Tra dipendenze lecite e illecite

21 novembre 2007

Tra dipendenze lecite e illecite



Allo sviluppo delle dipendenze da sostanze psicoattive contribuiscono fattori genetici e ambientali. Ma sono specifici per molecola o predispongono a un abuso multiplo? E soprattutto, solo nei confronti di sostanze illecite o anche lecite? Come dire, ci sono caratteristiche in comune di maggiore vulnerabilità a psicostimolanti in genere, che si tratti di caffè, alcol e fumo, piuttosto che di droghe e farmaci di cui si abusa? Questioni che possono essere importanti per le strategie di disassuefazione. Sono aspetti sui quali un team di ricercatori ha voluto indagare in modo comparato e considerando entrambi i sessi, in mancanza, a loro conoscenza, di ricerche in parallelo di questo tipo. In precedenza due ampi studi di popolazione condotti tra gemelli avevano esaminato la questione: ma uno solo su maschi e rispetto a cinque dipendenze illecite (marijuana, sedativi, stimolanti, eroina od oppiacei, sostanze psichedeliche), in cui era emersa una condivisione tra esse per la maggior parte dei fattori genetici e ambientali; l'altro sempre su maschi e relativo a sei abusi illeciti (cannabis, sedativi, stimolanti, cocaina, oppiacei, allucinogeni), in cui c'era condivisione per tutte le influenze genetiche. Mancavano appunto elementi per sostanze lecite e differenze tra i sessi.

Modelli simili per maschi e femmine
Anche nella nuova ricerca si sono analizzati gemelli, ambosessi bianchi della Virginia, per la precisione 2.027 coppie e 811 singoli componenti (i co-gemelli non hanno partecipato), per un totale di 4.865 soggetti. Attraverso interviste si sono esaminate le interrelazioni di fattori genetici o ambientali predisponenti l'abuso o la dipendenza per tre sostanze lecite (alcol, caffeina e nicotina) e due delle più comuni tra quelle illecite (cannabis e cocaina). Si è poi proceduto a misurare l'abuso/dipendenza con i criteri del DSM-IV e, per la nicotina, con un test specifico (Fagerstrom). Si sono anche considerati per l'analisi statistica un modello di soli effetti genetici, o solo ambientali familiari, o unicamente ambientali. Obiettivo dello studio era rispondere a tre quesiti fondamentali: se ci fossero differenze tra maschi e femmine, se la predisposizione genetica ad abusi multipli fosse spiegabile con un singolo fattore comune, se questa si potesse spiegare con un fattore comune per le sostanze illecite e uno per quelle lecite. Ed ecco i risultati. Analizzando la prevalenza dei sintomi d'abuso per le singole sostanze, per tutte, i soggetti di sesso maschile presentavano tassi di dipendenza più elevati, quindi i modelli hanno tenuto conto delle soglie sesso-dipendenti. La prevalenza per ogni sintomo era inferiore per la cocaina in entrambi i sessi, e maggiore per la nicotina nei maschi e per la caffeina nelle femmine. La correlazione più elevata in entrambi i sessi c'era tra dipendenza da cannabis e da cocaina, quelle più bassa tra dipendenza da caffeina e dalle altre quattro sostanze. E' emerso il coinvolgimento di un fattore genetico comune per cannabis e cocaina e di un altro sempre genetico per alcol, nicotina e caffeina: fattori distinti, ma che possono intercorrelare. Gran parte dell'influenza genetica nella dipendenza alla nicotina e alla caffeina appariva specifica per queste due sostanze.

Aspetti caratteriali e cerebrali
In sostanza, rispondendo ai tre quesiti, si può dire che il modello di predisposizione genetico-ambientale per le sostanze psicoattive è simile per maschi e femmine; che quella multipla su base genetica non è spiegabile con l'esistenza di un singolo fattore; che occorrono due fattori dei quali uno ampiamente coinvolto per le sostanze illecite e l'altro per quelle lecite, ma con interrelazioni tra loro. Per gli autori i risultati suggeriscono anche che i fattori genetici che influenzano la dipendenza dalle droghe includono probabilmente caratteristiche psicologiche e/o cerebrali che impattano rispetto a un ampio gruppo di sostanze, relative per esempio alla personalità (propensione alla sperimentazione) e al sistema inibitorio frontale (che modula impulsi e comportamenti). Soprattutto, le implicazioni dello studio sono la plausibilità di trovare geni coinvolti in una dipendenza multipla, la possibilità d' individuare variazioni geniche che influenzano la dipendenza da sostanze psicoattive, la possibilità di circoscrivere un piccolo numero di geni che differisce sostanzialmente nell'impatto sulla dipendenza da sostanze lecite o illecite. Di carne al fuoco per la ricerca ce n'è, dovrebbero prospettarsi utili sviluppi.

Elettra Vecchia

Fonti
Kenneth S. Kendler e coll. Specificity of Genetic and Environmental Risk Factors for Symptoms of Cannabis, Cocaine, Alcohol, Caffeine, and Nicotine Dependance. Arch Gen Psychiatry 2007;64(11):1313-1320.


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