Con prudenza, ma si può

08 luglio 2005

Con prudenza, ma si può



Viaggiare, di per sé, al di là degli aspetti romantici, comporta dei rischi. Allontanarsi da abitudini alimentari, clima, condizioni igieniche familiari crea comunque un disagio al quale bisogna adeguarsi lentamente. E non è un caso che siano state coniate espressioni come "diarrea del viaggiatore" per intendere condizioni tutt'altro che piacevoli e in certi casi pericolose, che possono accompagnare la villeggiatura. La pericolosità non dipende tanto dalla gravità del disturbo, quanto da chi lo contrae. Esistono infatti categorie a rischio che per questo o per altri motivi possono subire gravi conseguenze che, oltre a rovinare il viaggio, possono mettere a rischio la salute.

Pancioni in viaggio
Già solo essere incinte comporta la necessità di ricorrere a certi accorgimenti. Non costituisce a priori una controindicazione a viaggiare, il primo trimestre o il termine della gravidanza sono periodi che richiedono particolare attenzione. E' anche vero che se le precedenti gravidanze sono state problematiche (aborti spontanei o minacce, parti pretermine, gravidanze extrauterine) se si tratta di una gravidanza multipla, o si sono verificati episodi di incontinenza cervicale o, infine, si soffre di ipertensione o diabete gestazionale i rischi aumentano. Altre patologie rischiose sono lo scompenso cardiaco o valvulopatie cardiache, tromboembolie, e anemia. Il volo aereo se di lunga durata rappresenta una complicazione dopo la 36° settimana, dopo la 32° se è multipla. Se si soffre di tromboflebiti è consigliabile indossare calze elastiche e scegliere il sedile sul corridoio così da potersi alzare e camminare per 15 minuti ogni ora. Bisogna bere molto e non consumare cibi che provocano meteorismo perché la pressione della cabina tende a espandere i gas provocando un notevole disagio. Il rischio aumenta nei paesi ad alta quota e laddove ci sono malattie a trasmissione oro-fecale endemiche (l'epatite A, per esempio) o malaria resistente alla clorochina. Per la malaria si adottano misure di tipo fisico (abiti coprenti, zanzariere, aria condizionata), di tipo chimico (insetticidi e repellenti) o chemioprofilassi con la clorochina. Le vaccinazioni non sono vietate in assoluto, anzi, quelle allestite con agenti uccisi, con inattivati polisaccaridici o con tossine (per difterite, epatite B, influenza, meningite meningococcica) si possono praticare. Tuttavia la decisione va presa insieme al proprio medico valutando il bilancio rischio/beneficio.

Cuori deboli
Essere affetti da una malattia è giù un rischio normalmente, figuriamoci in viaggio!Le patologie cardiovascolari e polmonari per esempio esigono attenzioni già durante il viaggio. Il problema è l'altitudine, controindicata se nelle precedenti 4-6 settimane si sono verificati infarto, scompenso cardiaco, aritmia grave, interventi di chirurgia toracica, bronchiti, enfisema polmonare grave, ipertensione grave non controllabile con farmaci. In accordo con la compagnia aerea è ora possibile portare a bordo bombole di ossigeno. In aereo, per effetto della pressurizzazione della cabina è come trovarsi a 1500-2000 metri sul livello del mare il che induce l'organismo ad aumentare leggermente la frequenza respiratoria e cardiaca. Valgono le stesse regole citate per le donne gravide e in aggiunta bisogna avere nel bagaglio a mano i farmaci abituali e di emergenza. Se la meta è un paese in quota, l'ascensione deve essere organizzata in tappe programmando soste di due o tre giorni alle varie altitudini.

Sangue dolce
Per chi soffre di diabete va programmato con largo anticipo tutto il viaggio. Il cambiamento di clima, alimentazione, attività fisica, nonché di fuso orario possono incidere sul controllo della glicemia. I soggetti in trattamento insulinico che affrontano più di cinque fusi orari devono tenere presente che se vanno verso ovest all'arrivo devono consumare un pasto leggero e assumere un quarto della dose giornaliera; se vanno verso est, alla partenza devono assumere tre quarti della dose e all'arrivo riprendere il ritmo di somministrazione normale. I flaconi di insulina devono essere conservati a temperatura costante compresa tra 2° e 4° C e mai superare i 30°C. In alcuni paesi inoltre, sono in uso le siringhe U-40 o U-80 (quindi che usano le vecchie unità standard, ma non le U-100) quindi bisogna controllare la dose o, meglio ancora, partire con una scorta adeguata.In tutti i casi, dalla gravidanza alle malattie specifiche, bisogna portare con sé un certificato medico, scritto anche in altre lingue, che in caso di necessità, dia indicazioni a chi soccorre per agire nel modo più corretto possibile.

Simona Zazzetta

Fonte
Conferenza stampa SIMVIM, Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni. Milano 24 giugno 2005



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