Salutare e conveniente

09 gennaio 2004

Salutare e conveniente



La varicella nel 2008 potrebbe essere solo un lontano ricordo. Questo almeno l'auspicio del Ministero della Salute che, congiuntamente alle regioni, ha dichiarato come suo obiettivo l'eradicazione della malattia entro il 2008. Possibile? Sembrerebbe di sì visto che secondo un modello matematico messo a punto dall'Istituto Superiore di Sanità basterebbe immunizzare l'80% dei neonati e il 50% dei dodicenni per debellare o quasi il virus dal nostro paese. Il vantaggio, infatti, come dichiarato ai quotidiani da Gaetano Maria Fara che insegna Igiene all'Università La Sapienza di Roma, è che l'agente patogeno Varicella-Zoster può albergare solo nell'uomo. Cancellato il virus così, non si devono temere altre sorgenti di contagio. Lo stesso Fara sottolinea come ulteriore vantaggio la cosiddetta immunità di gregge, per la quale quando la copertura vaccinale raggiunge una certa estensione in una popolazione, il contagio diventa più difficile e anche i non vaccinati ne traggono beneficio.

I numeri della varicella
Secondo quanto emerso al recente Congresso Nazionale di Antibioticoterapia i dati provenienti dalle tre fonti ufficiali, Ministero della salute, rete di sorveglianza nazionale sentinella e risultati sieroepidemiologici, definiscono la varicella come la più diffusa malattia esantematica in Italia. L' infezione colpisce l'80% dei bambini fino all'età di 10-14 anni. Il trend epidemiologico dimostra che l'età media di incidenza è in aumento in quanto, a partire dai primi anni '70, si è verificato un graduale incremento nella percentuale di casi notificati nella fascia d'età maggiore di 15 anni. La coorte degli adolescenti tra gli 11 e i 14 anni presenta una sieronegatività pari al 20% circa, mentre in altri paesi non supera il 10%. Per quel che concerne la severità della malattia, rash più esteso e maggior rischio di complicanze, è generalmente associata all'aumento dell'età di incidenza. Il costo per ogni caso di varicella, infine, aumenta con l'età del paziente: ogni caso pediatrico è stato stimato intorno ai 130 euro, mentre nell'adolescente-adulto si raggiungono circa 790 euro. Data la netta prevalenza dell'infezione in età pediatrica, la maggior parte dei costi complessivi è, comunque, concentrata in quella fascia d'età. 

La strategia vaccinale
Per evitare l'infezione la strategia è triplice: evitare il contagio, assumere farmaci antivirali o immunoglobuline specifiche, vaccinare i soggetti suscettibili. Ed è proprio quest'ultima la strategia che offre le maggiori garanzie in termini di efficacia sia individuale sia sulla popolazione generale. A chi somministrare il vaccino? Un programma di vaccinazione universale, attualmente in sperimentazione in Sicilia, prevede la vaccinazione estensiva per i nuovi nati al 15° mese di vita, in aggiunta al vaccino trivalente, e per adolescenti, a partire da 12 anni, negativi all'anamnesi. La modalità ottimale perché provocherebbe una riduzione drastica della malattia senza rischio di spostamento verso classi d'età superiori, ma anche una modalità molto complessa sul piano organizzativo. Il programma di vaccinazione non è una novità assoluta, visto che nel 1995 i CDC statunitensi hanno avviato un progetto di sorveglianza attiva in tre contee appartenenti a tre stati diversi, con l'obiettivo di definire un database attendibile sull'incidenza della varicella, e di monitorare l'andamento della malattia a seguito dell'introduzione del vaccino. I risultati sono stati molto positivi, tanto che il vaccino, negli Stati Uniti, è stato introdotto nella routine pediatrica, ed è distribuito in più di 23 milioni di dosi. In Italia, dove è stato registrato nel 2001 (primo paese in Europa), dallo scorso autunno è arrivato in tutte le farmacie e nelle Asl ed è raccomandato agli adolescenti suscettibili. L'auspicio è che, dopo la presa di posizione istituzionale, altre regioni seguano l'esempio siciliano. Debellare la varicella, infatti, non significa solo togliere di mezzo un virus a volte pericoloso, ma anche ottenere un notevole risparmio sulla spesa sanitaria nazionale. Secondo recenti studi americani il risparmio sarebbe di 5 euro per ogni euro investito nelle dosi necessarie. Salute e convenienza perciò.


Marco Malagutti



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