Obiettivo protezione

31 ottobre 2008

Obiettivo protezione



L'influenza stagionale è un rilevante problema di salute pubblica, con una stima mondiale annuale di 3-5 milioni di casi severi e 250-500.000 morti: nel nostro paese circa 8.000 morti. Ma quello che preoccupa di più è che la tanto temuta pandemia che periodicamente nella storia si ripete potrebbe essere imminente, un evento assai più drammatico delle epidemie, che nei paesi industrializzati per esempio causerebbe circa due milioni di ricoveri e metterebbe a letto da 57 a 130 milioni di persone. L'allarme è stato ribadito dagli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della terza Conferenza europea sull'influenza, organizzata il mese scorso a Vilamoura, in Portogallo, dal Gruppo di lavoro europeo sull'influenza (ESWI). La raccomandazione finale è che gli interventi chiave per prepararsi alla prossima pandemia sono una sorveglianza intensificata, valide strategie e sufficienti riserve di vaccini per l'immunoprofilassi, adeguate disponibilità di efficaci antivirali. Se si è concordi che è solo questione di tempo, predire quale sarà il virus pandemico è impossibile e, anche se gli addetti ai lavori ritengono che il famigerato agente dell'aviaria H5N1 possa essere la fonte più probabile dei nuovi virus killer, ci sono altri possibili candidati. Intanto si studiano antivirali e vaccini di nuova generazione (lo stato dell'arte in un supplemento della rivista Vaccine di Elsevier, diffuso in occasione del meeting portoghese).

Obiettivo 75% per gruppi a rischio
Un aspetto enfatizzato alla Conferenza è il ruolo chiave che hanno gli operatori sanitari nel promuovere la vaccinazione antinfluenzale tra gruppi a rischio quali sono i malati cronici e gli anziani. Questo perché i pazienti si fidano di loro che possono quindi fare molto per convincerli, cominciando però con l'esempio personale, anche per proteggere dall'esposizione gli assistiti. Per varie ragioni invece, si è sottolineato, parte degli operatori sottovaluta l'importanza di questo ruolo, tanto che uno degli argomenti dibattuti è stata l'opportunità o meno di rendere obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale del personale sanitario-assistenziale. Sull'efficacia della vaccinazione anti-flu nell'anziano ci sono state recenti controversie, specie rispetto al calo della mortalità, e questo può dipendere anche da distorsioni legate alle metodologie degli studi e alla definizione dei casi simil-influenzali. E' comunque dimostrato nelle metanalisi che il vaccino è preventivo nell'anziano rispetto ai ricoveri per influenza, polmoniti e altri esiti cardiorespiratori. La raccomandazione per gli stati dell'Unione Europea è di raggiungere entro il 2010-2011 il 75% di copertura vaccinale stagionale nei gruppi di popolazione a maggior rischio, anziani e malati compresi in particolare i bambini. Una recente ricerca condotta in undici paesi europei ha mostrato livelli di vaccinazione negli anziani variabili dal 23% della Polonia al 70% della Spagna e nei malati cronici generalmente inferiori. In Italia per esempio otto morti su dieci legate all'influenza riguardano persone over 65 (spesso per polmonite); d'altra parte per ogni età sopra i 14 anni, secondo un sondaggio dell'European Vaccine Manifacturers solo un connazionale su quattro si è vaccinato nella stagione 2006-2007, la copertura antinfluenzale in Italia arriva appena al 20% e il 66% della popolazione non si sarebbe mai immunizzato in tutta la vita.

Rischio "australiana" alle porte
In attesa della pandemia ci dobbiamo preoccupare dell'epidemia "australiana" alle porte, attesa tra novembre e dicembre, mentre la finestra ottimale per la vaccinazione è intorno a metà novembre. Quest'anno c'è un motivo in più per immunizzarsi, dati i ceppi virali tutti e tre nuovi compreso uno piuttosto aggressivo proveniente appunto dall'Australia, tanto che sono attesi molti più casi come già accaduto in quel paese. L'influenza è anche un pesante fardello economico, sia per le assenze dal lavoro sia per i costi sanitari, si stima che la spesa diretta e indiretta per l'epidemia vari per esempio in Italia, Francia e Gran Bretagna tra i 390 milioni e i 2,4 miliardi di euro. L'impatto di una pandemia per i sistemi sanitari sarebbe disastroso. Anche per questo l'ESWI studia nuove strategie che aiutino i governi a preparare gli interventi in funzione della pandemia, coordinando progetti di ricerca, contribuendo a programmi educativi, potenziando i network di sorveglianza, proponendo programmi armonizzati nei vari paesi europei.

Elettra Vecchia

Fonti:
ESWI, The Third European Influenza Conference, Vilamoura, 14-17 settembre 2008.



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