Bocchetrascurate

14 novembre 2003

Bocchetrascurate



Una delle parti più in vista del visosono sicuramente le labbra e, a meno di non tenerle chiuse tuttoil giorno, i denti. E' importante, quindi, conoscere bene la"personalità" dei 32 "inquilini" dellabocca, le malattie che possono colpirli, nonché i metodi diprevenzione e di cura oggi disponibili. E gli italiani in campodell'igiene dentale non sono certo al primo posto. Ancoraoggi, infatti, la carie continua a colpire moltissimi giovani esono milioni (circa 8 fino a pochi anni fa) i soggetti chesoffrono di parodontopatie più o meno gravi (per parodontopatiesi intendono tutti i disturbi riguardanti il parodonto, cioè itessuti che circondano il dente - in primo luogo le gengive)Al contrario, nei Paesi nordici (prima fra tutti la Danimarca)si è arrivati persino a chiudere le facoltà di odontoiatriaper mancanza di denti da curare! Senza rifare la storia naturaledella carie vale la pena di affrontare due tra gli aspetti"emergenti" della cura del dente.

Un problema rosa...gengiva
Le parodontopatie, riguardanosoprattutto i disturbi alle gengive. In particolare, sono moltodiffuse le gengiviti, cioè infiammazioni locali dellegengive che circondano i denti. Quando sono sane, le gengivepresentano un colorito roseo e non sanguinano durante lospazzolamento e l'uso del filo interdentale. La causa delproblema è la placca batterica, una sostanza che ricopre identi composta da colonie batteriche (in particolarestreptococchi) incorporate in una matrice gelatinosa di naturapolisaccaridica, come una pellicola tenace. Il prolungatocontatto della placca batterica con le gengive porta all'infiammazionedi queste ultime, che iniziano a sanguinare anche al semplicecontatto con lo spazzolino. Con il tempo, la mancata rimozionedella placca fa sì che la stessa si calcifichi, sino adiventare tartaro, irritando sempre di più la gengiva. Ifattori che favoriscono lo sviluppo della placca batterica sonouna scorretta igiene orale, l'errata posizione dei denti e un'alimentazioneeccessivamente ricca di zuccheri. Altro problema, non certo dapoco, è la retrazione della gengiva, cioè quando iltessuto tende a ritirarsi, lasciando scoperta la base del dente.Le conseguenze sono una sua maggiore sensibilità e, ovviamente,il danno estetico. A questo fenomeno non è estraneo unospazzolamento eccessivo, che non solo traumatizza la gengiva, mapuò anche portare alla corrosione della smalto e allaformazione delle cosiddette carie del colletto. Le gengiviti,con o senza retrazione della gengiva, a lungo andare, se noncurate, possono portare alla piorrea, cioè uno stato digrave d'infiammazione gengivale, con seria compromissionedella struttura gengiva-colletto (la parte della gengivaaderente alla base dello smalto dentale), con possibileinteressamento dell'osso alveolare. Questo, nei casi piùgravi, può portare alla crescente mobilità dei denti, sinoalla loro caduta.

Un problema bianco...smalto
Probabilmente non piace solo a"qualcuno", ma a "tutti": avere dentibianchi, infatti, è di certo un desiderio molto comune. Ilcolore dei propri denti è dovuto alla tinta dello smalto, cioèil rivestimento più esterno del dente, ma non è detto che siabianco. Quello che si può fare correttamente è rendere piùluminoso il colore naturale, asportando le macchie e la patinacausata da fumo o caffé. I metodi per "sbiancare" losmalto esistono, dunque, ma non si tratta dei prodotti abrasivicapaci di corrodere o erodere lo smalto, compresi i molti "sbianca-denti"facilmente acquistabili in commercio.
Per sbiancare i denti, quindi, è sempre meglio chiedere l'aiutodel proprio dentista. I metodi di sbiancamento (in inglesebleaching), infatti, sono molti e personalizzabili: quello daeseguire nello studio dentistico, quello combinato (studiodentistico/casa) e, indubbiamente il più comodo, quellodomiciliare. Quest'ultimo consiste in una soluzione che vienefornita dal dentista al paziente. L'impasto è a base diperossido di carbamide e deve essere applicato sulle arcatedentarie e lasciato agire tutta la notte. L'applicazione sirealizza con due contenitori (chiamati cucchiai) sagomati sull'improntadella bocca del paziente.
In caso di macchie di nicotina e di caffè, invece, è possibilesbiancare i denti direttamente dal dentista per mezzo diapparecchi a getto di bicarbonato. Quest'ultimo deve peròessere seguito sempre dalla levigatura dello smalto con la fresadi gomma, altrimenti la superficie rimasta ruvida può afavorirel'adesione delle sostanze macchianti.
Se, invece, i denti non solo non sono candidi, ma presentanoalcuni punti scuri ed altri chiari (dovuti alla formazione dellosmalto) è necessario ricorrere ad una tecnica nota, ad alcuni,come White Brush. Consiste nell'asportare circa 3decimi di millimetro della parte macchiata dello smalto con unafresa calibrata; si applica, poi, nella stessa zona dell'asportazionedel materiale composito della stessa tinta del dente. Infine, sea dover essere sbiancato è un dente devitalizzato è necessariointervenire dall'interno. In pratica, si rimuove l'otturazionee si inserisce all'interno del dente una miscela (il Medioxol)di perborato di sodio e acqua ossigenata, che rimuove dai tubulidella dentina le sostanze (sangue degradato, tessuto del nervoormai decomposto, ...) che scuriscono il dente. Il trattamentorisulta sempre piuttosto efficace, sempre che la colorazione nonsia dovuta a residui molli del dente, ma allo stesso cementoimpiegato per otturare il dente.

