Stato sanitario 2000

20 giugno 2008

Stato sanitario 2000



Il ministro Umberto Veronesi ha presentato pochi giorni fala relazione sullo stato sanitario del paese nell'anno2000, corredata di informazioni e progetti a tutto campo,nell'ottica di una gestione globale della salute deicittadini.
Dalla sanità, quindi, alla salute: visti i recenti enumerosi successi della medicina, l'interesse, primacentrato sulle malattie, si allarga e prende ora inconsiderazione tutti gli aspetti del vivere sociale chepossono influenzare il benessere degli individui.
Questi sono i progetti per il futuro, da realizzare alivello sanitario, ambientale, lavorativo e del singolo,attraverso l'acquisizione di abitudini di vita corretteper se stessi e per gli altri. Molto c'è ancora da farein termini di prevenzione, sicurezza ambientale, sicurezzasul lavoro, inquinamento atmosferico e acustico, igiene(smaltimento dei rifiuti), incidenti stradali, ma questiobiettivi ambiziosi si possono affrontare grazie anche albuon funzionamento del servizio sanitario nazionale.

Ecco i dati più significativi emersi dalla relazione.
  • Negli ultimi anni si è verificato uninvecchiamento progressivo della popolazione, comerisultato di due fattori concomitanti: l'allungamentodella vita media e la diminuzione della natalità. Nelcentro Italia gli uomini godono di una vita media di76,3 anni e le donne di 82,4 anni, nel resto del paesela sopravvivenza maschile è simile mentre le donne chevivono al sud hanno un anno di svantaggio nei confrontidi quelle residenti al nord e al centro. I figli sono,in media, 1,2 per famiglia quindi con meno giovani e piùanziani cambiano sostanzialmente le necessità diassistenza della famiglia.
  • La mortalità tra i giovani di etàcompresa tra i 15 e i 34 anni ha subito una nettissimariduzione, mantenendo purtroppo un triste primato tra isessi. I maschi, infatti, muoiono quasi 3 volte piùdelle femmine, per tutte le cause (incidenti stradali,suicidi, tossicodipendenza, AIDS, decessi neonatali).
  • Le malattie cardiovascolarirappresentano la prima causa di morte nella popolazionein generale, e la seconda causa (dopo i tumori) negliadulti. Tuttavia mietono sempre meno vittime grazie aiprogressi ottenuti con la prevenzione, farmaci piùefficaci e nuove tecniche chirurgiche. Le percentuali dimorte si sono ridotte in maniera molto netta, sia negliuomini sia nelle donne, soprattutto nella fascia d'etàdai 60 ai 79 anni.
  • Anche per i tumori maligni si è avutauna diminuzione della mortalità, seppure più contenutarispetto a quanto visto per le malattie del cuore edelle arterie, attribuibile a prevenzione e diagnosiprecoce. La percentuale di decessi è calata dell'1%,un dato comunque significativo se si considera che,negli anni precedenti, era in costante aumento. Icarcinomi di trachea, bronchi e polmoni, più frequentinegli uomini, stanno guadagnando terreno anche nelledonne a causa dell'aumento delle fumatrici; lamortalità nei due sessi si sta avvicinando ma gliuomini sono tutt'ora colpiti 5 volte più delle donne.Per il tumore della mammella, tipicamente femminile, lamortalità si è lievemente ridotta.
  • Le malattie respiratorie sono la terzacausa di morte, in calo soprattutto tra gli uominigrazie a cure più efficaci e alla diminuzionedell'abitudine al fumo.
  • Le malattie degli organi delladigestione, soprattutto stomaco e intestino, colpisconomaggiormente la popolazione maschile, tuttavia lamortalità negli ultimi 5 anni si è ridotta del 10% neimaschi e solo del 4% nelle femmine.
  • Le malattie degenerative del sistemanervoso centrale (morbo di Parkinson, demenza diAlzheimer) sono in aumento a causa della diminuzione dimortalità per altre cause. Anche in questo caso lamortalità è in calo e si concentra, comunque, dopo i60 anni.
  • I disturbi mentali sono sempre piùdiffusi nella popolazione in generale e in tutte lefasce d'età. L'ansia con tutte le suemanifestazioni colpisce il 15% degli italiani, con unforte  affligge il 10% della popolazione.Dimenticati i manicomi, il servizio sanitario nazionaleha provveduto a eliminare i ticket sulle visitepsichiatriche, includere i farmaci antipsicotici eantidepressivi in fascia A, aumentare il numero diconvenzioni tra strutture pubbliche e private.
  • Le malattie infettive e parassitarie siriducono sempre più grazie al miglioramento dellecondizioni igieniche e alla diffusione dellevaccinazioni. Il Piano nazionale vaccini, approvato allafine del 1999, fornisce gli strumenti legislativi eoperativi per far sì che i vaccini siano accessibili aibambini di tutto il paese. La mortalità, se si escludel'AIDS che si concentra nei giovani, colpiscesoprattutto le persone più anziane, che sono le piùdeboli.
  • Diminuisce il numero di nuovi casi diAIDS conclamata perché le nuove cure farmacologichehanno prolungato a 5 anni il tempo di latenza dellamalattia. Resta invariata, invece, la distribuzionegeografica con più casi al nord e in alcune aree delcentro rispetto al sud della penisola. Si amplianoconsiderevolmente i serbatoi d'infezione: aumentano icasi di trasmissione sessuale (sia omo sia etero) mentrediminuiscono le infezioni tra i tossicodipendenti;quindi diventa sempre più prioritario limitare icomportamenti a rischio. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanitàha messo a confronto i sistemi sanitari dei 191 paesi membridell'ONU e l'Italia ha meritato il secondo posto per ilrendimento complessivo. Merito di una rete di assistenzacapillare: ogni cittadino ha un medico curante e, albisogno, può disporre anche di un pediatra di liberascelta, servizio pubblico, quest'ultimo, che non èfornito da nessun altro paese. L'assistenza in ospedale,inoltre, è garantita a tutti anche per le necessità piùonerose, servizio anche questo che ci distingue da altripaesi. 
In breve in Italia gli interventi e i provvedimenti, che sisiano dimostrati utili, sono garantiti a tutti con unlivello di assistenza di qualità ottima (in media).Ciononostante quasi un Italiano su due si dichiarainsoddisfatto e sembra non percepire il rendimento che civiene riconosciuto all'estero. Colpa della poca attenzioneriservata all'aspetto umano del paziente: l'efficienzadelle cure va a scapito del rispetto dell'individuo e diuna comunicazione semplice e chiara. Colpa anche, è il casodi aggiungere, della burocrazia che affligge tutti gliapparati statali italiani. A questo proposito l'abolizionedei ticket sui farmaci, la semplificazione delle note CUF el'approvazione di procedure semplificate per laprescrizione di morfina sono sicuramente una svoltaconsiderevole nel rapporto medico paziente.

Elisa Lucchesini





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