Vinca il migliore?

30 luglio 2004

Vinca il migliore?



Le accuse si susseguono a tamburo battente e, nell'imminenza dei giochi olimpici di Atene, pesano come macigni. Il colpo di grazia a Marion Jones, plurimedagliata nella velocità alle ultime olimpiadi di Sidney, arriva dall'ex marito CJ Hunter, lanciatore di peso, a sua volta escluso dalle olimpiadi australiane per doping. Dopo il divorzio, circostanza che potrebbe averlo inasprito, e a distanza di quattro anni, Hunter ha denunciato con candore l'ex moglie per aver assunto Epo e altre sostanze proibite. "Ho visto la Jones farsi l'Epo - ha detto Hunter agli inquirenti - e io stesso l'ho aiutata a iniettarsi sotto la pelle". Parole di per sé pesanti che si vanno ad aggiungere a una sequenza di accuse che hanno avuto inizio l'anno scorso con il presunto ritrovamento, annunciato dal New York Times, di un assegno del valore di 7350 dollari firmato dalla Jones a beneficio di Victor Conte. Poco male se non fosse che Conte è il fondatore della Balco di San Francisco, il laboratorio cui si deve la produzione dell'ultimo ritrovato in materia di doping, il THG o tetraidrogestrinone. A che cosa saranno serviti quei soldi? Legittimo sospettare, considerato che, a rincarare la dose, è arrivata un'altra rivelazione, questa volta del San Francisco Chronicle, da parte di un individuo che sostiene di essere stato nutrizionista presso il Balco e dice di aver fornito personalmente steroidi a Marion Jones e al suo attuale compagno, a sua volta velocista, Tim Montgomery. Ma non è finita qui, perché il San Jose Mercury News ha parlato di una lista contenente i nominativi di 27 atleti che avrebbero beneficiato delle attenzioni del Balco. Ci sarà anche Marion Jones? Vere o no, le pesanti insinuazioni non fanno che riaprire una piaga mai del tutto chiusa. Il fenomeno doping, infatti, resta diffusissimo. Un recente articolo di Lancet sostiene che almeno l'80% degli atleti vi abbia fatto ricorso almeno una volta. Mentre secondo un'inchiesta della rivista americana Sports illustrated, la quasi totalità degli atleti, se ci fosse la garanzia di non essere scoperti prenderebbe sostanze per assicurarsi la vittoria. La metà dei quali lo farebbe addirittura se la conseguenza fosse la morte dopo qualche anno (!!!). Con un eufemismo si potrebbe dire che la situazione è preoccupante, anche perché si fa a gara a trovare sostanze sempre più efficaci, ancora non codificate. Come il THG. Ma di che cosa si tratta?

Il caso THG
Il THG è uno steroide derivato dal gestrinone, che è inserito fra gli steroidi anabolizzanti androgeni nella lista dell'agenzia mondiale antidoping (ADA) per il 2004. Si tratta di una sostanza sconosciuta fino all'anno scorso quando, nel mese di giugno, il laboratorio di analisi sul doping statunitense di Los Angeles si è visto recapitare una siringa usata con resti di una sostanza non identificata. Secondo lo sconosciuto mittente, probabilmente un allenatore, si doveva trattare di uno steroide anabolizzante non rintracciabile, fornito da un laboratorio di San Francisco, la Balco di cui sopra, a vari atleti di caratura internazionale. Gli esami condotti hanno mostrato che si trattava di THG e il laboratorio di analisi statunitense ha messo a punto un test per depistare la sostanza, oltre ad avvisare l'agenzia antidoping nazionale (USADA). La sostanza, derivato di un anabolizzante e, quindi, con analoghe caratteristiche, si può produrre con relativa facilità tramite riduzione della sostanza di base gestrinone. Il quale, fra l'altro, è noto in letteratura medica come sostanza contraccettiva orale. Attualmente non viene più usato come contraccettivo, ma per il trattamento della mastopatia cistica fibrosa, dei dolori al seno di origine ormonale e dell'endometriosi, che resta l'indicazione principale della sostanza. Il grosso vantaggio del THG è che è relativamente facile da produrre e che, mantenendo un effetto simile, se non migliore, alla sostanza di base non viene rilevato con i normali metodi di screening. Attualmente non sono ancora disponibili studi scientifici sull'effetto della sostanza per l'aumento delle prestazioni, ma partendo dal meccanismo d'azione del gestrinone si può supporre che il THG abbia un notevole effetto anabolizzante. Ora che, però, si è scovato un metodo di screening e che i contatti tra le agenzie statunitensi hanno ben funzionato si può sperare per il futuro. Le stesse reazioni in America hanno evidenziato una pressione dell'opinione pubblica sugli atleti colpevoli e sulle loro federazioni molto maggiore che solo pochi anni fa. Del resto è recente la denuncia della preoccupante diffusione del doping fra i ragazzini americani. Secondo le stime, più di 500mila alunni delle superiori americane usano prodotti dopanti. Ma si comincia già alle medie. Un segnale che forse è arrivato il momento di dire basta e di poter tornare a dire davvero vinca il migliore. Possibile?

Marco Malagutti


Fonte
New York Times, 23 luglio 2004


 



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