La prevenzione
Di norma, però, entrambi questiinconvenienti (i danni alle gengive e un sorriso un po'spento) possono essere evitati se, sin da piccoli, si ha l'accortezzadi seguire una corretta igiene orale e, inutile dirlo, iprincipali strumenti di prevenzione sono sicuramente lo spazzolino,il dentifricio e il filo interdentale. Ma non sonotutti uguali; è molto importante, quindi, che sia il dentista aprescrivere lo spazzolino e il dentifricio più indicati per lapropria situazione dentale e/o gengivale. Lo spazzolino,in particolare, per essere efficace deve avere caratteristicheben specifiche: il manico diritto, una testina poco ingombranteper raggiungere facilmente ogni parte della bocca e ciuffi bendistinti di setole artificiali abbastanza morbide e arrotondatein punta. Le setole devono essere integre, di pari lunghezza eperfettamente dritte. Non appena perde queste caratteristiche, ecomunque non oltre 2-3 mesi, lo spazzolino deve essere cambiato.
Per quanto riguarda il dentifricio, è importanteutilizzare quelli a base di fluoro (ormai la maggior parte). Ilfluoro, infatti, ha la capacità di fissarsi allo smalto deidenti rendendolo più duro e più resistente alla carie. Inormali dentifrici, in genere, sono tutti scarsamente abrasivie, in teoria, le formulazioni in gel ancora meno. I dentifriciqualificati come sbiancanti, invece, sono notevolmente abrasivi.Usati saltuariamente possono servire a togliere dallo smalto lemacchie di tè, di caffè, di fumo, ecc.; non serve, invece,usarli abitualmente nella speranza di modificare il colorenaturale dei denti, rendendoli più bianchi.
Per pulire perfettamente gli spazi tra i denti è inoltrefondamentale l'uso del filo interdentale, oggidisponibile in quattro modelli diversi: cerato, non cerato, anastro spugnoso o a segmenti differenziati. Per un uso correttodel filo bisogna attorcigliarne le due estremità al secondodito di entrambe le mani; inserire, quindi, il filo tra un dentee l'altro e formare una C che "abbraccia" il dente,facendolo poi scorrere dall'alto al basso, con moltadelicatezza per non ferire la gengiva. Per completare l'igieneorale (ma non per sostituirla!) è possibile fare degli sciacquicon del colluttorio; essendo liquido, infatti, puòraggiungere le zone dei denti non ben spazzolate.

Per una corretta igiene orale, oltre ai tipici strumenti sopradescritti, ci sono almeno altri tre interventi che aiutano amantenere la bocca in buona salute:

  • Controllare l'alimentazione: lozucchero è sicuramente il principale nemico dei denti, inquanto viene trasformato dai batteri della placca insostanze acide in grado di intaccare lo smalto. Sin dapiccoli, quindi, bisogna cercare di limitare l'uso diquesto alimento e, naturalmente, anche di tutti quei cibidetti "zuccherini", come: cioccolato, torte,biscotti, merende, ecc. Moderatamente cariogeni, invece,sono: la pasta, il riso, la frutta, il latte e il pane. Pocoo per niente cariogeni sono: i legumi, le uova, la carne ele verdure.
  • Aggiunte di fluoro: durante l'infanzia(fgino ai sei anni) è importante assicurare al bambino ilfluoro necessario alla corretta mineralizzazione dei denti,che avviene proprio in questa età. La dose di fluoronecessaria la stabilisce il dentista in base all'età delbambino e alla possibilità che il fluoro venga assuntoanche da altre fonti. A questo proposito, sarà necessarioverificare anche la quantità di minerale presente nelleacque minerali in commercio, leggendo le relative etichette.Queste valutazioni sono necessarie per evitare la fluorosi,patologia dentale dovuta ad un'eccessiva assunzione difluoro che, nei casi più lievi, si manifesta con striaturee piccole macchie biancastre; nei casi più gravi, invece,il dente assume una colorazione lattescente, sino adiventare poroso e fragile.
  • Visite regolari dal dentista, dafarsi almeno due volte all'anno sin dalla tenera età.Regolari controlli, infatti, permettono di diagnosticare ilprima possibile eventuali carie, malformazioni e anomalieortodontiche (i "denti storti"), permettendo cosìdi intervenire tempestivamente.

Annapaola Medina




Cerca nel sito


Cerca in


Ricette  |  Farmaci  |  Esperto risponde  |
Schede patologie


Cerca il farmaco
Potrebbe interessarti
L'esperto risponde