Rischi fatali da osteoporosi

20 febbraio 2009
Focus

Rischi fatali da osteoporosi



A causa dell'invecchiamento della popolazione le fratture osteoporotiche sono un problema sanitario crescente nei paesi più avanzati (persino in quelli via di sviluppo). A pesare, oltre alla morbilità, è la mortalità, con un aumentato rischio di morte prematura che è ben accertato per le fratture vertebrali e dell'anca. Il rischio per altri tipi di fratture, maggiori e minori, è però meno definito, anche in relazione alle successive fratture. Nell'associazione tra fratture e mortalità possono essere poi coinvolti vari fattori, connessi a comorbilità o anche allo stile di vita. Una ricerca chiarisce ora come il rischio, in effetti, aumenti per tutte le situazioni di frattura, individuando alcuni fattori predittivi di mortalità, sia per il genere femminile ma anche per quello maschile.

Fattori predittivi femminili e maschili
Si è esaminata una coorte di 952 donne e 343 uomini che avevano subito almeno una frattura di basso trauma, scelta tra partecipanti a uno studio epidemiologico australiano iniziato nel 1989, tutti dai 60 in su. Tra le prime si sono registrati 461 decessi e tra i secondi 197. I tassi di mortalità standardizzati per età e per genere sono apparsi aumentati per le fratture dell'anca (incremento femmine 2,43 e maschi 3,51) e per quelle vertebrali (1,82 e 2,12), per le fratture maggiori (1,65 e 1,70) e per quelle minori (1,42 e 1,33). Si è rilevato un incremento di mortalità per tutte le età per tutte le fratture, a eccezione di quelle minori per le quali l'aumento era apparente dopo i 75 anni d'età. Inoltre il rischio aumentato di mortalità si è mantenuto per cinque anni dopo il trauma per tutte le fratture e per dieci anni per quelle dell'anca. Anche le fratture successive sono apparse associate a un innalzamento del tasso di mortalità a 1,91 nelle donne e a 2,99 negli uomini; il rischio declinava ma ancora dopo cinque anni rimaneva più alto che nella popolazione generale (femminile 1,41 e maschile 1,78). Interessanti, infine, i fattori predittivi di mortalità, dopo le fratture di ogni grado di fragilità: sia per gli uomini sia per le donne sono risultati l'età, la debolezza del muscolo quadricipite femorale, le successive fratture, ma non le comorbilità; solo per le donne la bassa densità minerale ossea (BMD), il fumo e la postura poco stabile; solo per gli uomini la ridotta attività fisica.

Meccanismi da approfondire meglio
Se erano prevedibili i riscontri per le fratture dell'anca e vertebrali, rilevanti, ed evidenziati forse per la prima volta, sono quelli dell'incremento di mortalità per le fratture minori, benché nei più anziani: in altri studi questo non era emerso, forse perché mascherato dall'effetto minore o assente in donne meno anziane. Nel complesso, i dati indicano che andrebbe prestata maggiore attenzione alle fratture non dell'anca e non vertebrali, che sono circa metà di quelle a basso trauma e si associano a oltre il 40% dei decessi; preoccupano poi quelle successive che fanno risalire il rischio che era tornato come quello generale dopo cinque anni. I meccanismi dell'aumento di mortalità da fratture osteoporotiche restano però ancora da approfondire. Per esempio, il principale fattore di rischio di frattura, la bassa BMD, è emerso come associato in modo indipendente con la mortalità, ma alcuni studi hanno ridimensionato la relazione; negli uomini dello studio attuale poi non pare predittivo del rischio di morte. Anche le comorbilità presenti al momento del trauma non sembrano contribuire alla mortalità post-frattura associata; l'età centra, ma c'è un eccesso di mortalità pure nei soggetti meno anziani, benché minore che nei più anziani. Fatti salvi altri aspetti, come i dati relativi solo a bianchi (ci sono fattori etnici) e i confronti con la popolazione generale che a sua volta comprende persone con fratture, lo studio getta comunque una nuova e preoccupante luce sui rapporti tra fratture osteoporotiche e rischio di mortalità, che deve spingere a indagare ulteriormente.

Elettra Vecchia

Fonti
Bliuc D. et al. Mortality Risk Associated With Low-Trauma Osteoporotic Fracture and Subsequent Fracture in Men and Women. JAMA 2009;301:513-21.



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