Liberarsi dal dolore

21 dicembre 2006

Liberarsi dal dolore



Si è dovuto attendere l'inizio dell'autunno del 2006 per vedere l'Italia adeguata alla linea europea sulla gestione della terapia del dolore. E con un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, il ministro della Salute Turco ha voluto potenziare uno strumento importante per affrontare patologie gravi e incurabili.

Prescrizione semplice
La novità più importante introdotta con il provvedimento è la semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute. L'obiettivo è quello di rendere più facile la prescrizione dei farmaci antidolore, inclusi gli oppiacei, per l'utilizzo dei quali l'Italia si colloca tra le ultime posizioni in Europa. Innanzitutto viene semplificata la prescrizione dei farmaci oppiacei consentendo al medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale, eliminando le difficoltà burocratiche che spesso rendono difficili tali prescrizioni. Inoltre viene consentita la prescrizione dei medicinali oppiacei anche al di fuori delle patologie oncologiche e quindi per malattie croniche e invalidanti, nelle quali un'adeguata terapia del dolore è imprescindibile. In più per aggiornare l'elenco dei farmaci oppiacei sarà sufficiente un decreto ministeriale e non le ben più complesse modifiche legislative. Inoltre, il decreto prevede che si renda più agile la gestione dei registri per il controllo del movimento degli stupefacenti a uso terapeutico, facilitando così il lavoro di medici e farmacisti. La novità più eclatante consiste invece nell'inclusione di stupefacenti a uso terapeutico introdotti in tabella. Accompagnata dalla recente ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che dà il via libera all'importazione di medicinali a base di cannabinoidi.

Cannabinoidi in tabella
I principi farmacologici sono il dronabinolo, il nabilone e la miscela sintetica dei due. Il nabilone è un derivato sintetico del tetraidrocannabinolo (THC), che è il capostipite delle svariate sostanze chimiche appartenenti alla famiglia dei cannabinoidi. La sua efficacia è stata dimostrata in vari studi clinici nei casi di nausea e vomito secondari a chemioterapia. E per tale uso è stato registrato, per esempio, in Gran Bretagna. Ma un altro utilizzo già ampiamente sperimentato riguarda il trattamento sintomatico dei disturbi correlati all'AIDS. Dronabinolo, l'altro farmaco approvato THC sintetico, si è dimostrato efficace nella stimolazione dell'appetito dei pazienti malati di AIDS. E con questo uso è stato registrato dalla FDA. A questi utilizzi si aggiunge naturalmente la terapia del dolore e la prospettiva è di utilizzare questi farmaci nella terapia del dolore per malattie che vanno dalla sclerosi multipla all'artrite reumatoide.

Parto dolce
Sempre nello stesso periodo il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il disegno di legge "la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato". Provvedimento grazie al quale l'analgesia epidurale viene inserita nei Livelli essenziali di assistenza, quindi a carico del Ssn in tutta Italia. Il ricorso all'anestesia è oggi la scelta del 60% delle donne che spesso sono sottoposte all'anestesia epidurale o combinata spinale-epidurale. L'obiettivo è eliminare il dolore che sopraggiunge all'inizio del travaglio, trasmesso attraverso le radici dei nervi sacrali, lombari e basso toracici. Ma è anche una scelta elettiva per la gestione del dolore operatorio e post operatorio del parto cesareo, programmato o di emergenza. Anche perché l'esclusione dell'anestesia generale è dettata dall'elevato rischio di morte, 17 volte più alto, riscontrato nelle pazienti di ostetricia.
Con questi strumenti di legge, in un momento storico in cui spesso i temi etici condizionano le scelte mediche, dovrebbe diventare più semplice gestire il dolore in pazienti che chiedono soltanto di non sentirlo.

Simona Zazzetta
Marco Malagutti



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