Esercizi roventi

24 giugno 2005
Focus

Esercizi roventi



L'estate è la stagione dell'aria aperta, ma pone comunque qualche difficoltà quando si tratta di attività intensa. Non a caso, dal paese delle statistiche, gli Stati Uniti, giunge il dato che tra gli atleti delle squadre liceali, le patologie legate al caldo rappresentano la terza causa di morte. Se questo vale per atleti che si suppone preparati, figurarsi per chi si riscopre sportivo solo in vacanza. Infatti tra i fattori di rischio che rendono più facili i malori e il vero e proprio colpo di calore vi sono: il sovrappeso, la scarsa forma, la mancanza di acclimatazione e disturbi respiratori (bronchite, raffreddore) e intestinali (diarrea, infezioni).

Sette chili in poco tempo
Con un po' di fisica, è facile spiegare come accada che chi fa esercizio al caldo possa andare incontro a conseguenze negative. Intanto è la norma che la disidratazione dovuta al sudore raggiunga anche il 5-10 per cento del peso corporeo, come dire che un uomo di 70 kg può perdere anche sette litri di acqua. D'altra parte, per ogni punto percentuale di peso perso per disidratazione, la temperatura interna del corpo aumenta 0,15-0,2 gradi. Ovviamente, l'innalzamento della temperatura comporta ulteriore disidratazione e il cerchio si chiude per arrivare al colpo di calore. L'unico modo di non far chiudere il cerchio, anche se sembra banale, è bere, innanzitutto acqua. Bere prima di cominciare l'esercizio, perché non si deve essere disidratati già in partenza, bere durante e continuare dopo, per reintegrare i fluidi persi. Ovviamente, abiti leggeri e quanta più pelle scoperta possibile, così da favorire l'evaporazione del sudore e il raffreddamento che ne consegue. Altrettanto importante, soprattutto se si passa da un clima più mite a uno più caldo, è l'acclimatazione: la ricerca della massima prestazione deve avvenire per gradi, concedersi almeno una settimana è doveroso.

Quanto alle donne e ai bambini...
Se questa è la regola generale, vi sono i casi particolari in cui si deve fare ancora più attenzione. Come nel caso delle donne, per le quali entrano in gioco le fluttuazioni di estrogeni e progesterone collegate al ciclo mestruale. Il progesterone, tra gli altri effetti, ha anche quello di alterare il bilancio dei fluidi a livello dei tubuli renali, in altre parole di aumentare la quantità di acqua escreta con le urine. Ci sono prove che nella fase luteinica, l'aumento del progesterone comporta un innalzamento della temperatura interna e di quella cutanea, così come un'alterazione della temperatura alla quale si comincia a sudare. Tutte circostanze che possono aggravare gli effetti disidratanti dell'esercizio in un ambiente caldo. Ben più forti i rischi per i bambini. Infatti, in età pediatrica la termoregolazione è molto meno efficiente. In definitiva, il bambino, quando è impegnato in attività che richiedono di camminare o correre sviluppa per chilo di peso, una quantità di calore, dovuta all'attività metabolica, superiore a quella dell'adulto: se si trattasse di un motore si direbbe che "scalda" di più. Questo non è tutto: siccome in rapporto alla massa il bambino ha una superficie corporea maggiore, ecco che accumula più facilmente il calore ambientale in un clima caldo, esattamente come si raffredda più facilmente in un ambiente freddo. Ultimo aspetto, il bambino ha una capacità di sudare ridotta. Insomma, attenzione, soprattutto quando si raggiungono i 34-35 gradi. Infine c'è un aspetto comportamentale: sete o non sete i bambini bevono meno volentieri degli adulti e quindi ricorrere a bevande aromatizzate, o leggermente saline può aumentare lo stimolo a idratarsi. Perché anche per donne e bambini la prevenzione è sempre la stessa.

Maurizio Imperiali

Fonti
Coris EE et al. Heat illness in athletes: the dangerous combination of heat, humidity and exercise. Sports Med. 2004;34(1):9-16

Marsh SA, Jenkins DG. Physiological responses to the menstrual cycle: implications for the developmentof heat illness in female athletes. Sports Med. 2002;32(10):601-14.

American Academy of Pediatrics. Committee on Sports Medicine and Fitness Climatic heat stress and the exercising child and adolescent.. Pediatrics. 2000 Jul;106(1 Pt 1):158-9



Cerca nel sito


Cerca in

ARTICOLI     FARMACI     ESPERTO


Cerca il farmaco
Dizionario medico




Potrebbe interessarti
L’autolesionismo diventa digitale e passa dai social network
Mente e cervello
11 dicembre 2017
Notizie
L’autolesionismo diventa digitale e passa dai social network
Menopausa: vampate e apnee notturne vanno spesso a braccetto
Cuore circolazione e malattie del sangue
07 dicembre 2017
Notizie
Menopausa: vampate e apnee notturne vanno spesso a braccetto
L'esperto risponde