Emergenza? Da un pezzo

27 luglio 2007

Emergenza? Da un pezzo



Quando nel fine settimana del 16 luglio si sono contati 36 morti in 34 incidenti stradali si è parlato di stragi e di emergenze nazionali, però, come ricordava un articolo del Giornale di Milano, lo scorso anno nella stessa occasione i morti erano stati 38 in 40 incidenti. Quindi un fenomeno consolidato, tanto che si sa che il 45% degli incidenti avviene tra il venerdì e il sabato.
Le cause sono molte, ma dal 30 al 50% degli incidenti dipende dalla guida in stato di ebbrezza.
L'ebbrezza è molto più facile da raggiungere di quanto si creda. E' dal 1984 che si sa che già con un'alcolemia di 0,2 g/l (meno della metà del limite massimo ammesso oggi, lo 0,5 g/l), una persona su cinque comincia a mostrare incertezza alla guida e un allungamento del riflesso allo stimolo visivo. Con lo 0,3% comincia il deficit del senso di profondità (cioè la valutazione delle distanze), con 0,4 g/l decade il riflesso corneale e, a meno che non si viaggi a 50 all'ora, peggiora in modo già pericoloso la capacità di guidare. A 0,5 g/l, che è la soglia massima, una persona su 3 non è già più in grado di guidare. E, ovviamente, salendo l'alcolemia la prestazione peggiora ulteriormente. A questo si aggiunga che l'alcol aumenta l'aggressività, spingendo il cervello a ignorare gli stimoli che dovrebbero indurre alla cautela; in altre parole, si coglie il curvone da fare veloce, ma non l'albero in posizione pericolosa, o l'auto che sopraggiunge in senso opposto.

Non è questione di scienza
Ma questa è la scienza, che può spiegare, ma non reprimere o controllare. Sul piano legislativo l'Italia ha già fatto alcuni passi avanti: il limite alcolemico era pari a 0,8 g/l ed è stato abbassato a 0,5 g/l(ma in Svezia è zero) e, diversamente a quanto accade in alcuni stati degli Stati Uniti, in caso di guida in stato di ebbrezza la patente viene sospesa subito, non dopo il processo. A questo proposito, una ricerca condotta negli Stati Uniti ha dimostrato che questa misura salva 800 vite l'anno, che non è poco. Il ministro degli Interni Giuliano Amato ha anche proposto il sequestro, se non la confisca, del mezzo a bordo del quale si è commessa l'infrazione. Il punto però restano i controlli, che non sono poi molto frequenti, e non per colpa della Stradale: controllare costa, in uomini, in mezzi e per la spesa pubblica tira una pessima aria, come se equivalesse sempre e comunque a uno spreco (!). E, peraltro, sarebbe il caso di rendere più efficaci i controlli anche evitando che chi è ampiamente recidivo possa comunque riprendere a guidare passato il periodo di sospensione. Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di sanità (ISS), ha presentato alcune proposte per limitare le morti correlate all'abuso di alcol: riconsiderare i livelli attuali di alcolemia consentiti alla guida e valutare l'opportunità di abbassare il limite attuale di 0,5 g/l; valutare l'opportunità di introdurre livelli di alcolemia consentiti alla guida pari a zero per i giovani fino a venti anni.
''Non esistono limiti da considerarsi sicuri" ha spiegato Scafato. "La ricerca mondiale ha dimostrato una forte riduzione negli incidenti stradali quando i livelli di alcolemia consentiti sono stati abbassati".

Prevenzione richiede decisione
Però, detto questo, si resta sempre nel campo della repressione. Sul piano della prevenzione, forse, occorrerebbe essere meno timidi. Il ministro Turco ha detto che si deve regolamentare la pubblicità di alcolici in Italia. E, per questo, chiede "alle aziende un'assunzione di responsabilità nel regolamentare i messaggi pubblicitari". In secondo luogo, propone di etichettare le bottiglie avvertendo dei pericoli che l'alcol comporta, almeno per i superalcolici. "Senza però alcuna imposizione - ha puntualizzato - ma attraverso un tavolo di concertazione condivisa". Che dire? Al momento dell'apposizione di analoghe scritte sui pacchetti di sigarette si fu, in tutta Europa, molto decisionisti. "Per riuscire a combattere efficacemente le stragi del fine settimana servirebbe una legge. Dunque bisognerebbe convincere il Parlamento, dove finora sono emerse delle resistenze" ha detto Emanuele Scafato "Per ora i politici italiani tutelano maggiormente gli interessi di convenienza economica che quelli di tutela della salute servirebbe una legge. Anche perché l'alcol è, in fin dei conti, una sostanza tossica e psicoattiva, che crea dipendenza e dunque assimilabile a una droga". Scafato ritiene che una etichettatura che fornisca maggiori informazioni possa rappresentare un modo in più per combattere l'abuso e gli incidenti stradali: invece di parlare di limiti quantitativi in astratto, su ogni bottiglia bisognerebbe indicare con quanti bicchieri di quella bevanda si superano i limiti di legge per mettersi alla guida". Un primo passo per arrivare a un messaggio ancora meno equivoco, "e cioè che se si guida non si beve. Questo - ha concluso Scafato - è l'approdo finale. Una indicazione chiara, impossibile da fraintendere".
Parole sante, e peraltro, almeno per quanto riguarda le autostrade, si potrebbe anche fare qualcosa di più: togliere vino e superalcolici dagli autogrill.

Maurizio Imperiali

Fonte
Immediate license suspension for DWI saves 800 lives each year. Eurekalert. 24 luglio 2007





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