Fasce di incertezza

31 ottobre 2008
Focus

Fasce di incertezza



L'appartenenza a una categoria a rischio toglie ogni dubbio sulla necessità di vaccinare contro il virus dell'influenza. Età (>65 anni), patologie respiratorie, ricovero ospedaliero, professionalità sanitarie o a rischio di contagio rappresentano elementi indiscutibili su cui c'è sufficiente chiarezza ed evidenza scientifica. Restano, tuttavia, ancora aree di incertezza sulla gestione della vaccinazione pediatrica, e lo stesso Ministero, in un documento, dichiara: "L'inserimento nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l'influenza di tutti i bambini da 6 mesi a 24 mesi (o fino a 5 anni) è un argomento attualmente al centro di discussione da parte della comunità scientifica internazionale.

Welfare nel dubbio
La discussione aveva già interessato la fascia dei bambini tra 6-23 mesi, lasciando aperte diverse ipotesi, anche se negli Stati Uniti era ed è già stata fatta una scelta, scelta che recentemente ha esteso la vaccinazione anche ai cinque anni. Lo scorso anno, infatti, l'Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) ha raccomandato la vaccinazione contro l'influenza di tutti i neonati e bambini da 6 mesi a 5 anni sulla base di due constatazioni: le percentuali di ricovero per influenza, confermata da coltura in laboratorio, non sono sostanzialmente inferiori tra i bambini così piccoli e gli anziani; le visite ambulatoriali per influenza confermata, sono più frequenti fra i neonati e i bambini piccoli che in ogni altro gruppo di età. Anche, la Commissione Nazionale Vaccini ricorda che l'età pediatrica paga un importante tributo alle epidemie influenzali stagionali: ogni anno dal 15 al 30% dei bambini si ammala d'influenza, aumentano le visite ambulatoriali, aumentano i ricoveri per influenza, aumenta il consumo di antibiotici, si fanno più frequenti le assenze da scuola. E, dai resoconti settimanali del Ministero della Salute durante la stagione influenzale, si deduce che, ogni anno, il numero di soggetti in età evolutiva che si ammala d'influenza supera di molte volte il numero di soggetti, appartenenti alle diverse età, che si ammala di sindrome simil-influenzale.

Difficile valutare
Tuttavia, i dati di copertura vaccinale statunitensi, finora raggiunti, non consentono di valutare l'impatto di tale intervento, motivo della cautela da parte dei paesi europei, Italia compresa, che non hanno rilasciato piani vaccinali che includano anche questa fascia di età priva di fattori di rischio. Ferma restando l'assenza di controindicazioni, qualora si decidesse di vaccinare un bambino sopra i sei mesi e con meno di cinque anni per i quali valgono dosaggio e numero di dosi indicati per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio. Ma il dibattito anche negli Stati Uniti resta aperto con studi che continuano a non confermare, o comunque a non riuscire a valutare l'efficacia di una vaccinazione più estesa. Uno dei più recenti, comparso sulle pagine di Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, va proprio in questa direzione nel valutare l'efficacia di un vaccino antinfluenzale trivalente inattivato, e fa riferimento a due stagioni influenzali passate: 2003-2004, 2004-2005. Il confronto interessava bambini completamente vaccinati (con due dosi di inoculo), parzialmente vaccinati (con una sola dose) e non vaccinati. L'elaborazione statistica del rischio relativo nei casi di ricovero ospedaliero, di presentazione al pronto soccorso e di visite ambulatoriali, valutato anche suddividendo la fascia, o coorte, in sotto-coorti, non riportava un'efficacia significativa del vaccino né tra i soggetti vaccinati né in quelli parzialmente vaccinati. Gli autori fanno notare che la loro analisi riguarda il vaccino antinfluenzale trivalente inattivato, mentre il vaccino vivo attenuato ha dimostrato di essere più efficace, e spiegano che esiste una difficoltà oggettiva nel fare queste valutazioni, dovuta all'estrema variabilità del virus influenzale. Può, infatti, accadere che, quando il vaccino utilizzato nella stagione influenzale non contiene il tipo di virus in circolazione, ci sia un elevato numero di casi. Eventualità non remota che rende difficile l'interpretazione dei dati.

Simona Zazzetta

Fonti:
Szilagyi PG et al. Influenza vaccine effectiveness among children 6 to 59 months of age during 2 influenza seasons: a case-cohort study. Arch Pediatr Adolesc Med. 2008 Oct;162(10):943-51
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