La ragione delle Regioni

26 gennaio 2007

La ragione delle Regioni



Che cosa ha realmente portato la Finanziaria in fatto di spesa sanitaria del cittadino? Una cosa è rimasta: il ticket sulle prestazioni improprie al Pronto Soccorso, mentre i 10 euro di partecipazione alla spesa sulle prescrizioni di indagini diagnostiche e visite specialistiche non c’è più. O meglio non c’è più come tale, perché siccome avrebbe comportato una certa entrata economica, le Regioni potranno o dovranno sostituirlo con altri prelievi. Infatti è stato comunicato che “in alternativa al ticket di 10 euro, le Regioni potranno adottare altre forme di partecipazione alla spesa o di responsabilizzazione dei cittadini, che abbiano effetti equivalenti in termini finanziari e di controllo dell'appropriatezza”.

In effetti non era certo la prima volta che una legge finanziaria introduceva dei ticket su prestazioni sanitarie: fino al precedente governo dell’Ulivo c’era anche il ticket sui farmaci, poi rimosso, poi reintrodotto qua e là. Ed è proprio il “qua e là” il centro della questione, e il motivo per cui la nuova posizione ha suscitato ribellioni un po’ ovunque. Ormai, la sanità non è più in larga misura una sanità nazionale, se non forse nel grosso del finanziamento e nelle linee generali. E così, di fronte a una dotazione dallo stato che poteva o meno essere adeguata nella pratica alle necessità regionali, ciascuna amministrazione provvedeva da sé.
Prendiamo il ticket sul pronto soccorso: era già presente in  Abruzzo (da 21 a 36 euro), Emilia Romagna (23 euro), Friuli Venezia Giulia (da 7,74 a 23,4), Lombardia (da 35 a 50), Marche, Provincia di Bolzano, Sardegna (15 euro), Toscana (stesso ticket previsto per la specialistica) come Umbria, Val d’Aosta e Veneto. Insomma c’era un po’ dovunque a ben guardare e aveva peraltro avuto origine da una legge nazionale. L’arrivo di un ulteriore prelievo rischiava effettivamente di farsi sentire parecchio, nel caso che andasse semplicemente a sommarsi a quelli già esistenti.

Quando non conviene il SSN
Addirittura, come è stato segnalato, poteva creare situazioni in cui tanto valeva accedere alla prestazione direttamente a pagamento. Un esempio può chiarire: in Lombardia una radiografia di un’articolazione, due proiezioni, costa attorno ai 55 euro se pagata direttamente. Se richiesta attraverso il Servizio sanitario regionale si ha un ticket massimo di 46 euro, se sommiamo i 10 della nuova finanziaria diventano 56. Difficile dire che il gioco vale la candela, specie considerando le pratiche accessorie come recarsi dal medico di famiglia, fare la prenotazione eccetera. E questo genere di rilievi è bipartisan, come si dice oggi: se in Lombardia sono i sindacati a farsi carico della lotta al ticket, accenti analoghi ha l’opposizione di centrodestra in Lazio (Regione governata dal centrosinistra): ''I problemi causati da questo ticket – ha detto il capogruppo di Forza Italia Pallone - sono principalmente due: l'aggravio di spesa a carico degli assistiti, di gran lunga maggiore di quanto annunciato” e l'invito al cittadino ''a pagare l'intero prezzo della prestazione al privato anziché sostenere l'onere del ticket rivolgendosi alle strutture del Ssn. E' evidente che errori così determinanti rischiano di produrre una disaffezione dei cittadini nei confronti del sistema pubblico ed è facile prevedere - conclude - che l'annunciata modifica legislativa non cambierà comunque il principio di fondo. A pagare saranno sempre i cittadini”. Anche se, è bene farlo presente sempre, è prevista l’esenzione per le fasce più fragili: bambini e adulti oltre I 65 anni.

E se si abolisse il tutto?
E’ vero, non tutte le Regioni hanno deciso di sommare i ticket a quelli già esistenti, la Toscana, per quanto riguarda quello sul pronto soccorso, non lo ha fatto. Ma resta il fatto che i trasferimenti dallo Stato alle Regioni sono stati rideterminati come se quell’introito ci fosse effettivamente. Insomma, sembra una manovra concepita come se esistesse un’omogeneità di condizioni  sul territorio nazionale che ormai è un fatto del passato. Tanto che “è chi spinge per soluzioni più radicali: Cittadinanzattiva Tribunale dei diritti del malato chiede di sospendere subito il ticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche e diagnostiche. Ma anche di abolire il ticket di 25 euro sui codici bianchi al pronto soccorso. ''In attesa che la revisione proposta dal ministro della Salute diventi operativa e inserita nel decreto Milleproroghe - aggiunge in una nota Cittadinanzattiva - sollecitiamo la Turco a sospendere l'applicazione dei ticket per evitare ulteriori disagi ai cittadini e non creare confusioni e incertezze negli operatori delle strutture sanitarie”. Sì, perché tra l’altro si è posto un problema anche per ASL e Ospedali: alla prestazione prenotata a novembre 2006 e ricevuta a gennaio 2007, quale ticket si applica?

Maurizio Imperiali



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