Il te della memoria

10 novembre 2004

Il te della memoria



Ancora una volta il tè diventa uno scrigno di sostanze preziose per la salute umana e questa volta utili per una malattia grave e progressiva come il morbo di Alzheimer. Per ora si tratta di esperimenti in vitro che quindi necessitano di verifica in studi clinici, ma i risultati ottenuti dai ricercatori della Newcastle University sono molto interessanti.
Le benefiche proprietà antiossidanti della bevanda sono note ed efficaci già con il consumo giornaliero. Ma in questo caso è stato testato un estratto delle foglie dei due tipi di te provenienti dalla stessa pianta originaria, la Camelia sinensis. Le foglie vengono semplicemente essiccate per ottenere il te verde, o anche fermentate per il te nero, quello classico della colazione in stile inglese.

Enzimi contrastati
Gli estratti messi a contatto con alcuni enzimi coinvolti nella patogenesi della malattia di Alzheimer si dimostravano attivi nell'inibirli. In particolare il bersaglio dell'azione sono gli enzimi aceticolinesterasi (AchE) e butririlcolinesterasi (BuChE) associati allo sviluppo della malattia di Alzheimer.
La AchE demolisce il neurotrasmettitore acetilcolina i cui livelli sono bassi nei soggetti colpiti dal morbo, mentre la BuChE è stata rinvenuta nei depositi proteici (la placca amiloide) isolati nel cervello dei malati. Inoltre gli estratti del te verde hanno dimostrato di agire per una settimana contro l'attività della beta secretasi, che gioca un ruolo nella produzione dei depositi di proteine, a differenza del te nero che invece mantiene il suo effetto inibitore soltanto per un giorno. Il prossimo passo della ricerca sarà individuare e isolare quali sostanze presenti nei due tipi di te esercitano l'azione inibitoria sui tre enzimi chiave della malattia.

Malattia rallentata
Per ora l'unico elemento chiaro è che gli estratti di te agiscono sulle stesse molecole su cui agiscono gli altri farmaci attualmente disponibili. Ma come è accaduto per quest'ultimi, anche procedendo nella ricerca non si avrà la terapia definitiva, in quanto le proprietà dimostrate dalle sostanze presenti nel te possono sortire un effetto di solo rallentamento sulla degenerazione cerebrale che il morbo di Alzheimer comporta. Ma a differenza degli altri farmaci che hanno effetti collaterali negativi gravi, magari il te o i suoi estratti poterebbero provocarne meno. In ogni caso, poiché questa forma di demenze agisce principalmente sui meccanismi della memoria, che vengono colpiti o danneggiati dall'azione degli enzimi coinvolti, è chiaro che il te, nero o verde, ha un effetto protettivo su tali meccanismi.

Simona Zazzetta


Fonti
Okello EJ et al. In vitro anti-beta-secretase and dual anti-cholinesterase activities of Camellia sinensis L. (tea) relevant to treatment of dementia. Phytother Res. 2004 Aug;18(8):624-7






 



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