Atletica triade

22 febbraio 2006

Atletica triade



Sono passati circa 15 anni da quando per la prima volta l'American College of Sports and Discipline Medicine, riconobbe nella concomitanza di alcuni sintomi, una sindrome che colpiva le giovani atlete. Fu chiamata triade delle atlete, proprio perché caratterizzata da tre gravi disturbi, tra loro interdipendenti: comportamenti alimentari anomali, disfunzioni del ciclo mestruale e ridotta massa ossea, cioè osteoporosi. Non sono molti gli studi che hanno monitorato questa sindrome, in un caso era stata segnalata nelle donne soldato impegnate attivamente sul campo e nelle atlete impegnate in competizioni, ma senza specificare se ognuna presentava contemporaneamente i tre aspetti considerati.

Il disturbo c'è, anche se varia
Ci sono parecchi studi invece che hanno monitorato singolarmente i tre aspetti della triade e in genere sono stati condotti in gruppi di donne giovani ma adulte, atlete sopra i 19 anni o universitarie.
Le stime di prevalenza riportate per i disturbi del comportamento alimentare variavano dal 15 al 62%. L'ampia variazione è attribuibile ai diverti metodi usati per verificare e per classificare le osservazioni fatte. Considerando la popolazione femminile generale in età adolescenziale, l'attitudine ai disordini alimentari interessava il 13-20%, e in una quota variabile dallo 0,4 al 4% dei casi è stato riconosciuto un comportamento patologico (vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici).
Le disfunzioni del ciclo mestruale sono state individuate con maggior frequenza nelle atlete universitarie, sempre con una fluttuazione piuttosto ampia: dal 3,4 al 66%, dovuta oltre che alle diverse metodologie di raccolta dati, anche ai diversi sport scelti. Il disturbo in questo caso si spiegava con le forti variazioni di peso, l'insufficiente disponibilità di energia rispetto a quella consumata, e lo stress associato all'intenso e frequente allenamento in assenza di equilibrio energetico. La letteratura sulla perdita di massa ossea nelle atlete adolescenti è piuttosto scarsa, ma è anche noto che il picco di accrescimento della massa ossea è strettamente legato al momento della comparsa del ciclo mestruale (menarca).

Uno su tre basta per allarmarsi
Per cercare di completare il quadro, si aggiungono dati più recenti, di una ricerca che ha focalizzato l'attenzione sulle atlete universitarie (quindi più giovani di quelle finora monitorate) e sulla triade intesa come sindrome. Nel tentativo ultimo di comprendere le relazioni tra i tre aspetti. Le ragazze selezionate erano 170, avevano tra i 13 e i 18 anni se già mestruate, altrimenti tra i 16 e i 18 anni, e praticavano vari tipi di sport: corsa campestre, calcio, softball, nuoto, pallavolo, tennis e lacrosse (una sorta di hockey). Sono stati verificati con un questionario eventuali comportamenti alimentari anomali e lo stato mestruale distinto in eumenorrea, cioè ciclo normale, e oligomenorrea (ciclo lungo) o amenorrea (scomparsa del ciclo); infine sono stati misurati l'indice di massa corporea (BMI) e la densità minerale ossea. Il 18,2% delle ragazze aveva un'alimentazione disordinata, il 23,5% presentava irregolarità del ciclo e il 21,8% aveva BMI basso per l'età, e il 4,1% aveva caratteristiche di bassa densità ossea.
La combinazione dei tre disturbi si presentava solo in due casi (1,2%) e in 10 si riscontravano due disturbi della triade. Inoltre, ampliando il campione a ragazze, con le suddette caratteristiche, che però non si erano sottoposte alla misura della densità ossea, in totale circa 400, 19,6% si aveva disturbi del comportamento alimentare e il 20,2% aveva irregolarità mestruale, percentuali più o meno simili al campione ristretto. Tra i comportamenti disturbati venivano riferiti vomito (7%), compulsione (6,5%) uso di lassativi (1,8%) e di diuretici (1,2%). I dati raccolti non dimostrano certo che la cosiddetta triade dell'atleta sia una sindrome diffusa e comune, anzi. Però, è anche vero che compaiono due dei tre elementi in una certa percentuale e che più o meno il 20% ha almeno uno dei disturbi. Il che depone a favore di una preoccupazione per il rischio di sviluppare la triade, in presenza di almeno uno dei tre elementi, qualora si mantenesse il regime patologico riscontrato. Nell'ottica della prevenzione, la verifica dei comportamenti alimentari e della regolarità del ciclo mestruale, nelle scuole medie superiori, potrebbe essere un primo passo per fare emergere situazioni a rischio su cui intervenire con programmi di educazione e informazione.

Simona Zazzetta


Fonte
Nichols JF et al. Prevalence of the female athlete triad syndrome among high school athletes.
Arch Pediatr Adolesc Med. 2006 Feb;160(2):137-42.



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