Muscolosi ma fragili

18 marzo 2005

Muscolosi ma fragili



Se fino a pochi anni fa l'abitudine di migliorare la performance atletica attraverso l'utilizzo di sostanze, in particolare di steroidi anabolizzanti, era riservata agli atleti professionisti, oggi non è più così. Secondo le stime, più di 500mila alunni delle superiori americani usano prodotti dopanti. L'esempio arriva dagli adulti visto che circa cinque milioni di persone ogni anno usa farmaci per migliorare le performance atletiche, ma anche l'immagine. Di questi fanno parte 175000 ragazze e 350000 studenti maschi. Del resto non si deve cercare troppo per trovare steroidi, come ha dichiarato un giocatore di football universitario protetto dall'anonimato. Già perché attraverso Internet si possono ottenere diffusamente e liberamente sostanze dopanti. Una conferma a questa situazione viene da una storia raccontata dal New York Times. La storia è quella di Efrain Marrero, morto suicida a 19 anni. E forse proprio per colpa degli steroidi.

Doping minorenne
Che l'uso di steroidi possa aumentare il rischio di suicidio non è una novità assoluta. Mauro Carta, docente di psichiatria sociale all'Università di Cagliari, ha dichiarato in un recente incontro dedicato a sport e doping come "lo studio sugli ex atleti della Germania Est ha portato a identificare le cause di morte più frequentemente associate al pregresso uso di steroidi anabolizzanti: linfomi, cancro al fegato, problemi cardiovascolari e, appunto, suicidio". Del resto il DSM IV, nel capitolo "Disturbi correlati a sostanze" inserisce gli steroidi anabolizzanti tra le "sostanze diverse e sconosciute" che hanno effetti psicoattivi. Sono definiti come "sostanze che producono un senso iniziale di aumentato benessere, cui si sostituisce, dopo l'uso ripetuto, mancanza d'energia, irritabilità e altre forme di disforia". Proprio quello che è successo nell'episodio raccontato dal quotidiano statunitense. Efrain Marrero scoperto dai genitori ad acquistare su Internet dei farmaci anabolizzanti e costretto a smettere di farne uso, è stato trovato cadavere con una pistola nelle mani, tre settimane e mezzo dopo. Senza lasciare spiegazioni. Possibile? Sì, hanno scoperto poi i genitori, interrompere bruscamente l'uso di queste sostanze può essere letale. E infatti si sono registrati due precedenti analoghi di giovani giocatori di baseball. Casi estremi ma sintomatici. Gli adolescenti sono, infatti, più che mai esposti a sbalzi ormonali. Difficile, peraltro, organizzare studi medici ad hoc per situazioni di questo genere. Ma le evidenze aneddotiche parlano chiaro ed esiste una ragionevole evidenza biologica. Quando qualcuno assume steroidi il suo corpo sopprime la naturale produzione di testosterone. Una brusca interruzione implica tempo per ristabilire i normali livelli ormonali, si resta così in balia di violenti sbalzi d'umore. Oltretutto il caso è avvenuto nella zona di San Francisco, quella della società californiana di supplementi nutrizionali Balco, coinvolta nello scandalo doping pre-olimpico. Una zona dove il doping anche a livello giovanile è all'ordine del giorno. E in Italia? Nessun caso riportato, ma a giudicare dalle testimonianze sempre più frequenti anche qui il doping è entrato nello sport amatoriale e dilettantistico. Forse è tempo di cominciare a preoccuparsi.

Marco Malagutti

Fonte
Steroids Are Blamed in Suicide of Young Atlete. New York Times, 10 marzo 2005



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