Creme ma anche pillole

07 febbraio 2003

Creme ma anche pillole



Prima di decidere il trattamento adatto per l'acne è necessario valutare la gravità della condizione e alcuni parametri come l'età, le caratteristiche della pelle, le motivazioni e la presenza di condizioni patologiche preesistenti. Su altri aspetti è invece caduta la convinzione che esista un legame con la comparsa delle lesioni; non è stato infatti provato che alimentazione e igiene personale siano la causa del disturbo, semmai hanno il solo effetto di aggravare il peso della condizione.
I trattamenti disponibili si distinguono in cheratolitici e batteriostatici, si occupano, rispettivamente, della ricostruzione cellulare, e dell'azione antibatterica. In genere sono necessarie settimane e persino mesi per verificare l'efficacia di una terapia, e comunque qualsiasi approccio mira a evitare la comparsa di nuove lesioni e non a eliminare quelle esistenti, ragion per cui è bene che chi soffre di questo disturbo tenga presente che è necessario rispettare la prescrizione anche in assenza dei risultati che avrebbe sperato. In linea generale, uno o due farmaci sono sufficienti per un ciclo di terapia, ma se nell'arco di 4-8 settimane il regime scelto non ha effetto è meglio cambiare farmaco piuttosto che aggiungerne un altro.

I trattamenti topici
Le strategie terapeutiche sono orientate in funzione della gravità del disturbo. I medicinali di uso topico sono preferiti per l'acne media o moderata. Le creme più comuni sono quelle a base di perossido di benzoile, che secca i brufoli e blocca l'infezione.
Anche alcuni antibiotici (clindamicina, eritromicina e tetraciclina) si prescrivono in forma topica, in combinazione, però, con il perossido, la cui azione antibatterica potenzia l'effetto senza indurre fenomeni di resistenza tipici dell'antibiotico. La terapia si basa sull'azione antibatterica contro il Propionibacterium acnes. I prodotti da banco di questo tipo sono molti: saponi, gel, lozioni e detergenti. Gli antibiotici sono disponibili anche in prodotti a base di sulfacetamide sodica, caratterizzati da uno sgradevole odore sulfureo, particolarmente utili nei pazienti in cui l'acne è combinata con dermatite seborroica e rosacea. Tra gli effetti collaterali si segnalano fenomeni irritativi locali transitori, secchezza o eritema sui quali si interviene con riduzione del dosaggio.
Per fenomeni acneici non particolarmente gravi, l'acido retinoico, detto anche tretinoina, è un efficace agente anticomedonico che si applica direttamente sulla pelle. L'azione dell'acido retinoico, in forma di lozione o crema, è cheratolitica, ristabilisce cioè il normale processo di formazione della cheratina e previene la formazione dei comedoni (punti neri). Le applicazioni devono essere giornaliere per almeno otto settimane evitando l'esposizione ai raggi solari; è bene saggiare la reazione della cute agli inizi del trattamento (localmente può dare eritema), e comunque risulta controindicata per chi soffre di dermatite atopica. Una nuova formulazione di questo prodotto in forma microincapsulata, mira a diminuire il potenziale irritante.

Strategie sistemiche
Se entro 8 settimane di trattamento topico non si ottiene risultato, se la sua applicazione è particolarmente complessa (sulla schiena, per esempio), se il rischio di cicatrizzazione è alto, o, comunque si tratta di forme acneiche da moderate a severe, si passa all'antibiotico orale. I più comuni sono la tetraciclina e i suoi derivati, la cui efficacia sulla superficie cutanea è dovuta all'inibizione dello sviluppo batterico. Si utilizza anche l'eritromicina verso la quale però si verificano più facilmente fenomeni di resistenza, oltre che irritazione del tratto gastrointestinale, rischio di infezioni vaginali nonché la diminuita efficacia dei contraccettivi orali, se assunti in contemporanea. Ovviamente questi farmaci devono essere prescritti dal medico, solitamente a basso dosaggio, e per il loro impiego valgono le avvertenze per tutti i trattamenti antibiotici, soprattutto non interrompere il trattamento quando il problema scompare.
Nelle forme acneiche più gravi, come l'acne cistica, dalle quali possono residuare cicatrici si fa uso di un derivato dell'acido retinoico, l'isotretinoina; assunto per via sistemica inibisce la differenziazione delle ghiandole sebacee, ripristina la normale cheratinizzazione del follicolo e ha una blanda azione antinfiammatoria. L'indicazione principale è l'acne indurata (le papule diventano lesioni profonde e danno origine a cicatrici), ma viene impiegata anche nelle forme papulopustolose che non rispondono all'antibiotico. Per quanto considerato dai dermatologi particolarmente efficace, è un farmaco orale poco maneggevole per gli effetti teratogeni e per la possibilità di mialgie e di innalzamento delle aminotransferasi muscolari, nei pazienti che fanno intensa attività fisica. Un terzo dei soggetti trattati presenta inoltre un aumento della trigliceridemia, controllabile con la dieta. In alcuni casi si può avere epatite. Tuttavia gli effetti collaterali dell'isotretinoina sono tutti dose-dipendenti.
Anche l'intervento ormonale, con contraccettivi orali, può curare l'acne da "dentro", talvolta vengono prescritti in combinazione con crema a base spironolattone; è la strategia suggerita alle donne quando il problema è evidentemente legato al ciclo mestruale. L'obiettivo è diminuire la quantità di androgeni nell'organismo la cui iperproduzione è deleteria per la pelle. Il trattamento ristabilisce l'equilibrio ormonale e riduce l'acne, anche se gli effetti non sono visibili prima dei due, tre mesi. Si tratta di una terapia difficilmente praticabile, per ovvie ragioni, negli uomini, e nelle donne può dare origine a irregolarità del ciclo (spotting), che devono essere segnalate al medico curante.

Gli ultimi rimedi
La ricerca in campo dermatologico per nuove soluzioni terapeutiche è in costante evoluzione. Tra le soluzioni ora disponibili di ultima generazione vanno ricordate:

Tazarotene
È un prodotto di sintesi che interagisce in modo specifico con i recettori della vitamina A. La sua attività, oltre che nell'acne, è nel trattamento della psoriasi.

Acido azelaico
Ha dato risultati alterni negli studi europei, è caratterizzato da un ampio spettro d'azione che è duplice, sia antimicrobica sia cheratinizzante; è infatti utilizzato anche nei casi di iperpigmentazione cutanea.

Adapalene
Derivato dell'acido naftoico ad attività retinoide. Si tratta di un modulatore della differenziazione cellulare con effetto cheratinizzante, ad azione efficace e meno irritante rispetto all'acido retinoico.

Marco Malagutti


Fonti
Webster GF. Acne vulgaris. BMJ 2002 Aug 31;325(7362):475-9)

Leyden JJ, "Therapy for acne vulgaris", N Engl J Med, 1997; 336: 1156-1162

Gibson JR, "Rationale for the development of new topical treatment for acne vulgaris", Cutis, 1996; 57: 13-19.

Orfanos CE et al, "Current use and future potential role of retinoids in dermatology, Drugs, 1997; 53: 358-388

Shalita AR et al, "Tazarotene gel is safe and effective in the treatment of acne vulgaris: a multicenter, double-blind, vehicle controlled study, Cutis, 1999; 63: 349-353.




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