Ayurveda sì ma con cautela

23 dicembre 2004

Ayurveda sì ma con cautela



I preparati ayurvedici indiani vanno sempre più diffondendosi in Italia, ma sono sicuri? Si tratta di preparati che, secondo la tradizione medica orientale, sono fatti di erbe ma anche di piccole dosi di metalli. Succede però che queste erbe siano contaminate da quantità eccessive di piombo e mercurio, estremamente tossici per l'organismo. Lo conferma uno studio statunitense, pubblicato su JAMA, secondo il quale un prodotto ayurvedico su cinque contiene livelli tossici di metalli con conseguente rischio di avvelenamento.

Integratori ma rischiosi
La medicina ayurvedica è nata in India oltre 2000 anni fa e si fonda su preparazioni erboristiche. La sua rapida ascesa anche alle nostre latitudini ha fatto sì che i rimedi ayurvedici provenienti dal sud dell'Asia siano oggi facilmente accessibili sul mercato e persino su Internet. I medici che praticano questa disciplina sostengono che la presenza metallica sia sicura perché detossificata attraverso i vari processi di riscaldamento e raffreddamento. Ma è vero? Una domanda determinata anche dal fatto che questi prodotti sono venduti come integratori dietetici, un aspetto che fa sì che non siano da dimostrare sicurezza ed efficacia. I rischi peraltro non sono da sottovalutare dal momento che la contaminazione metallica è stata associata a convulsioni, paralisi, sordità e sviluppo ritardato. Ottime ragioni per il team di ricercatori per dedicarsi a valutare i livelli di metallo contenuti nei preparati in vendita.

Metalli in eccesso
I ricercatori hanno così raccolto 70 campioni di medicinali ayurvedici prodotti da 27 differenti compagnie (26 in India e 1 in Pakistan) e vendute in 30 negozi di Boston. La maggior parte in vendita per problemi gastrointestinali al prezzo di 2 dollari e 99 alla confezione. I risultati dell'indagine sono preoccupanti. Il 20% dei prodotti esaminati conteneva mercurio, piombo o arsenico; sette erano specificamente rivolti ai bambini e 24 dei 30 negozi esaminati vendevano i prodotti "metallizzati". Se si sia trattato di metalli già presenti nelle piante d'origine oppure aggiunti, intenzionalmente o meno, in produzione non è dato di saperlo. Quello che è certo è che se somministrati come raccomandato dai produttori ciascuno dei 14 prodotti contenenti metalli potevano determinare un'assunzione oltre i limiti di sicurezza. Ma non è la prima ricerca a ottenere simili risultati. Un'indagine analoga condotta in Gran Bretagna, ha concluso che il 30% dei prodotti ayurvedici contiene metalli e lo stesso fenomeno si verifica per altri prodotti appartenenti alla tradizione popolare. Ulteriori ricerche - concludono i ricercatori - sono in prospettiva per approfondire i risultati. Il problema, comunque, evidentemente esiste. Prima di utilizzare questi medicinali, perciò, meglio consultare il medico. E i medici, a loro volta, non dovrebbero trascurare l'aspetto della tossicità da metalli nella diagnosi. In attesa di una migliore regolamentazione in materia.

Marco Malagutti


Fonte
Saper RB et al. Heavy Metal Content of Ayurvedic Herbal Medicine Products. JAMA. 2004;292:2868-2873.




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