Separare le perle dal fango

01 dicembre 2004

Separare le perle dal fango



"Una quantità nozionistica fuori controllo offerta a una cultura senza selezione" questo è Internet secondo un recente editoriale di Eugenio Scalfari, illustre fondatore del quotidiano La Repubblica. Naturalmente non si riferiva, in particolare, ai siti di salute che rappresentano, però, una delle voci più ricercate in rete. Gli ultimi dati parlano di quattro milioni di italiani che cercano informazioni mediche in rete. Di questo si è parlato a Milano nel corso del workshop per lo sviluppo dell'informazione circa un uso appropriato e corretto della medicina complementare. Qual è la loro caratteristica?

Informazioni on line
Di fatto ciò che viene scritto su un sito medico non si discosta in maniera rilevante dai contenuti della carta stampata o degli altri media. Ma le differenze esistono: dalla natura ipertestuale, cioè la possibilità di approfondire attraverso i link, alla vocazione multimediale (audio, video), dalla possibilità di partecipare a dibattiti e conferenze mediante i newsgroup alle mailing list, fino alle caratteristiche temporali dell'informazione, il fatto cioè che ciò che viene pubblicato resti on line per un tempo indefinito. Ma la caratteristica fondamentale è la disponibilità di un'enorme quantità di informazioni, facilmente e velocemente reperibili. Ma quali informazioni? Spesso sono eterogenee, mancano gli strumenti critici per condurre una ricerca appropriata, e non ci sono filtri selettivi. Il problema specifico di Internet emerge in tutta la sua chiarezza quando si digitano due parole chiave come medicina complementare in un motore di ricerca qualsiasi e ne emerge un elenco sterminato di informazioni. Nella directory di un motore di ricerca come Google esistono 618 siti italiani che riguardano in qualche modo la medicina complementare. Un'enormità di siti nati per prevenire, riconoscere e curare le malattie. Il problema è capire a quali siti affidarsi e come trovarli. Come riconoscerli?

Chi paga?
Un primo criterio è identificare chi gestisce il sito e chi paga. La fonte di finanziamento può incidere sui contenuti presentati, sul modo di presentarli e sulle finalità che si pone il titolare del sito.

Riguardo al chi paga è opportuno, per ovvie ragioni, avere una certa cautela verso le aziende produttrici di farmaci o i siti monografici su determinati prodotti. Una sicurezza dovrebbe essere, invece, rappresentata dalle istituzioni di cui è garantita l'affidabilità come in Italia:
  • Ministero della salute
  • Epicentro sito a cura dell'Istituto Superiore di Sanità, che contiene una sezione sulle reazioni avverse da erbe;
  • Istat Sito dell'Istituto Nazionale di Statistica dove è possibile reperire in archivio l'indagine Multiscopo sulle "Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 1999-2000" sulle terapie non convenzionali in Italia.
  • Partecipasalute, curato dall'istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dal centro Cochrane italiano,
e all'estero
  • Emea Sito dell'European Agency for the Evaluation of Medicinal Products (EMEA), l'agenzia europea per la valutazione dei medicinali, contiene informazioni generali su farmaci e fitomedicine ed importanti aggiornamenti sulla farmacovigilanza.
  • Fda Sito della Food and Drugs Administration (FDA) americana.
  • Nccam (Nih) The National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) promosso dai National Institutes of Health (NIH) è un sito dedicato alle Medicine Alternative o Medicine Non Convenzionali tra le quali la Fitomedicina, trattate in maniera scientifica con aggiornamenti sulle scoperte più
  • Oms Sito della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
La sponsorizzazione
Un altro criterio di affidabilità è dato dalle associazioni e dalle società scientifiche come in Italia
  • Anmfit Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (ANMFIT)
  • Naturamedica Sito del Centro Clinico Medicina Naturale della AUSL11 di Empoli (Resp. Dr. Fabio Firenzuoli), contiene news sulla Fitoterapia e una sezione sulle piante medicinali.
o all'estero
  • Escop The European scientific cooperative on phytotherapy. Fondata nel 1989 è un'organizzazione che raccoglie le varie associazioni nazionali che in Europa si occupano di fitomedicina e fitoterapia. Ha come obiettivi la ricerca, lo sviluppo e l'approfondimento delle conoscenze sulle fitomedicine, la promozione della conoscenza delle fitomedicine a medici e utilizzatori per il corretto uso delle stesse.
  • The American society of pharmacognosy Sito della Società Americana di Farmacognosia con news, aggiornamenti, programmi di meetings e congressi a livello internazionale.
  • Un esempio interessante è, poi, quello dell'Asco (American Society of Clinical Oncology). L'associazione ha creato di recente una chat, ossia uno spazio di discussione on line, tutto dedicato alla medicina alternativa nella cura del cancro. La possibilità, così, di dialogare con un medico a disposizione del paziente per discutere delle terapie mediche non tradizionali per curare i tumori, di come influiscono sulla qualità della vita e dei possibili effetti collaterali.
L'importanza dei link
Un altro criterio può essere quello di fidarsi dei siti molto linkati o dei web rings cioè le risorse linkate tra loro, che rappresentano un controllo di qualità reciproco.

Si tratta del criterio utilizzato anche dai motori di ricerca più autorevoli come Google siti come
  • Erbeofficinali.org, si propone come un pratico strumento per quanti hanno bisogno di trovare caratteristiche botaniche o farmacologiche su una data pianta, più o meno studiata e sperimentata. Ha una pratica pagina per le ricerche e una ricca sezione link.
Una questione di autorevolezza
Un ultimo criterio di valutazione è rappresentato da parametri come l'autorevolezza, le fonti utilizzate e l'aggiornamento. Chi ha redatto il materiale esposto? Ci sono riferimenti bibliografici? Chi rivede le informazioni? Quanto sono attuali e aggiornate?

Una modalità di valutazione non così semplice, cui ha dato un grosso contributo Health on the net Foundation, la fondazione svizzera che ha il compito di rilasciare, a chi supera le severe regole di ammissione (precisi requisiti di correttezza e scientificità), un bollino blu con la sigla HON, che corrisponde a una certificazione di qualità. Un aiuto in più per riuscire a distinguere un buon sito fonte di notizie credibili e di documenti pertinenti e corretti. In questo modo si vuole affrontare il fatto che in Internet chiunque può diventare autore ed editore di lavori scientifici senza alcuna credenziale e con grande difficoltà per l'utente nel verificarne l'attendibilità, per di più con una linea tra contenuto editoriale e pubblicità subdola spesso molto sottile. Ma se si ha paura dei "ciarlatani" esistono anche siti il cui obiettivo specifico è identificarli, il più rappresentativo è quackwatch.

Marco Malagutti


Fonte
"Giornalismo, medicina complementare e informazione al consumatore", Milano 26 novembre 2004




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