Leggi antifumo

20 giugno 2008

Leggi antifumo



"Un'iniziativa necessaria per ricordare a tutti i cittadini che il fumo uccide ogni anno 90.000 persone. Un numero enorme.
Da un punto di vista epidemiologico, si può a tutti gli effetti parlare di una vera e propria epidemia. Un epidemia nei confronti della quale esiste uno strumento efficacissimo: la civiltà o se si preferisce il rispettoreciproco.
Per questa ragione chiederò ai Direttori Generali di tutte le ASL e delle Aziende Ospedaliere, e agli Amministratori degli Enti Locali di far rispettare con rigore le attuali disposizioni, di valutare l'opportunità di costituirsi parte civile nei procedimenti per reati connessi a comportamenti gravemente dannosi per la salute pubblica, che abbiano determinato malattie riconducibili al fumo, anche passivo.
Sono 25 anni che nel nostro Paese è in vigore una legge che vieta il fumo nei locali pubblici.
Sono per cultura e convinzione un antiproibizionista, la legge quindi non deve proibire di fumare, ma deve impedire che venga danneggiata la salute di coloro che non fumano."

Questo il comunicato del Ministro della Sanità Umberto Veronesi, accompagnato da una circolare, che guida all'interpretazione e all'applicazione delle leggi vigenti in materia, e dal modulo per la segnalazione delle infrazioni.
Per non incorrere nella multa, da 12.000 lire a 20 milioni, ecco un elenco dei luoghi nei quali è tassativamente vietato fumare.
  • Ospedali e altre strutture sanitarie: corsie, corridoi, stanze per l'accettazione, sale d'aspetto, locali in cui gli utenti richiedono un servizio (richiesta analisi, pagamento ticket)
  • Amministrazioni, enti e aziende del Servizio SanitarioNazionale
  • Scuole di ogni ordine e grado, comprese le università e le istituzioni educative: aule, corridoi, segreterie studenti, biblioteche, sale di lettura, bagni
  • Autoveicoli di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di privati concessionari di pubblici servizi per trasporto collettivo di persone, metropolitane
  • Sale d'attesa di stazione ferroviarie, autofilotranviarie, portuali-marittime, aeroportuali
  • Compartimenti ferroviari per non fumatori delle Ferrovie dello Stato e delle ferrovie date in concessione ai privati
  • Compartimenti a cuccette e carrozze letto, durante il servizio di notte, se occupati da più di una persona
  • Tutte le amministrazioni pubbliche: regioni, province, comuni, comunità montane e loro consorzi ed associazioni, aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, istituti autonomi case popolari
  • Camere di commercio, artigianato, industria, agricoltura e loro associazioni
  • Tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali
  • Locali chiusi adibiti a pubblico servizio: uffici di regioni, province e comuni, uffici del catasto, uffici di collocamento, uffici postali (locali di accesso agli sportelli e corridoi), uffici I.V.A., uffici del registro
  • Distretti militari e altri uffici dell'amministrazione della difesa aperti al pubblico: ufficio informazioni, relazioni con il pubblico, di certificazione
  • Uffici di prefetture, questure e commissariati, uffici giudiziari
  • Uffici delle società erogatrici di servizi pubblici: gas, corrente elettrica, acqua, comunicazioni telefoniche
  • Banche: nei locali in cui si svolgono servizi per conto della pubblica amministrazione (riscossione imposte e sanzioni pecuniarie, tesoreria per enti pubblici) 
  • Sale chiuse di cinema e teatro, sale chiuse da ballo
  • Sale corse
  • Sale riunioni di accademie
  • Musei, pinacoteche e gallerie d'arte pubbliche o aperte al pubblico
  • Biblioteche, sale di lettura aperte al pubblico

In tutte le aree dove è vietato fumare deve essere affisso un cartello con le seguenti indicazioni:

  • divieto di fumo
  • legge n.584/1975
  • sanzioni applicabili
  • nominativo del funzionario cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e accertare le infrazioni

La multa
Negli uffici pubblici il funzionario preposto alla vigilanza e all'accertamento dell'infrazione deve essere dotato degli appositi moduli di contestazione. In caso di trasgressione questi procederà a compilare il modulo e a darne copia al trasgressore. Trascorso inutilmente il termine per il pagamento in misura ridotta (60 giorni), il funzionario presenterà rapporto al prefetto.
La multa non si può pagare direttamente al funzionario che l'ha contestata, ma solo in posta, in banca o presso l'ufficio indicato sul modulo della contestazione.

Nei locali condotti da privati il responsabile della struttura, ovvero il dipendente o collaboratore da lui incaricato, richiamerà i trasgressori all'osservanza del divieto e curerà che le infrazioni siano segnalate ai pubblici ufficiali e agenti competenti.

La legge prevede una sanzione, da lire 20.000 a lire 100.000, anche per coloro che sono tenuti a far osservare il divieto e vengono meno a questo loro dovere. Sul sito del Ministero della Sanità si può stampare ilmodulo con cui ogni cittadino può segnalare eventuali violazioni della legge.

Elisa Lucchesini





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