Bloccare l'adesione fa bene alla sclerosi

20 ottobre 2004

Bloccare l'adesione fa bene alla sclerosi



La sclerosi multipla è una malattia autoimmunitaria nella quale, come noto, la guaina di rivestimento dei nervi, la mielina, si danneggia perché colpita per errore dal sistema immunitario. Sulla malattia ancora c'è molto da sapere. L'andamento è molto irregolare, si va da periodi di quasi assoluta impotenza funzionale ad altri di inspiegabile ripresa, ma nel suo complesso il decorso è progressivo. I sintomi sono vari: disturbi visivi e motori, alterazioni dell'articolazione del linguaggio, tremori non intenzionali fino a quelli più gravi simili a convulsioni epilettiche, paralisi degli arti inferiori e progressivo decadimento mentale. Quanto alle cause, abbandonata ormai definitivamente l'ipotesi dell'ereditarietà, oggi si pensa che dipenda da una predisposizione genetica o da un virus. Sul fronte della guarigione dalla sclerosi si è ancora piuttosto fermi, ma notevoli progressi si fanno nelle conoscenze che permettono di bloccare la patologia. Dopo l'interferone beta, in grado di attenuare la reazione del sistema immunitario ma con effetti collaterali spesso difficili da tollerare, è la volta di una nuova potenziale classe terapeutica: gli inibitori di molecole di adesione selettive (inibitori SAM). Il primo di questa classe di composti è natalizumab, attualmente all'esame degli Enti regolatori europei e americani per il trattamento della sclerosi multipla. Ad alimentare la speranza sulle possibilità di questo farmaco alcuni tra i principali esperti mondiali di sclerosi multipla, riuniti al 20° Congresso Ectrims (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis), hanno illustrato i vantaggi che ne potrebbero derivare. E non sembrano pochi. Ce lo ha confermato il professor Carlo Pozzilli, del Dipartimento di Scienze Neurologiche della II facoltà di Medicina e Chirurgia "La Sapienza" di Roma, una delle 6 sei sedi, le altre sono Milano, Padova, Cagliari, Genova e Bari dove si sta svolgendo la sperimentazione del farmaco. Ma come agisce natalizumab?

Gli inibitori SAM
"Nella sclerosi multipla - ci spiega Pozzilli - le cellule immunitarie migrano nel cervello attraverso la barriera ematoencefalica causando l'infiammazione e la distruzione della guaina mielinica che isola i nervi e, successivamente, la morte delle cellule nervose. Le molecole di adesione (Selective Adhesion Molecole SAM) situate sulla superficie delle cellule immunitarie svolgono un ruolo importante in tale migrazione". È logico attendersi che bloccandola o inibendola, si possa ridurre la formazione di lesioni secondarie all'attivazione di processi patologici da parte di linfociti e monociti. Un passo avanti significativo nella ricerca di inibitori SAM è stato compiuto sul finire degli anni '80 quando ricercatori della Elan hanno scoperto l'esistenza di una molecola di adesione, l'alfa-4 integrina, che svolge un ruolo determinante in tale migrazione. "Natalizumab - riprende il professore - è un anticorpo monoclonale di sintesi che agisce contro questa glicoproteina, impedendo così alle cellule immunitarie di abbandonare il flusso sanguigno, migrare nel cervello e peggiorare le condizioni della malattia". I primi risultati sperimentali sono stati sorprendenti. La molecola - secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine - ha dimostrato di ridurre del 93% le nuove lesioni e del 50% le ricadute. Lo studio è stato condotto in 26 centri fra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna su 213 pazienti. Risultati così promettenti hanno portato a due grandi studi clinici di fase III per provare definitivamente l'utilità del nuovo farmaco: lo studio AFFIRM e lo studio SENTINEL. "Nel primo studio - dice Pozzilli - il farmaco è studiato contro placebo; SENTINEL, invece, associa la terapia con inibitori SAM a quella con interferone. L'efficacia del farmaco da solo è sperimentata laddove interferone, per ragioni di costi, non è utilizzato. Lo studio SENTINEL - sottolinea il neurologo romano che è responsabile di una delle sperimentazioni in corso - è quello che si sta conducendo ora in Italia". I risultati di questi studi sono attesi ma sembrano comunque molto promettenti visto che le ditte produttrici, Elan e Biogen, alla luce dei dati raccolti nel corso del primo anno, hanno presentato le domande per l'approvazione del farmaco negli Stati Uniti e in Europa. E l'FDA ha accordato la Revisione prioritaria e l'Approvazione accelerata del natalizumab per il trattamento della sclerosi multipla. Se tutto andrà per il verso giusto per il 2005 la nuova terapia sarà approvata e disponibile almeno negli Stati Uniti. "Ma anche da noi - sostiene Pozzilli - potrebbe esserci qualche novità interessante per la primavera del 2005". "Del resto - conclude - gli effetti collaterali della terapia sono moderati, si tratta di una flebo in infusione endovenosa una volta al mese per un'ora e mezza e le uniche conseguenze riscontrate sono manifestazioni cutanee di tipo allergico". E la sclerosi non è l'unica malattia interessata. La richiesta di approvazione è stata già presentata per il morbo di Crohn mentre è in corso uno studio clinico di fase II per la valutazione del farmaco nell'artrite reumatoide.

Marco Malagutti


Fonti
Conferenza stampa, Vienna 8 ottobre

Miller D. H et al. A Controlled Trial of Natalizumab for Relapsing Multiple Sclerosis. N Engl J Med 2003; 348:15-23, Jan 2, 2003



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