMVIM. "Nei paesi caldi il rischio principale è la disidratazione, in quelli secchi con perdite di 200-400 ml di acqua per ciascuna delle 16 ore di veglia cioè 4-7 litri (ma il fabbisogno può arrivare a 10), che ha un segno tipico nello scarso volume urinario. Si compensa nelle zone caldo-secche con acqua e compresse saline, bevendo frazionato per causare emodiluizione e senza esagerare durante i pasti per non diluire i succhi gastrici; bene cibi salati e un po' di zuccheri per reintegrare le calorie perse con il sudore (circa 400 per litro) anche nelle zone tropicali; ridurre al minimo in entrambi i casi l'alcol, solo dopo il tramonto e preferendo la meno alcolica birra, diffidando però di quelle indigene non garantite igienicamente. Per i cibi ricordarsi che aglio, peperoncino e spezie non bastano a garantire l'igiene. Nei paesi freddi meglio cibi calorici (energia più rapida dai carboidrati), bevande calde, evitare l'alcol". Le dieci regole d'oro SIMVIM specificano acqua purificata, cibi ben cotti e caldi, frutta sbucciata da sé, no alle verdure crude né ghiaccio, latte e derivati solo pastorizzati, no ai molluschi e pesce crudo, lattine asciugate se nel ghiaccio, acqua purificata anche per lavarsi i denti, meglio evitare piatti su bancarelle o in situazioni poco raccomandabili. "Giusta la curiosità alimentare, ma con cautela perché ci sono anche pericoli da cibi animali e vegetali" esemplifica poi Zamparo "come la ciguatera (da pesci intossicati con ciguatossina in acque corallifere), l'avvelenamento da fugu (piatto di pesce palla da cui va tolta la tossina), l'allergia da tonni e sgombri in certi periodi carichi d'istamina, l'intossicazione da molluschi contaminati da alghe o uova di stelle di mare. Per i vegetali, attenti per esempio ad arachidi crude con possibili muffe pericolose, ad altri legumi e alle farine, a frutti sconosciuti".

Cautele con bambini, anziani, malati
"I molluschi crudi o poco cotti restano la causa più comune di epatite virale A, seguiti da acqua o verdura contaminata" aggiunge Vincenzo Nicosia, segretario SIMVIM. "Altro contagio è attraverso persone itteriche e bambini negli asili e nei reparti di pediatria, e la vaccinazione è indicata anche in età pediatrica: in Italia si è scesi dai 10 casi/100.000 del 1985 ai 3,5/1.000.000, con incrementi nel '96-'97 in Puglia e Campania seguiti da immunoprofilassi di massa". Quanto alla tipologia dei viaggiatori, categorie particolari sono bambini, anziani, malati cronici. "Sotto i due anni meglio evitare zone a igiene scadente e con i bimbi in genere controllare bene quella di alimenti e bevande" continua Zamparo. "L'altro rischio principale è la disidratazione, problema comune agli anziani che avvertono anche meno la sete. Questi ultimi, ma non solo, possono avere patologie: l'iperteso che viaggia dovrà ridurre il sale, il diabetico gli zuccheri, il nefropatico le proteine, l'allergico alimenti di cui non conosce la composizione, e così via; tutti dovranno avere con sé i farmaci".

Elettra Vecchia

Fonte
Conferenza stampa SIMVIM, Milano 25 giugno 2007





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