Che la forza sia con te

18 luglio 2008

Che la forza sia con te



Tenere i muscoli in allenamento, si dice. Non è solo una metafora per dire di essere attivi e reattivi, ma, alla lettera, un modo per mantenersi in salute. Al punto di poter incidere nel tempo sulla mortalità totale e, per malattie come tumori e cardiopatie, per l'azione benefica sui fattori che ne predicono il rischio. Lo dimostra un vasto studio di coorte su uomini texani che conferma e amplia per durata di osservazione ed età dei soggetti, dati precedenti. In pratica quello che vale per i professionisti della prestanza fisica, gli atleti, e per gli sportivi amatoriali, conta in una scala più ridotta per chiunque, giovane o anziano, sano o meno sano. Vale a dire che, dice lo studio, mantenere livelli al limite moderati di forza muscolare e funzionalità (fitness) cardiorespiratoria aiuta a ridurre il rischio a distanza di morte per patologia.

Effetto su decessi per tutte le cause
Il ruolo della forza muscolare rispetto alla capacità di svolgere attività quotidiane, fare esercizio fisico, e anche nei confronti della prevenzione, è oggetto crescente di studi; gli esercizi di resistenza la favoriscono e vengono correntemente raccomandati per migliorare la salute e il benessere. Quanto alla fitness, o abilità funzionale, cardiorespiratoria è apparsa un elemento fortemente prognostico per la probabilità di malattia e di morte, in persone sane come per esempio in diabetici, ipertesi, nella sindrome metabolica. Le ricerche precedenti hanno indicato una relazione inversa tra forza muscolare e mortalità totale, dopo l'aggiustamento per fattori confondenti compresa la fitness cardiorespiratoria. Molte di esse avevano però breve durata (4-6 anni) o riguardavano persone in là con gli anni (oltre i 65). Gli autori del nuovo studio prospettico hanno invece analizzato 8.762 uomini tra 20 e 80 anni d'età, partecipanti all'Aerobics Centre Longitudinal Study (ACLS), con un'osservazione media di 19 anni, durante la quale ci sono state 145 morti per malattie cardiovascolari e 199 per cancro. Si sono misurate la forza muscolare, la fitness cardiorespiratoria durante esercizio, tutti parametri come età, massa corporea, fumo, alcol, eventuali patologie, familiarità per le stesse, andando a vedere la relazione con la mortalità.
Risultato: la forza muscolare è apparsa inversamente associata in modo marcato con il rischio di morte per tutte le cause e per tumore, dopo l'aggiustamento statistico per i potenziali fattori confondenti compresa la fitness cardiorespiratoria. La relazione inversa c'era anche per il rischio di morte per malattia cardiovascolare, ma più attenuata dopo gli aggiustamenti e non significativa dopo quello per la fitness cardiorespiratoria.

Protezione in giovani e anziani
La forza muscolare si rivela, quindi, inversamente e indipendentemente associata con il rischio successivo di mortalità. Un apparente effetto protettivo che può essere dovuto alla forza in sé, al tipo di fibre muscolari, o essere conseguenza dell'esercizio fisico regolare, nello specifico di resistenza. Risulta da altri studi che l'allenamento di resistenza incrementa la forza muscolare, la massa della muscolatura, la capacità funzionale, l'attività fisica quotidiana, migliora il profilo di rischio cardiovascolare e la qualità di vita: tutti fattori che sono noti come predittivi rispetto al rischio di mortalità. Il beneficio degli esercizi di resistenza si è evidenziato negli uomini come nelle donne, nei giovani e negli anziani, nei normopeso e nei sovrappeso, in individui sani come in cardiopatici. Da stressare soprattutto che nello studio texano l'effetto protettivo legato alla forza muscolare si è evidenziato negli uomini sia sopra sia sotto i 60 anni. Nel complesso, le implicazioni per la salute pubblica di queste risultanze sono potenzialmente importanti. Nel caso per esempio degli obesi, sottolineano gli autori sensibilizzati dall' "epidemia" statunitense, c'è una probabilità sostanzialmente più alta di malattia e di morte: gli esercizi di resistenza possono essere un valido complemento per il controllo del peso, principalmente per l'aumento della massa muscolare metabolicamente attiva; il suo mantenimento sul lungo periodo e conseguente turnover delle proteine muscolari può contribuire a prevenire l'obesità. In generale, è la conclusione, ci vorrebbe un regolare moderato allenamento con esercizi di resistenza che dovrebbero essere complementari e non sostitutivi di esercizi aerobici. Eppure ancora molti non fanno né gli uni né gli altri.

Elettra Vecchia

Fonti
Ruiz R J. E coll. Association between muscular strength and mortality in men: prospective cohort study. BMJ 2008;337;439-447.



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