Il sesso degli italiani

11 novembre 2002

Il sesso degli italiani



Il Global Study of Sexual Attitudes and Behaviors è una ricerca su atteggiamenti, convinzioni e comportamenti riguardo la vita e le relazioni sessuali, che ha coinvolto 30 nazioni in tutto il mondo. Il tutto sponsorizzato dall'azienda che per prima ha commercializzato nel mondo un farmaco orale contro la disfunzione erettile. I questionari, inviati a 29.000 tra uomini e donne tra i 40 e gli 80 anni, hanno permesso di raccogliere anche informazioni demografiche, socio-economiche e culturali, che sono fondamentali per una corretta valutazione delle domande proposte.
In Italia sono stati coinvolti 750 uomini 750 donne, in grande maggioranza sposati o conviventi e residenti in zone urbane. Emerge, dalle risposte, un chiaro profilo di come siano vissute e pensate oggi le relazioni sentimentali, prima che sessuali, e di come siano percepiti i problemi relativi a questa sfera della vita.

Le relazioni
La soddisfazione emotiva all'interno della coppia ha acquisito maggiore importanza, anche se continua ad essere considerata più rilevante dalle donne. Gli uomini però sembrano aver definitivamente compreso e apprezzato l'importanza dei preliminari. È cambiato, invece, il modo di vivere le relazioni sentimentali: per quanto stabili (matrimoni o convivenze) non ci si aspetta più che durino per tutta la vita. Questo dato riguarda soprattutto i soggetti tra i 40 e i 60 anni d'età che, avendo davanti a sé ancora molti anni, non si adagiano sulla relazione presente. Uomini e donne sono più esigenti, disposti ad impegnarsi maggiormente nel rapporto di coppia ma anche più inclini alla separazione, nel caso che la relazione non fosse soddisfacente. La qualità della vita sessuale è considerata un fattore importante, per il benessere della relazione e anche per mantenere una stima adeguata di se stessi e del partner. La ricerca ha confermato un dato importante, spesso sottovalutato ancora oggi dai giovani, ovvero che la vita sessuale attiva non ha limiti d'età. 

Un chiodo fisso...
Le donne sono diventate esigenti quanto i loro compagni in tema di qualità complessiva dei rapporti sessuali. Quando il discorso si sposta sulla quantità, invece, tornano ad emergere le differenze tra i due sessi. Gli uomini pensano al sesso molto più delle loro compagne, dichiarano in media 5-8 rapporti al mese, ma il 30% del campione ne vorrebbe di più. Al contrario le donne hanno in media 3-4 rapporti al mese e sono soddisfatte così, o meglio moderatamente soddisfatte. La maggioranza delle donne, infatti, valuta moderata la propria soddisfazione emotiva e sessuale. Tra gli uomini, invece, un buon 50% si dichiara molto soddisfatto del piacere fisico raggiunto (specie dai 40 ai 60 anni) e della soddisfazione emotiva (a tutte le età). Forse gli uomini sono più fortunati, o solo più ottimisti, fatto sta che per loro il sesso è ancora un chiodo fisso.

Le cause
Non bisogna dimenticare che i cambiamenti socio-culturali, per quanto profondi e rivoluzionari, non possono cancellare le differenze fisiologiche tra i due sessi.
Con l'avanzare dell'età il desiderio sessuale femminile si riduce progressivamente, a causa delle modificazioni ormonali indotte dal climaterio e dalla menopausa. Proprio dopo la menopausa, poi, molte donne diradano le visite dal ginecologo, lo specialista che ne segue la salute anche sessuale durante tutta l'età fertile. In ogni caso le motivazioni, emerse dallo studio, che più spesso allontanano l'interesse femminile dai rapporti sessuali sono: mancanza d'interesse, mancato raggiungimento dell'orgasmo e mancanza di piacere.
Al contrario nell'uomo le disfunzione sessuali più riferite sono: eiaculazione precoce e mancanza di erezione; problemi organici quindi, facilmente risolvibili con adeguati trattamenti farmacologici.

Il rapporto con il medico
Dall'avvento sul mercato delle leggendarie pillole azzurre molti più uomini hanno iniziato a farsi seriamente carico dei loro problemi rivolgendosi allo specialista. Prima l'iniziativa partiva dalle donne, ora sono le coppie a rivolgersi all'urologo, con un duplice vantaggio: la cura della disfunzione erettile e la diagnosi precoce di patologie più serie. Le donne da sempre si sono occupate della salute della famiglia e, nei rapporti con i medici, sono più attente a riferire particolari significativi, magari trascurati dai loro compagni, determinanti per una corretta anamnesi. Gli uomini, sollecitati da partner più esigenti, non si vergognano più di parlare dei loro problemi sessuali e non rimandano pericolosamente la visita dallo specialista.
Pericoloso rimandare, proprio questo è il dato emerso negli ultimi 4 anni, perché la disfunzione erettile è spesso il campanello d'allarme del diabete o di patologie cardiovascolari. Malattie che, se affrontate agli esordi, non rischiano più di causare conseguenze capaci di limitare la qualità della vita.
Gli italiani hanno superato timori e ansie, non altrettanto i loro medici di famiglia, per i quali affrontare l'argomento sesso non fa ancora parte dei colloqui di routine; un tabù che tutti gli intervistati si augurano venga presto superato.

Elisa Lucchesini


Fonte

Conferenza Stampa Milano 7 novembre 2002



 



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