Erba assolta per mancanza di prove

21 luglio 2006

Erba assolta per mancanza di prove



E' difficile immaginare che il prodotto di una qualsiasi combustione a caldo, vale a dire il fumo, lasci indifferente l'apparato respiratorio nel momento in cui viene respirato. E questo è buon senso. Ma la scienza ha bisogno di prove provate e di certo non ne mancano per dimostrare che il fumo di sigarette, lo smog cittadino, l'inquinamento industriale, gli incendi danneggiano i polmoni. Lo stesso non si può dire per le sostanze stupefacenti che si assumono bruciandole perché a riguardo, i dati scientifici sono pochi, poco sistematici e nemmeno certi. Un riferimento particolare non si può non fare alla marijuana, sia per l'elevata prevalenza del suo consumo sia perché, per sua natura, somiglia molto al tabacco. Ma a differenza del fumo di tabacco, sugli effetti negativi del fumo della marijuana non ci sono prove incontrovertibili.

Alla ricerca degli effetti
Per cercare di tirare le fila sono stati revisionati tutti gli studi disponibili sull'argomento che avessero indagato su maggiorenni che tra il 1966 e il 2005 avevano fatto uso di marijuana e che avessero esaminato variazioni polmonari cancerose o pre-maligne.Quando effettivamente gli autori andavano a valutare i fattori di rischio si evidenziava un'associazione tra un peggioramento della salute dei polmoni ed esposizione al residuo particolato, aumento dello stress ossidativo, anomalie nei tessuti della mucosa bronchiale, rispetto a fumatori di tabacco o a non fumatori. Ma quando gli studi erano semplicemente osservazionali diventava difficile dimostrare tale associazione anche dopo aver depurato i dati dal consumo di fumo di tabacco.Volendo discutere le metodologie adottate dagli studi, ci si potrebbe soffermare sulle dimensioni limitate dei campioni, sul tempo di monitoraggio non sufficientemente ampio per identificare un esito maligno. Ma nonostante le controversie tuttora aperte i medici non possono smettere di raccomandare attenzione ai potenziali effetti negativi del fumo di marijuana, perché questi, a livello sperimentale, sono stati verificati. Infatti alcuni degli studi selezionati ne forniscono le evidenze biologiche.

Prove biologiche
Il primo fattore incriminato è il residuo particolato catramoso che contiene sostanze di natura cancerogena, ed è stato dimostrato che il rilascio è maggiore quando si fuma marijuana rispetto a quando si fumano sigarette. Questo probabilmente è dovuto al modo diverso con cui si consumano le due sostanze: il fumo di marijuana di solito viene trattenuto più a lungo aumentando la percentuale di ritenzione del catrame inalato. Non a caso quando la marijuana conteneva più cannabinoidi, quindi era più forte, l'esposizione al catrame risultava inferiore.In due studi sono stati registrati dei cambiamenti patologici nelle popolazioni di cellule rinvenute nello sputo di consumatori di marijuana, che non comparivano nei fumatori e nei non fumatori. Anche a livello alveolare si verificavano alterazioni: con l'uso di marijuana, i macrofagi, le cellule del sistema immunitario addette all'aggressione di agenti esterni, perdevano, parzialmente la loro abilità di distruggere le cellule tumorali.Affinando le metodologie di analisi, quelle istologiche e molecolari dei tessuti bronchiali hanno più volte evidenziato, nei fumatori di marijuana, iperplasie cellulari basali, mucinose e squamose, disorganizzazione cellulare, stratificazioni, ispessimento delle membrane basali, eccessiva espressione di un fattore di proliferazione. Variazioni tutt'altro che benefiche per la salute dei polmoni.Gli unici studi che fallivano nel trovare risultati erano quelli che esaminavano l'associazione tra il consumo di marijuana e la diagnosi di tumore polmonare. Questo non significa che non potrà essere dimostrato, ma forse con tempi di monitoraggio più lunghi, e il dato prettamente scientifico per ora disponibile resta questo. E per evitare di consumare la marijuana si possono trovare altri motivi.

Simona Zazzetta

Fonte
Mehra R et al. The association between marijuana smoking and lung cancer: a systematic review. Arch Intern Med. 2006 Jul 10;166(13):1359



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